Arresti domiciliari con il braccialetto a Corrado Greco, già condannato a 6 anni per spaccio

Siracusa. A forza di insistere ce l’ha fatta l’avvocato Giorgio D’Angelo a strappare il sì al Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato per la scarcerazione di Corrado Greco, 35 anni, in carcere dal 24 giugno dello scorso anno per detenzione ai fini di spaccio di un chilogrammo di cocaina e di mezzo chilo di marijuana. Corrado Greco, condannato in abbreviato alla pena di sei anni di reclusione, venne arrestato dai Carabinieri assieme a Sebastiano Maiorca, 45 anni e alla moglie di quest’ultimo, Margherita Urso, 31 anni, entrambi condannati l’uomo a sei anni di reclusione e la donna a quattro anni e quattro mesi di reclusione. I gravi precedenti penali che annovera il Greco erano stati sempre ostatitivi a fargli ottenere gli arresti domiciliari, beneficio che invece aveva ottenuto il Maiorca a seguito di una istanza presentata dal suo difensore, avvocato Junio Celesti, al Tribunale del Riesame di Catania. Tutte le volte che l’avvocato Giorgio D’Angelo ha presentato istanza di tramutare la custodia in carcere con la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari la risposta era stata sempre negativa in quanto, a causa dei precedenti penali sempre per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti, i giudici motivavano il rigetto con la collocazione di Corrado Greco nella piazza dello spaccio di Via Italia 103 e con il timore che potesse far parte di una criminale organizzazione dedita appunto alla vendita di droga. Alla vigilia di Pasqua 2020 e in tempi di energenza sanitaria per l’epidemia da coronavirus anche i giudici hanno tramutato la intransigenza con la benevolenza privilegiando la tutela alla salute dei detenuti anzichè la linea del rigore. E così, all’ennesimo tentativo di fare ottenere gli arresti domiciliari a Corrado Greco, l’avvocato Giorgio D’Angelo ha portato a conclusione la sua missione, quella appunto di consentire al suo cliente di uscire dal carcere dove era impossibile rispettare le norme di contenimento della diffusione del Covid-19 e di fare rientro presso la propria abitazione, dove potrà osservare le raccomandazioni dei sanitari, ovvero di restare a distanza di almeno un metro da un’altra persona, di lavarsi le mani ad ogni occasione e di usare la mascherina.
Il Gip Scapellato, però, ha disposto l’applicazione del braccialetto elettronico per Corrado Greco, onde evitare che possa darsi uccel di bosco.
Corrado Greco, per la detenzione del chilo di cocaina e dei 500 grammi di “erba”, sin dal momento dell’arresto, si è protestato innocente. All’udienza di convalida, ha detto, di essere amico di famiglia dei coniugi Maiorca-Urso, e che si trovava in loro compagnia la sera del 24 giugno per una visita di cortesia, ma di ignorare assolutamente che Margherita Urso, custodisse nella borsa gli ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. La signora Margherita Urso, per la quale il Pubblico Ministero Andrea Palmieri aveva disposto gli arresti domiciliari in quanto in stato interessante, non ha confermato nè smentito la dichiarazione di Corrado Greco, in quanto innanzi al Gip Carla Frau si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
I due uomini e la donna, già vecchie conoscenze delle forze dell’ordine, sono stati visti la sera di lunedì 24 giugno 2019, mentre rientravano all’interno dell’abitazione dei coniugi Maiorca-Urso, in modo guardingo e sospetto. I Carabinieri, sospettando che il loro atteggiamento dipendesse dall’eventuale detenzione di sostanze stupefacenti, procedevano a far irruzione all’interno dello stabile per effettuare un approfondito controllo. La donna, in stato di gravidanza, mentre aveva in braccio il suo figlio minore, non appena ha avuto percezione dell’intervento dei Carabinieri, ha tentato di disfarsi di una borsa nella quale è stato rinvenuto un chilogrammo di cocaina e oltre 500 grammi di marijuana, mentre i due uomini chiudendosi all’interno dell’abitazione tentavano di disfarsi del materiale da taglio buttandolo dal balcone che prontamente veniva recuperato dai militari durante il successivo servizio di perquisizione. E’ stata, altresì, rinvenuta la somma di oltre 400 € in banconote di diverso taglio ritenuta provento di attività di spaccio e pertanto sottoposta a sequestro.

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