Nega la cessione della droga, ma è incastrato dalle videoriprese: per la terza volta ai domiciliari

Siracusa. Con una videochiamata mediante Sype, si è svolta l’udienza di convalida dell’arresto del priolese Augsto Gattuso, 23 anni, accusato di avere ceduto due dosi di marijuana a due compaesani, nonchè di detenzione di ulteriori quindici grammi della stessa sostanza. Gattuso e i suoi difensori, avvocati Puccio Forestiere e Junio Celesti, sono stati ospitati in una sala della Questura di Viale Scala Greca, approntata con le telecamere e l’adeguata apparecchiatura per effettuare il collegamento con il Palazzo di giustizia di Viale Santa Panagia. Quando sul video è comparso il volto del Giudice Monocratico Federica Piccione l’udienza di convalida ha avuto inizio. Contestualmente si è pure collegato il Pubblico Ministero Stefano Priolo il quale ha chiesto la convalida dell’arresto operato dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Priolo Gargallo. Augusto Gattuso ha comunicato che intendeva rispondere alle domande del giudice e durante l’esame ha negato di avere ceduto le dosi di marijuana ai due giovani fermati dalla Polizia e trovati in possesso di una bustina a testa di “erba”. Gattuso ha detto, altresì, che i 240 euro rinvenuti dagli agenti nella sua abitazioine non sono il provento dell’attività di spaccio ma soldi puliti che gli aveva portato la persona cui lui ha venduto la propria macchina, con pagamento dilazionato con una rata mesile di duecento euro. Sui due giovani rinvenuti dai poliziotti nella propria abitazione, Augusto Gattuso ha detto che si tratta di due suoi vicini di casa che erano passati soltanto per salutarlo e non per comprare le dosi di marijuana rinvenute addosso ai due “fumatori di canne”. Infine, Gattuso ha spiegato che i quindici grammi di marijuana li aveva comprati per il proprio fabbisogno personale in quanto consumatore di “erba”.
Il Giudice Federica Piccione, come richiesto dal Pubblico Ministero Priolo, ha disposto a carico di Augusto Gattuso la misura cautelare degli arresti domiciliari e ha fissato per il prossimo 14 maggio la celebrazione del processo.
Con quella emessa a suo carico dal Giudice Monocratico Piccione, salgono a tre le misure cautelari degli arresti domiciliari applicate al priolese Augusto Gattuso. La prima gliel’ha concessa il Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco dopo avergli inflitto sei anni e otto mesi di reclusione per tentato omicidio ai danni di Salvatore Mangiafico. In attesa della celebrazione del processo di secondo grado, che si svolgerà comunque il 17 giugno alla Corte d’Appello di Catania, Augusto Gattuso aveva ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari. Successivamente, venne di nuovo rinchiuso in carcere poichè, in seguito ad una perquisizione domiciliare effettuata dagli agenti della Squadra Mobile, venne rinvenuta una pistola calibro 6,35. Il 21 dicembre dell’anno scorso, Gattuso ha patteggiato la pena di due anni, sei mesi e venti giorni di reclusione per il possesso della pistola e il Tribunale penale del Venerdì (Salvatore Cavallaro, presidente; Antonio Dami e Federica Piccione, a latere), accogliendo l’istanza degli avvocati Puccio Forestiere e Junio Celesti, gli ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari.
Ma Augusto Gattuso, anzichè starsene alla larga dai guai, ha ripreso a delinquere. Infatti, sul suo conto circolavano preoccupanti notizie nel centro abitato di Priolo e gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato più volte si sono recati nella sua abitazione per verificare la fondatezza delle voci secondo le quali avesse intrapreso un’attività di spaccio nonostante detenuto ai domiciliari. Se in altre occasioni la battuta di caccia non era andata a buon fine, quella effettuata due giorni fa ha, invece, consentito alla Polizia di cogliere con le mani nel sacco Augusto Gattuso. I poliziotti, infatti, adeguatamente attrezzati, hanno ripreso con un mini telecamera la scena in cui avviene la cessione delle due dosi di marijuana a favore di un 23enne e di un 27enne, entrambi residenti a Priolo. I quali, immediatamente fermati e perquisiti, sono stati trovati in possesso delle bustine di erba ricevute dal Gattuso. Ma, per non passare come infami, i due fimatori di canne hanno avuto l’infelice idea di negare di avere comprato dal Gattuso le sue bustine di marijuana. E la loro dichiarazione, presa a verbale, l’hanno pagata a caro prezzo: sono stati, infatti, denunciati a piede libero, per favoreggiamento personale. Inoltre, come assuntori di droga, il 23enne e il 27enne sono stati segnalati alla Prefettura e le loro generalità sono state riversate nel registro dei consumatori di sostanze stupefacenti.
Invece, per Augusto Gattuso, sono scattate di nuovo le manette e l’apertura di un nuovo procedimento penale per i reati di vendita a terzi di sostanze stupefacenti e di detenzione illegale di quindici grammi di marijuana. E, inoltre, anche per il reato di detenzione di tre cartucce marca Fiocchi, calibro 22.
Nel corso della perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato la somma di 240 euro. Per il momento il Giudice Piccione non ha dissequestrato la somma, nonostante la dichiarazione resa dal Gattuso che ha riferito che si trattava della rata mensile corrispostagli dall’acquirente dell’auto messa in vendita dal priolese.

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