Ai domiciliari l’avolese che minacciò via web il giornalista Borrometi e il Sindaco Cannata

Catania. Dopo quello a favore di Giuseppe Capozio, un altro provvedimento è stato emesso dalla seconda sezione penale della Corte di Appello di Catania, competente per il processo a carico di quattro avolesi condannati tutti per la tentata estorsione ai danni di un noto imprenditore edile di Avola.
Infatti la Corte d’Appello ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari per il pluripregiudicato Paolo Zuppardo, già condannato alla pena di tre anni e quattro mesi di reclusione in quanto riconosciuto colpevole di tentata estorsione con il metodo mafioso ai danni di un cantiere edile alla periferia di Avola. I giudici, ritenendo Paolo Zuppardo, oramai meritevole della misura meno afflittiva degli arresti domiciliari ha ordinato la sua scarcerazione dalla Casa Circondariale di Lanciano, dove si trovava detenuto.
La Corte di Appello ha ritenuto di potere accogliere le argomentazioni difensive proposte dai difensori dello Zuppardo, avvocati Natale Vaccarisi e Antonino Campisi, che hanno sottolineato in particolar modo che il loro assistito della condanna inflittagli per tentata estorsione ha già espiato due anni e 8 mesi di carcerazione. Alla luce della decisione dei giudici della Corte d’Appello Paolo Zuppardo sconterà il residuo della pena comminatagli (tre anni e 4mesi) in regime di arresti domiciliari.
Paolo Zuppardo, che ad oggi è imputato a piede libero nel processo a carico di altre 6 persone, in corso di svolgimento avanti al tribunale di Siracusa, nel quale è indicato di essere capo e promotore di una associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, nonché chiamato a rispondere di tentata estorsione aggravata e di minacce aggravate nei confronti del giornalista Paolo Borrometi e dell’attuale Sindaco di Avola, Luca Cannata.
Per questo processo, attualmente pendente avanti al Collegio Penale del giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Antonio Dami e Alfredo Spitaleri), sono già stati escussi alcuni testi che hanno parlato delle minacce che avrebbero ricevuto dallo Zuppardo, tra cui il giornalista Paolo Borrometi, che ha confermato le accuse mosse all’avolese.
Da ultimo è stata la volta del Sindaco di Avola, Luca Cannata che, però, dopo aver parlato dei suoi contatti avuti con lo Zuppardo nell’anno 2017, ha fatto riferimento ad un incontro avuto con lo stesso Zuppardo presso un noto locale avolese per programmare il matrimonio civile che doveva contrarre lo stesso Zuppardo.
Circostanza questa che poi non avvenne per l’arresto operato nei confronti dello Zuppardo a seguito appunto della tentata estorsione al cantiere edile, per cui oggi l’avolese è stato ammesso alla misura cautelare degli arresti domiciliari. Nella giornata di martedì la Corte d’Appello ha firmato l’ordine di scarcerazione per Giuseppe Capozio, anch’egli condannato per la tentata estorsione ai danni del noto appaltatore edile di Avola e come Paolo Zuppardo imputato, a piede libero, nel processo denominato “Eclipse”. La Corte d’Appello, accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Natale Vaccarisi, ha tramutato la misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari a Giuseppe Capozio, condannato a tre anni e otto mesi per tentata estorsione con metodo mafioso.

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