Caso Borrometi (parte III), la conversazione tra un poliziotto e una donna conferma che Paolino ha detto solo bufale

(a cura di Giuseppe Gallinella e Pino Guastella)

Siracusa. Come da copione, il caso Paolo Borrometi arriva ad un epilogo annunciato in tempi non sospetti. Ci troviamo di fronte a uno scenario ispirato dai migliori bestseller pieno di intrighi e retroscena mozza fiato. Intrecci politici e polizieschi che si mescolano tra loro, poi scoprire che il colpevole era il personaggio meno impensabile.
Quello che stiamo per pubblicare è il risultato dell’inchiesta iniziata nell’agosto dell’anno scorso dal Diario e da ilformat.info sul noto giornalista Paolo Borrometi, che con i suoi articoli ha inconsciamente distrutto la vera informazione e il lavoro, con tanto di sacrificio, di tanti giornalisti.
Il concetto è basilare: non si possono costruire carriere alle spalle di giornalisti illustri, soprattutto se molti di questi sono stati ammazzati, con lo scopo di crearsi un “personaggio pubblico”.
Paolo Borrometi ha cavalcato questa scia con le amicizie e i rapporti connessi tra loro, un’onda che gli ha permesso di rendere la sua figura intoccabile fino a raggiungere l’invito del Presidente della Repubblica italiana e del Papa, poi addirittura ricevere premi che non gli toccavano come: la finale del premio ‘freedom journalist’.
Paolo Borrometi ha sempre dichiarato (e su questo argomento gli articoli sono facilmente visibili su tutti i motori di ricerca) che la sua carriera ha inizio con l’omicidio del vittoriese Inglese, e che da quel momento inizia a subire minacce; sebbene l’omicidio Inglese, per gli inquirenti, non è un omicidio legato alla mafia.
Ma la fase che cavalca “Paolino” – così dirigenti e i più stretti lo chiamano – inizia dalla “falsa aggressione subita in campagna”, dove lo stesso dichiara più volte di essere stato colpito con calci e pugni e di essersi trovato in una pozza di sangue. Però, nel certificato del presidio ospedaliero di Modica. risulterebbe solo una lesione guaribile in dieci giorni e nessuna tumefazione o livido viene riscontrato sul suo viso e sul corpo. Ma mentre si trovava in terra pieno di sangue – così ha dichiarato insieme al padre – il padre accorso in campagna, invece di chiamare il 118 gli scatta delle foto. Come potrebbe mai un genitore vedere il proprio figlio insanguinato anziché chiamare il 118 o il 113 scattare delle foto?
Stando alle deposizioni rese agli agenti della PS in ospedale che dovevano redigere la relazione di servizio, prima di recarsi in ospedale hanno chiamato il dirigente del commissariato e la relazione, sembrerebbe, che sia stata scritta dal dirigente – che non è intervenuto sul luogo e non ha parlato con la vittima – ma successivamente firmata dagli agenti che non potevano sottrarsi.
La questione riguardante lo scasso della porta della sua abitazione a Modica, poi cambiata in: “hanno dato fiamme alla porta”, risulterebbe poco attendibile in quanto Borrometi era già sorvegliato a vista (scortato) e solo un folle poteva fare un atto del genere.
Come sono inconfutabili molti articoli e post su facebook, Borrometi usa la tattica dell’istigazione, della provocazione, come nel caso del presunto boss di Vittoria Ventura dopo che lo stesso giornalista pubblicò un articolo con la foto dei nipotini minorenni di Ventura. Quest’ultimo, tramite messaggio, gli scrisse di lasciare perdere i bambini e di prendersela solo con lui e basta, ma Borrometi lo provocò e Ventura gli disse: “Io anche in Commissariato ti vengo a scippare la testa”. Su questo argomento, sia Borrometi e altri sono a conoscenza della verità dei fatti in quanto i computer sono stati setacciati dalla polizia postale di Catania.
Un altro aspetto emblematico sono le chiamate confidenziali con l’ex governatore della Sicilia, Crocetta. Tutto il materiale si trova custodito sui dei nastri e che mai sono stati al vaglio di magistrati o della DDA.
Ma come faceva ad avere informazioni in anticipo? La risposta è semplice: qualsiasi informazione di rilevo gli veniva passata come un “dettato per bambini che frequentano le elementari” e lui pubblicava.
E del megafotovoltaico della sorella di Crocetta nel ragusano, che frutta molti quattrini, Paolo Borrometi non ha mai aperto un’inchiesta: perché?
Una trascrizione che viene espressamente sottoposta al vaglio delle Procure di Catania, Ragusa e Siracusa dall’interlocutrice Valeria Micalizzi.
E qui si apre un’altro scenario che mette ulteriormente in discussione l’etica del giornalista Borrometi. In questa trascrizione potrete leggere integralmente la conversazione tra l’Ispettore Giuseppe Modica e Valeria Micalizzi.
I temi della conversazione sono più di uno, infatti l’Ispettore Giuseppe Modica fa riferimento alle indagini nate per l’aggressione subita da Borrometi con il ferimento della spalla da parte di ignoti. Si parla purtroppo di intercettazioni telefoniche importanti per le indagini che invece non sono state utilizzate come si sarebbe aspettato di fare.
Si parla più in generale del modus operandi del dirigente Ciavola che nelle indagini cercava di indirizzare il processo in un certo modo. Si sollevano dubbi sull’episodio del furto nella casa romana di Borrometi con forti dubbi anche nella ricostruzione del caso.
Si continua a parlare di relazioni inviate alla magistratura fatte più di omissioni che di fatti reali come ad esempio per l’aggressione a Borrometi con forti perplessità sul referto medico e la mancata rilevazione fatta sui luoghi dell’aggressione. Si parla di documenti rilevanti ma volutamente omessi sullo scioglimento del Comune di Vittoria e di quello del Comune di Scicli, da cui è scaturita la querelle tra Borrometi e il presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, onorevole Claudio Fava che, dopo essere stato bersaglio di calunne e infamanti accuse da parte del giornalista di Modica e di siti compiacenti, si è visto costretto a denunciarlo alla Procura della Repubblica di Palermo per falso e calunnia.
Di seguito la prima parte della conversazione tra l’ispettore Modica e la sua interlocutrice Valeria Micalizzi.
Ispettore: E da hanno cercato di tagliarmi no di tagliarmi, di distruggermi sia a me che alla mia compagna.
Interlocutrice: Addirittura.
Ispettore: Sì, perché lei era al Commissariato di Vittoria, io, da sempre la Squadra Mobile ha …(P.i.)… con il Commissariato di Vittoria. Al che …(P.i.)…
Interlocutrice: Certo.
Ispettore: E quindi niente, alla fine hanno cercato…
Interlocutrice: Di crearvi problemi.
Ispettore: In un certo… ce li hanno creati, però io sia per me sia per lei sono riuscito, insomma a porre rimedio e così l’ho… però certo dove volevano arrivare ci sono arrivati lo stesso. A lei l’hanno costretta ad andarsene, costretta… anche se non … (P.i.)… l’avrebbero distrutta.
Interlocutrice: Addirittura?
Ispettore: Sì.
Interlocutrice: Mamma mia! Ma veramente viviamo in una… in questa terra invivibile.
Ispettore: io certo ho trovato la soluzione e fino alla fine, insomma, sono stato poi un … un guerriero in …(P.i.)…. Vengo in effetti da una esperienza, ma non quella fatta qua, quella fatta a Napoli.
Interlocutrice: A Napoli, certo.
Ispettore: Io quando ho visto che le cose andavano male, ho creato una pennetta e questa pennetta c’è rimasta qua un paio di giorni.
Interlocutrice: Ah, okay.
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: No, allora hai fatto bene.
Ispettore: Non solo. Ora, per ricollegarci, è stato proprio questo che ho commesso …(P.i.)… di BORROMETI.
Interlocutrice: BORROMETI.
Ispettore: Perché noi diciamo che avevamo un… un buon rapporto di amicizia, ci sentivamo.
Interlocutrice: Ah, sì?
Ispettore: Sì. Certo.
Interlocutrice: No, io questo non lo avevo capito, quindi inizialmente…
Ispettore: Ma come… ma come persona.
Interlocutrice: Sì, sì.
Ispettore: Non è che… poi un giorno ho detto, vedendo certe dinamiche, ho detto, lo devo mettere alla prova. Gli mando un messaggio, perché sapevo che l’indomani c’era il processo, io ero teste e lui era il denunciante. Interlocutrice: Uh uh.
Ispettore: Lui ha visto che l’avrò chiamato, perché è uno di quei processi che gli daranno una batosta che…
Interlocutrice: A lui?
Ispettore: A lui, che neanche se lo immagina.
Interlocutrice: Vero?
Ispettore: Eee… prima tu mi stavi dicendo che … eee… ti interessa una bella storia tipo di colletti bianchi? Lui piglia, mi fa: “Dove sei?” – “ A casa!” – “Domani c’è il processo”. Ho detto: “Beh, anche io ho il processo, è lo stesso.” – “ Eee… facciamo una cosa invece, adesso ce ne andiamo ora al Tribunale e nel pomeriggio parliamo di questa cosa”. Va bene. …(P.i.)… allora ho fatto uno più uno, ora qui dice che lo sanno tutti.
Interlocutrice: Eh, infatti.
Ispettore: Lui ha telefonato e ci fa: “Com’è che questo ha queste notizie ed il mio egregio dirigente della mobile, non mi ha detto mi ha detto nulla?”. Quindi lui avrà chiamato CIAVOLA.
Interlocutrice: Come si chiama? CIAVOLA.
Ispettore: ora se n’è andato fortunatamente si è scatenata una provincia…
Interlocutrice: Avrà chiamato questo qua.
Ispettore: Avrà chiamato. Dice: “Senti ma com’è che Peppino mi vuole dire certe cose e tu non…”.
Interlocutrice: E tu non ne sai niente.
Ispettore: E lui gli avrà detto: “Levaci mano”.
Interlocutrice: Ah!
Ispettore: Perché era un po’ …(P.i.)…
Interlocutrice: Vero?
Ispettore: Ma ripeto, io probabilmente gli avrei detto cose con… con vaghezza, a me interessava capire lui fino a che punto era disposto ad esporsi come giornalista, ma lo avrebbe fatto mai. Perché coinvolte persone a lui vicine…
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: supportate …(P.i.)…
Interlocutrice: Però lui dinanzi tutta Italia…
Ispettore: Lui…
Interlocutrice: …vedi la mia rabbia qual è?
Ispettore: lo so, lo so… …(P.i.)… non l’ho capita però questa rabbia, perché? Cioè me lo sono sempre chiesto, come mai?
Interlocutrice: Allora, perché il mio sogno era fare giornalismo d’inchiesta. Poi giustamente la vita non va sempre come noi la progettiamo. Ho iniziato a leggere parecchi libri su MONTANTE, quelli di Bolzoni. Non so se tu li hai letti?
Ispettore: Sì però certi… certi ambienti …(P.i.)… ci sono cose che si… si capiscono …(P.i.)… notizie.
Interlocutrice: Ecco…
Ispettore: Perché uno ha …(P.i.)… certi lavori e poi …(P.i.)… (Sovrapposizione di voci)
Interlocutrice: Allora, se tu ti leggi questi libri, tutte le persone riportate lì, sono tutti amici suoi. Cioè ma già parti da lì. E quindi tu vedi un LUMIA, parola ripetuta in ogni pagina di questi libri, che è amico.

(FINE PARTE I – CONTINUA)

(PARTE II)
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: persona vicino a lui, e poi vedi… poi vedi la fine che ha fatto MONTANTE. Questi sono paladini, che secondo me hanno il loro… la loro durata di tempo e poi cadono.
Ispettore: Sì, sì, ma anche io li ho letti.
Interlocutrice: Dopo… sì ma MONTANTE ci ha messo 14 anni prima che l’hanno fatto cadere.
Ispettore: Sai che cos’è? Che, ad esempio, la scorta chi gliel’ha assegnata.
Interlocutrice: Poi i suoi… i suoi… allora, i suoi articoli a me mandano in bestia.
Ispettore: Ma che articoli sono?
Interlocutrice: A parte che lui è giornalista d’inchiesta. Mi dite quale inchiesta ha fatto?
Ispettore: No, nemmeno una. Nemmeno una…
Interlocutrice: Io ho letto… io ho letto il suo libro, sono saltata in aria, ma che libro è? È un… è farneticante.
Ispettore: Lui… lui ha notizie che…
Interlocutrice: Poi siccome lui mi ha attaccato, perché giustamente ha risposto alle mie provocazioni, quindi ancora peggio.
Ispettore: Vabbè, lui sperava di più alle tue provocazioni, il suo gioco è sempre questo.
Interlocutrice: Allora, giornalista d’inchiesta, quale inchiesta ha fatto? Nessuna.
Ispettore: Ma non… che ti stavo dicendo? Lui non è in grado di fare un’inchiesta, lui pubblica delle cose perché gli vengono dette, come ad esempio tutte le cose di Ragusa gliele passava CIAVOLA.
Interlocutrice: CIAVOLA. E lui pubblicava questo e…
Ispettore: Questo pubblicava.
Interlocutrice: E se li… però…
Ispettore: Certo, ma poi gli articoli…
Interlocutrice: Faceva capire che…
Ispettore: …gli articoli facevano ridere.
Interlocutrice: Sì, avogliaa
Ispettore: Un altro tipo…
Interlocutrice: Ma scarsi proprio.
Ispettore: …un altro tipo di giornalista avrebbe fatto… avrebbe fatto intanto delle ricerche per fare un articolo come si deve.
Interlocutrice: Certo.
Ispettore: Lui non ha mai fatto delle ricerche. Quello gli diceva: “Guarda che è successa questa cosa”…
Interlocutrice: E lui la riportava.
Ispettore: E lui la riportava. Punto. Perché io sono convinto che lui non è in grado.
Interlocutrice: Non è in grado.
Ispettore: No, completamente. Ma come nasce lui? Parliamo (partiamo) dal comincio. Lui nasce da… capito dal sistema. Lui… lui non ha capito un cavolo.
Interlocutrice: Ah, secondo me, perché lui è un po’…
Ispettore: è il padre che ha capito qual è il sistema.
Interlocutrice: E il padre è la mente.
Ispettore: Eee… l’hanno aggredito. Lui parte da là, da quella benedetta aggressione qua a Modica. Qual è questa aggressione? Allora lui dichiara, a caldo, cosa gli hanno fatto queste persone.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: che poi sono andato a rivedere… quello che avevo… e confrontandolo, come ti dicevo, con il referto medico. Il referto medico c’è una lesione alla spalla e l’hanno mandato a casa.
Interlocutrice: Una lesione alla spalla, mandato a casa.
Ispettore: Una lesione. L’hanno mandato, dieci giorni.
Interlocutrice: E lui dice che lo hanno lasciato in una pozza di sangue…
Ispettore: Allora…
Interlocutrice: … a terra. Scusa, nella mia ignoranza, allora non…
Ispettore: Ti racconto l’ultima…
Interlocutrice: Cioè il 118 non è intervenuto, no?
Ispettore: Lui… allora, lui dice… eee… che c’è nella relazione dei colleghi che sono andati a sentirli per primo, non per primo, dopo che ci ha parlato CIAVOLA.
Interlocutrice: Benissimo.
Ispettore: Eee… e parte da lì. Lui dichiara che l’hanno preso, prima l’hanno preso a pugni e calci al corpo e al viso. Lui non aveva una tumefazione.
Interlocutrice: Vabbè.
Ispettore: il referto …(P.i.)… ma perché insisteva? …(P.i.)…
Interlocutrice- Cioè non aveva lividi?
Ispettore: no! Il referto parla di dieci …(P.i.)…
Interlocutrice: Dieci giorni, una cosa da niente.
Ispettore: Una cosa da niente. Ma c’è di più. Queste però sono cose che ancora non sono uscite. Ecco perché te lo dico, ci sono delle cose…
Interlocutrice: No, no, no.
Ispettore: …facilmente che riportano a me. Cioè bisogna saperle…
Interlocutrice: No, no, ci mancherebbe.
Ispettore: …valutare, perché …(P.i.)… è semplice, cioè le ho fatte io, quindi. Il padre …(P.i.)… giusto, perché io sono tuo padre, ti trovo a terra …
Interlocutrice: Chiami il 118.
Ispettore: Perché nelle foto, che io ho visto, era messo a terra. Niente fa… invece di chiamare il 118, ci fa le fotografie?
Interlocutrice: Le fotografie gliele ha fatte suo padre?
Ispettore: Sì. Le Fotografie mentre che lui è messo così a terra. Allora da lì…
Interlocutrice: No, vabbè, io non ho parole.
Ispettore: Ma non solo, non solo. Allora, lì cominci… “ma, come il referto”, tu mi dici questa cosa e nel referto non c’è un cavolo. E questa è la prima. L’intercettazione.
Interlocutrice: Cioè, quindi nel suo corpo lividi non ce n’è?
Ispettore: Non c’è n’è! Non ce n’è! Lui non ha avuto né uno schiaffo e neanche un calcio, perché se avesse avuto questo, basta un calcio.
Interlocutrice: Ma allora non è vero quello che lui dice della pozza di sangue, che era…
Ispettore: Ma quale pozza di sangue? Quale pozza di sangue?
Interlocutrice: Non c’era niente. E beh, anche in televisione l’ha detto.
Ispettore: Vabbè, ma lui ha detto… quello che ormai gli consentono tutti di dire.
Interlocutrice: Mamma mia!
Ispettore: …(P.i.)… è il personaggio del momento. Va bene?
Interlocutrice: Del momento, sì.
Ispettore: Quello che dice non gli interessa a nessuno. E questa la… la prima. Le intercettazioni già c’erano molte persone che si sentivano, ipotizzavano che questa cosa fosse una bufala. Hanno detto anche chiaramente “Si sta preparando, ora vuole fare il salto, è tutta una minchiata”. Scusami…
Interlocutrice: No, e beh!
Ispettore: Tutta una minchiata. Queste erano le cose che si ascoltavano da persone molte vicine a lui.
Interlocutrice: Addirittura, non so qua…
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: …a Modica, si vociferava che fosse stato durante una lite con il giardiniere del padre.
Ispettore: Con il giardiniere. Può essere, può essere, può essere.
Interlocutrice: Addirittura molti sanno anche il nome già di questo. Sono arrivate a sapere chi è, un certo RIZZO, RIZZA, non so bene come…
Ispettore: Sì, sì, ma …(P.i.)…
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: Tra l’altro ci sono tante cose che non… perché mi spieghi, lui ci andava, non so quante volte andava …(P.i.)… io non penso che ci andava ogni cinque minuti.
Interlocutrice: Lui dice tutti i pomeriggi.
Ispettore: Tutti i pomeriggi.
Interlocutrice: Ma io non ci credo.
Ispettore: Neanche io ci credo.
Interlocutrice: E quelli sapevano, giusto giusto che erano…
Ispettore: Quindi lo avrebbero dovuto…
Interlocutrice: seguire…
Ispettore: …(P.i.)… cioè lui ha fatto passare per una …(P.i.)… un po’ di cose, secondo me, e poi per cosa?
Interlocutrice: Ma tutto puoi far passare com’è…
Ispettore: E poi tra l’altro per che cosa? Lui inputa questa cosa ha fatto… al fatto che si era interessato, accompagnando a Roma … (P.i.)… alla trasmissione …(P.i.)… ehh del caso INGLESE.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: il …(P.i.)… Ivano …(P.i.)… il ragazzo…
Interlocutrice: sì di Ivan INGLESE, sì.
Ispettore: ma la mafia non c’entra niente. Con il caso di INGLESE … (P.i.)…
Interlocutrice: Ma poi che gli interessava di lui?
Ispettore: “Ti devi fare i fatti… i fatti tuoi”. Lui collega quella pseudo aggressione… con quel fatto.
Interlocutrice: “Ti devi fare i fatti tuoi”, chi glielo diceva?
Ispettore: L’aggressore.
Interlocutrice: Okay.
Ispettore: Dice: “Mi ha detto: fatti i fatti tuoi”. E lui lì… è stato… questa
cosa è riconducibile alla… al mio impegno nel caso nel caso
di INGLESE.
Interlocutrice: Impegno.
Ispettore: Non ci abbiamo capito niente nessuno e quindi …(P.i.)…
Interlocutrice: Nessuno.
Ispettore: …dell’omicidio di INGLESE, di INGLESE Ivano da lì è partito tutto. Poi che cosa ha fatto lui? Qual è la sua… ma non perché lo dico io, perché lo dice il… lui riesce a fare questo tipo di accertamento. Ecco perché ti dicevo, … (P.i.)… a processo …(P.i.)… se non… se non mettono le cose, come hanno fatto finora, in modo tale che…
Interlocutrice: Se non sistemano le cose prima.
Ispettore: È documentato che era lui il provocatore.
Interlocutrice: Sì, perché questo io lo so che lui è un provocatore.
Ispettore: Lui, è lui che provoca.
Interlocutrice: Lui provoca, sì, sì.
Ispettore: Gli manda un messaggio e lo cancella, non avendo capito che anche se tu lo cancelli…
Interlocutrice: Rimane sempre.
Ispettore: … …(P.i.)…ma la traccia rimane. E quando siamo andati là …
(P.i.)… delle mail, a sequestrarci il computer …(P.i.)… ci siamo portati tutto alla postale.
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: la postale ha aperto.
Interlocutrice: Ah, ah.
Ispettore: …il computer, hanno fatto tutti gli screenshot dal sever del computer.
Interlocutrice: Benissimo.
Ispettore: Quindi c’erano tutte quelle cose che.
Interlocutrice: Mamma, mia! No vabbè, ma io non ho parole.
Ispettore: Da là… da là lui ne scipperà una, ripeto, se non metteranno le cose…
Interlocutrice: Se non li fanno sparire queste cose.
Ispettore: Poi basta indirizzare il processo in un certo modo, basta non tirare in ballo queste cose, ma esistono.
Interlocutrice: Esistono.
Ispettore: Sono là, sono nel fascicolo, firmate dal dirigente della Postale di Catania. Perché sono venuti anche quelli di Catania a fare questo tipo di… di rilievi. Ma è in tutto, è così. Anche… anche VENTURA Giambattista che era uno dei… uno degli ultimi responsabili del clan. Ma lui lo diceva: “Tu la devi smettere di provocare”… è lui che provoca.
Interlocutrice: Sì, provoca, provoca… Lo so.
Ispettore: …(P.i.)… non è stato accertato perché poi c’era il computer che era della figlia, uno della… insomma, sicuramente non sono stati fatti un certo tipo… un certo tipo di… fatti dei riscontri. Ma è così. Così li provoca.
Interlocutrice: Provoca, provoca lui. Lo so e io più lo leggo e più i nervi mi saltano, perché è ovvio, è palese la cosa.
Ispettore: il …(P.i.)…dov’è che si è incazzato. …(P.i.)… e gli ha detto: “Io anche in Commissariato ti vengo a scippare la testa” … (P.i.)… E lui pubblica le fotografie dei nipotini.
Interlocutrice: Dei minori.
Ispettore: “Prenditela con me …(P.i.)…”
Interlocutrice: Bravo.
Ispettore: “Tu dici che io sono un capo clan. Bene! Attacca me!”
Interlocutrice: Che c’entrano i nipoti.
Ispettore: “Attacca me, lascia stare i miei nipoti”
Interlocutrice: Giusto. No ed è quello che… è normale. È un modo di fare giornalismo…
Ispettore: Ti dicevo, da allora è scomparso… BORROMETI. Solo un paio di volte con… quando pubblico …(P.i.)… cose, mi ha messo qualche like, però…
Interlocutrice: Poi, ad esempio, anche lo zerbino, ha fatto prima… prima c’era un inciden… un incendio che gli devastò la casa. Poi alla fine tutto si ridusse che era solo lo zerbino che fumava. Cioè…
Ispettore: Sì, ma poi ci sono cose… questo non so se è stato pubblicato, non lo ricordo. Pare che è successa una cosa anomala… io non… non sono riuscito a inquadrarla, anche perché c’erano un…
Interlocutrice: Il fatto di quando gli hanno rubato i dischetti a casa? No, no. Pubblicata.
Ispettore: Eh, e quindi è pubblicata.
Interlocutrice: Sì, sì.
Ispettore: Ecco, là, ma chi doveva… ma chi cavolo sarebbe potuto entrare …(P.i.)…
Interlocutrice: In un appartamento di un soggetto con la scorta.
Ispettore: Ma che può ottenere?
Interlocutrice: Quindi un appartamento super sorvegliato.
Ispettore: Ma chi ti può credere che sono entrati a farti il furto? Chi ti può credere? Ma poi che cavolo ti dovevano rubare, ma che… che impicci avevi? Non ha nulla. E ancora lui… gli articoli io li leggo, ma leggo solo la prima parte, sennò non … (P.i.)… …lasciamo perdere, va.
Interlocutrice: Capito?
Ispettore: Fa parte… fa parte… proprio certe volte quando ancora eravamo in buoni rapporti con il dirigente e ne parlavamo… dice: “Paolino?” – lo chiama di tu. Ha capito qual è la scia da seguire, io l’ho capito, ma chi ci si mette contro, cioè mentre noi parlavamo, andavamo al bar qualche volta. Lo chiamava e parlava con il vice capo della polizia. “Vabbè poi stasera io rientro e andiamo a cena assieme”. Cioè questo è.
Interlocutrice: Bravo, è il sistema.
Ispettore: Allora, cosa voglio dire con questo?
Interlocutrice: Bravo, è il sistema sbagliato.
Ispettore: Cosa voglio dire con questo? Che avendogli concesso tanto, è difficile togliere… togliere certi… certi benefici. Ed è difficile fare qualcosa per renderlo non credibile. Perché è come se… si dessero la zappa sui piedi. Scusate, ma voi perché non l’avete capito prima… prima queste cose? Quindi non gli conviene, si possono astenere. Ma non gli conviene. Andarci contro è controproducente per loro, per chi ha concesso tutti i benefici. Purtroppo. Purtroppo. … (P.i.)… ci ha messo 14 anni e qua ci mettono secondo me … (P.i.)…
Interlocutrice: Vent’anni.
Ispettore: Ma perché devono sapere distinguere …(P.i.)…
Interlocutrice: Sì, sì.
Ispettore: il …(P.i.)… della polizia per… cioè devono uscire… devono uscire fuori dai… dai circuiti istituzionali. Ad esempio ora lo attaccheranno e cadrà …non ce n’è.
Interlocutrice: Già io in questo ultimo periodo l’ho visto parecchio nervoso, parecchio destabilizzato, perché comunque la guerra che…
Ispettore: Sì, ma…
Interlocutrice: … che qualcuno ci sta facendo su Facebook, a lui …(P.i.)…
Ispettore: …(P.i.)… anche nei processi… …(P.i.)…lui è terra terra!
Interlocutrice: avvoglia.
Ispettore: Perché lui… allora, lui ammettiamo che lui è un bravo giornalista. …(P.i.)…
Interlocutrice: Che poi, un’altra cosa che mi è venuta in mente, lui nel 2014 non era neanche giornalista. Non era giornalista, non era iscritto all’albo, era forse un praticante.
Ispettore: Sì, un inviato del…
Interlocutrice: Ma era praticante ancora, non era giornalista. Quindi quale inchiesta gli… gli sarebbe mai… cioè, capito? Non reggono tutte queste cose.
Ispettore: purtroppo lui… lui e il padre si sono infilati in questo filone.
Interlocutrice: Ora io il primo articolo che gli ho fatto contro, lui mi ha commentato che mi querelava. “La compagna di merende di qualcuno”.
Ispettore: L’ha fatto?
Interlocutrice: Fino ad oggi io non ho ricevuto nessuna querela, ma lui liberissimo di farlo. Io continuo, perché non saranno i suoi commenti a… a intimorirmi. Anzi mi caricano ancora di più, perché io quello… cioè la… quello che io penso lo posso esprimere, non sarà un BORROMETI a vietarmelo.
Ispettore: Comunque, tutti questi fatti, si vede che il personaggio è indebolito, comincia a indebolirsi …(P.i.)… poi c’è quella di GURRIERI che l’ho letta …(P.i.)…
Interlocutrice: GURRIERI, sì, sì, sì.
Ispettore: Fino a stamattina era …(P.i.)…. Quella è bellissima!
Interlocutrice: Terribile.
Ispettore: Ma poi lui… e io leggendo immaginavo la scena …
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: …di quando lui… di quando lui testimoniava ai processi, era zero.
Interlocutrice: Zero.
Ispettore: Zero. Perché naturalmente lui…
Interlocutrice: E poi…
Ispettore: Lui… lui…
Interlocutrice: …il fatto quello là …
Ispettore: …fa l’articolo ma lui non lo sa, l’andamento del processo lui non… non lo conosce. E non ha capito neanche se glielo ha spiegato il padre. Il padre glielo avrebbe dovuto spiegare su cosa prepararsi quando andava al processo. Non mi capisce. Non lo capisce. Ha fatto delle figure… ora che facciamo? C’era il processo LAURETTA o su (VENTURA??). Tutti i giornalisti fuori dal Tribunale, neanche se… se stessero sentendo il Presidente della Repubblica. Ha saputo cavalcare quest’onda… quest’onda mediatica. L’ha fatto, l’ha fatto bene, ha trovato delle persone anche incompetenti in certi ambienti.
Interlocutrice: avoglia.
Ispettore: Che… che a loro volta hanno creduto di sfruttare questa situazione.
Interlocutrice: Per fare carriera?
Ispettore: Per fare carriera, pubblicità che poi si pensa sempre alla… alla carriera. Non ce n’è…
Interlocutrice: Non c’è che prendere in questa terra.
Ispettore: No, niente.
Interlocutrice: Niente.
Ispettore: Niente, niente. Perché se… le cose prese una alla volta e fatte …(P.i.)… analizzate… io lo avrei anche potuto fare prima, prima di farlo diventare quello che è oggi. Non è difficile.
Interlocutrice: Poi lo sa la cosa che mi fa rabbia, abbiamo scritto e riscritto il fatto dell’aggressione, risponde alle domande, si muovono chi di competenza, cioè io ho lanciato dei messaggi. Ci sarà stato…
Ispettore: Sì no, non lo fanno.
Interlocutrice: …il 118 che sarà intervenuto. Niente, tutto tace.
Ispettore: Non lo fanno. Non ricordo come c’è andato lui in ospedale.
Interlocutrice: Gliel’ha portato suo padre allora.
Ispettore: Allora, gliel’ha portato suo padre.
Interlocutrice: Suo padre gliel’ha portato. Ma come? Lui che dichiara che era in una po…
Ispettore: Non… no non lo sto ricordando.
Interlocutrice: …in una pozza di sangue.
Ispettore: Non ce n’era pozza di… se c’era… allora… se c’era la pozza di sangue…
Interlocutrice: Ma veramente, è terribile.
Ispettore: Se c’era la pozza di sangue è stato un mongoloide, lo devo chiamare così, il mio ex dirigente che non gli ha mandato la scientifica.
Interlocutrice: Bravo.
Ispettore: Perché non gliela manda la scientifica in un caso del genere.
(FINE PARTE II – CONTINUA)

PARTE III

Interlocutrice: Abbiamo scritto e riscritto il fatto dell’aggressione, risponde alle domande, si muovono chi di competenza, cioè io ho lanciato dei messaggi. Ci sarà stato…
Ispettore: Sì no, non lo fanno.
Interlocutrice: …un 118 che sarà intervenuto. Niente, tutto tace.
Ispettore: Non lo fanno. Non lo ricordo come c’è andato lui in ospedale.
Interlocutrice: Gliel’ha portato suo padre allora.
Ispettore: Allora, gliel’ha portato suo padre.
Interlocutrice: Suo padre gliel’ha portato. Ma come? Lui che dichiara che era in una po…
Ispettore: Non… no non lo sto ricordando.
Interlocutrice: …in una pozza di sangue.
Ispettore: Non ce n’era pozza di… se c’era… allora… se c’era la pozza di sangue…
Interlocutrice: Ma veramente, è terribile.
Ispettore: Se c’era la pozza di sangue è stato un mongoloide, lo devo chiamare così, il mio ex dirigente che non gli ha mandato la scientifica. Interlocutrice: Bravo.
Ispettore: Perché non gliela manda la scientifica in un caso del genere. Perché tutti…
Interlocutrice: Perché certo, quando c’è sangue nel mezzo, già interviene la scientifica.
Ispettore: Allora, tutti… tutti hanno cercato di sfruttare la figura di BORROMETI.
Interlocutrice: BORROMETI.
Ispettore: Perché già farsi vedere…o far pubblicare una foto, assieme a Paolo BORROMETI, in quel frangente era…
Interlocutrice: Prendere punti.
Ispettore: Era prendere punti. E poi le cose, non è che non si capivano, a me, ad esempio tutte cose, a me nella comunicazione della notizia di reato, diciamo conclusioni delle indagini sul… su quella aggressione… a me molte cose non me le ha fatte scrivere il mio dirigente. Perché io avrei dovuto scrivere… forse era uscito dalle intercettazioni.
Interlocutrice: Ma. (Sovrapposizione di voci)
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: cioè c’era un’intercettazione di quella giornata?
Ispettore: no. Succede un evento, si reputa che possa essere ricollegate come diceva lui per mafia? Era un giornalista …(P.i.)… qualunque fosse là per lui. Qualunque cosa fosse a quell’epoca, naturalmente se …(P.i.)… supera i cinque anni, autorizzano, se fai la richiesta, ti autorizzano all’intercettazione.
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: Quindi del suo telefono.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: o di quello della persona vicina. Lui… lui se n’è uscito, ad esempio, che era… era una truffa tutta questa cosa.
Interlocutrice: Quella dell’aggressione della campagna?
Ispettore: Quella dell’aggressione. E là… è registrato.
Interlocutrice: No, vabbè.
Ispettore: È registrato, molti… molte delle persone a lui vicino, che poi ci chiamava lui e ti dicono che erano minchiate perché lui doveva fare il salto, eccetera, eccetera e si stava preparando il terreno. …(P.i.)… come pure, scusa, ma perché non fare risaltare quella incongruenza che… che è la prima cosa della indagine. Perché lui dichiara delle cose e non c’è nessun riscontro delle sue cose.
Interlocutrice: Infatti, non ci sono mai riscontri, ma mai.
Ispettore: Calci e pugni al volto e al viso.
Interlocutrice: Al viso.
Ispettore: ma lo sai i danni che fa un calcio al viso!
Interlocutrice: avogliaa!
Ispettore: Ma non c’è nulla di tutto questo. Niente! Però c’era il dirigente amico. Io una volta gli ho detto …(P.i.)… (Sovrapposizione di voci)
Interlocutrice: Il dirigente amico può fare tutto. (Sovrapposizione di voci) Ispettore: io una volta gliel’ho detto al dirigente. Gli ho detto una cosa … (P.i.)…
Interlocutrice: E non… quindi a te non te le hanno fatte dire queste cose. Ispettore: No, io ho dovuto fare …(P.i.)… firmare …(P.i.)… uscito niente, sì comunque non è uscito niente per il motivo per il quale era stato chiesto il servizio di …(P.i.)… Uscivano delle cose che dovevano essere sottolineate.
Interlocutrice: Certo, erano carte scritte. Ispettore: Erano due cose importantissime, una che mancavano i riscontri a quello che lui dichiarava e due, c’erano persone a lui vicine che, chiamandosi fra di loro, no, lo dicevano: “A me mi sembra un gran minchiatuni – dice – che si è messa…”, addirittura se non ricordo male …(P.i.)…cioè, a me arrivavano tutte le relazioni della… della sala intercettazione.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: Però ora non ricordo, dicevano, anni fa …(P.i.)… qualche esempio del …(P.i.)… dovrei andare a vedere tutta la relazione che …(P.i.)…
Interlocutrice: Comunque c’è da rimanere…
Ispettore: no, no, ma è.
Interlocutrice: …allibiti…
Ispettore: …(P.i.)… purtroppo questa provincia è particolare…
Interlocutrice: Ragusa?
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: Ma tutti.
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: È la terra, proprio.
Ispettore: Riesce a sapere quelle cose, …(P.i.)… perché guarda caso, tu che ne sai, un Procuratore che a sua volta viene implicato nelle stragi …(P.i.)…
Interlocutrice: Mamma mia! Sì.
Ispettore: Ma senza fare nome e cognome, PETRALIA, cioè non è che non è implicato me! Non sono io implicato nelle stragi di Palermo per aver indotto… …(P.i.)… a non dire. Cioè lui sta facendo i processi.
Interlocutrice: Mamma mia!
Ispettore: Lui faceva certe cose in questa …(P.i.)… e quando gliel’ho detto al mio Dirigente… “che dobbiamo fare con questa cosa?” – mi ha guardato e mi ha detto: “…(P.i.)…” è …(P.i.)… tutto una merda… e si è fermato lì.
Interlocutrice: Ed è vero.
Ispettore: molte cose sono rimaste… aspettano sicuramente che poi trascorrono certi termini che non puoi più utilizzare quel materiale.
Interlocutrice: Vergogna.
Ispettore: Poi anche in altre situazioni che emergono. I collegamenti poi, purtroppo è così. In quel tipo di lavoro è così… prima o poi esce qualcosa, e uscimmo questo… però… se parli sembra tutto… se riguarda noi non li fanno uscire per non fare fare brutta figura all’Amministrazione.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: Per non far fare brutta figura all’Amministrazione.
Interlocutrice: Poi il fatto… ma mia figlia che fine ha fatto? Allora, praticamente per fare… mentre vedo qua mia figlia.
Ispettore: Sì.
Interlocutrice: Allora, praticamente, per fare le… non ci vedo io, c’è troppa luce. Allora, praticamente per fare sciogliere i comuni per mafia, tutti i comuni sciolti per mafia, io penso che anche lì ci sia un interesse sotto. Ispettore: che prendi?
Interlocutrice: per me un caffè macchiato.
Ispettore: Io un caffè normale.
Interlocutrice: anche lì io penso che Paolo BORROMETI abbia i suoi interessi. Ispettore: Sì, ma lui tutto quello che si è …(P.i.)…
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: …lo ha fatto semplicemente …(P.i.)…
Interlocutrice: Perché ora, se hai seguito Scicli…
Ispettore: Non lo so, ho seguito più Vittoria.
Interlocutrice: E Scicli niente, non hanno trovato riscontri su… però intanto il Comune per mafia è stato sciolto.
Ispettore: Sì.
Interlocutrice: Ora non trovano i riscontri, quindi tutti assolti.
Ispettore: Su Vittoria…
Interlocutrice: Tutto il caso chiuso.
Ispettore: Su Vittoria… su Vittoria glielo potevo dare io il riscontro… quando si è insediato il… quando hanno notificato gli avvisi di garanzia a tutti. Poi chissà perché questa mia annotazione, grazie a Dio, seguirà …(P.i.)… dirigente, … (P.i.)… non la sviluppa. Che io tengo conservata… Altro che scioglierlo per mafia… l’ha gli poteva mettere i chiodi al Sindaco …(P.i.)… che si era premurato di trovare qualcuno …(P.i.)… cioè ma se tu ti rifiuti di …(P.i.)… e l’indomani, è stato l’indomani che devi notificare gli avvisi di garanzia, tu stai notiziando e la mandi alla DDA di Catania e poi gli hai (ommesso??) quei due documenti? Di che stiamo parlando? Di che parliamo? Sono cose che potrebbero cambiare il mondo.
Interlocutrice: Che poi mi sono ricordata il fatto dell’aggressione, ma lui dice di avere la spalla con una menomazione permanente.
Ispettore: Ma probabilmente ce l’aveva primaaa.
Interlocutrice: Allora, se tu ti guardi le interviste, prima parlava di questa menomazione permanente, poi, dopo, uscì che era del 40%, ultimamente il 20. Ma com’è possibile? Ma si può sapere questa menomazione se c’è, se non c’è? La percentuale, che poi il 20% è una percentuale… niente. Ispettore: Io pure ce l’ho, venti anni che mi fa male qua questa spalla. Ora se a me… se a me succede qualcosa, poi …(P.i.)… che fai? Lo sfrutti… Interlocutrice: Eh!
Ispettore: …quel problema, io non lo so se ce lo avesse prima …(P.i.)… che ce lo avesse prima e vuole sfruttare …(P.i.)… sì pur di avere l’aggressione …(P.i.)… hai un problema… non ho capito se ce l’aveva prima, se è arrivato in quel momento oppure …(P.i.)…
Interlocutrice: Però, dico, se gliel’hanno creato quel giorno, gli avranno solo tipo preso il braccio e girato e basta, ma non tutto quello che ha raccontato lui. Cioè, capito, sempre là siamo.
Ispettore: È… è perché non parlano.
Interlocutrice: Poi a Modica quello che si sente dire di questo soggetto. Non so se tu hai avuto modo di sentire quello che dice la gente, di quando lui era piccolo. Ah, le sai queste cose!
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: Io le ho sapute ultimamente.
Ispettore: Basta, basta parlargli un pochino.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: E guardarlo negli occhi per capire che questo con la testa non c’è più.
Interlocutrice: Sì, no, questo sì.
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: Ma quello che dice la gente di… di lui è terribile, cioè lo chiamavano il killer, quando era piccolo.
Ispettore: purtroppo…
Interlocutrice: Forse era disturbato già all’epoca, io non lo so.
Ispettore: Ma già era sotto …(P.i.)… Tu… tu dicevi, una cosa che ha pubblicato, perché non scrive niente su… su CROCETTA. Ma che doveva scrivere? Ma tu devi vedere…
Interlocutrice: Ah, quando mi hai mandato il messaggio, ma come dovrebbe! Ispettore: Tu… tu… allora avresti tu …(P.i.)… e CROCETTA lo chiamava in quel frangente.
Interlocutrice: Si chiamavano al telefono?
Ispettore: Se… secondo me… secondo me si faceva la… scusa… Interlocutrice: No. Vabbè, ho capito.
Ispettore: Si faceva pipì addosso… secondo me, quando lo chiamava CROCETTA.
Interlocutrice: Uh, uh!
Ispettore: (versi incomprensibili) ma come poteva parlare …(P.i.)… con tutte le schifezze, non sembra ma comunque le hanno fatte, anche CROCETTA ha fatto le sue schifezze. Interlocutrice: avogliaa.
Ispettore: Lui… lui e i suoi familiari. Io abito in una zona, la strada che da Ragusa va verso Santa Croce Camerina.
Interlocutrice: Uh, uh.
Ispettore: Ed era a sette chilometri non da Ragusa, dalla periferia di Ragusa. Ebbene là c’è il vincolo paesaggistico, in piena campagna. Lo sai perché? Perché proprio là, in linea d’aria saranno cento metri, duecento metri da dove abitiamo noi, c’è un grosso impianto fotovoltaico, di quello megagalattico che si girano…
Interlocutrice: Sì, anche là.
Ispettore: …ed è della sorella di CROCETTA.
Interlocutrice: Ah, ecco. Lì ne hanno fatto imbrogli con questi fotovoltaici.
Ispettore: E lo so, là ci sono personaggi.
Interlocutrice: Vero?
Ispettore: …(P.i.)… Il mondo sarà difficile cambiarlo. Sì, uno ci prova, infatti mi chiedevo sempre, apprezzando il coraggio, non so… quelle cose che pubblichi, ma io poi vado a vedere quante persone ti seguono. E sono pochissimi.
Interlocutrice: Ancora non ho tanti contatti come…
Ispettore: E poi, io porto sempre un esempio, GALIZZI. Cioè, l’hanno fatta saltare in aria, l’hanno fatta saltare, ma altro che i soldi, la mafia di Catania, ma non mi rompete…
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: Ma là c’era ben altro, ma là c’era l’inferno, c’erano i …(P.i.)… c’era… …(P.i.)… c’era l’inferno in questa …(P.i.)… E lui c’era arrivato, certo, con supposizioni, perché le certezze… tu quand’è che potresti scrivere una cosa molto importante …(P.i.)…? Avendo certe carte in mano, dicendo: “Lo vedete che il referto non corrisponde alle dichiarazioni”. Allora sì, lo potresti… avendo quello in mano lo protesti fare.
Interlocutrice: E lo so.
Ispettore: La garanzia…(P.i.)…
Interlocutrice: Perché invitando chi di competenza a farlo, non si viene ascoltati.
Ispettore: Ma non lo fanno.
Interlocutrice: Non lo fanno. Ispettore: Non lo fanno. Ripeto, ora i primi a saltare chi sarebbe? CIAVOLA.
Interlocutrice: Eh!
Ispettore: Secondo te. Già è saltato per i cavoli suoi, perché è cretino. … (P.i.)…
Interlocutrice: Non lo fanno, non lo fanno, non fanno nessun controllo perché… Ispettore: Ma non si fanno, ma non solo… questa è la nazione dei mancati controlli.
Interlocutrice: Hai voglia.
Ispettore: Questa è nazione è… lo Stato in cui si trova, …(P.i.)… fare i controlli. Ovvero, se qualcuno accetta, non ho capito perché le ispezioni che si fanno quotidianamente, ma perché cavolo si deve sapere una settimana prima che c’è l’ispezione?
Interlocutrice: Perché così si avvisa.
Ispettore: Ma pure da noi. Perché uno deve saperlo una settimana prima? Ah c’è un’ispezione… i registri… le firme…
Interlocutrice: Sì, sì. Ispettore: Sistemiamo tutto.
Interlocutrice: Sistemiamo tutto.
Ispettore: Questo dalla Prefettura non ha… …(P.i.)… perché se ne inventeranno di tutti i colori.
Interlocutrice: Hai voglia.
Ispettore: Ma già c’erano. Già c’erano i segnali. Grazie a Dio ora è alla sezione di P.G. del Tribunale e non ti puoi immaginare le cose che si vengono a sapere in quel documento.
Interlocutrice: Mamma, mia! Me lo immagino.
Ispettore: Come pure i documenti non li può vedere nessuno in Procura, nessuno.
Interlocutrice: In Procura, parliamo di Ragusa? Sì, no, mezza cosa già la so che non ha gli appoggi.
Ispettore: Eh!
Interlocutrice: E infatti lui…
Ispettore: Lui non aveva l’appoggio e se n’è andato.
Interlocutrice: Che era PETRALIA. Però lui infatti, quando fa un esposto, lo va a fare fuori sede. Come quello che ha fatto a (PEDROTTA??) ultimamente.
Ispettore: Lui cosa ha fatto?
Interlocutrice: Cioè lui è di Ragusa, quello di Racalmuto, l’esposto dove lo fa? A Siracusa. Chissà come mai.
Ispettore: Quanti. Tu non hai neanche idea.
Interlocutrice: Perché no a Ragusa?
Ispettore: Non hai neanche idea di quante denunce/querele ho ratificato, io e altri miei colleghi, al padre. Perché è il padre che si espone.
Interlocutrice: Sì.
Ispettore: Li viene a portare lui. Così, gli dà… “sta cartuzza”.
Interlocutrice: Ah, la “cartuzza”.
Ispettore: Ma quella fa parte di un… di un progetto. La “cartuzza” che uno porta un giorno sì e uno no, anzi non è proprio qualcosa su di te… fa parte… Interlocutrice: Ancora non… no.
Ispettore: Ma …(P.i.)…, ma c’è, ci sarà un motivo perché lui non lo fa. Ci deve essere per forza. Perché è impossibile che lui viene attaccato e non querela. È una cosa…
Interlocutrice: Ma nemmeno a BONGIOVANNI e a me è arrivato niente. O forse perché abbiamo saputo scrivere.
Ispettore: Infatti.
Interlocutrice: Potrebbe essere.
Ispettore: Infatti, tu dici “Ah, voglio fare un libro”. Attenzione, perché queste sono le cose che poi rendono importanti gli altri. Se tu ci fai un libro, attenzione, tu potresti mettere nel tuo libro, non so cosa scriverai su …(P.i.)…
Interlocutrice: No, no, lo so è perché gli do notorietà.
Ispettore: Ma tu gli dai notorietà.
Interlocutrice: Notorietà.
Ispettore: A meno che non hai degli elementi per poterlo sputtanare. Ma non sputtanare con l’opinione pubblica, costringere alcune parti delle istituzioni ad interessarsi …(P.i.)…
Interlocutrice: A verificare. Eh, infatti.
Ispettore: A verificare. Ed allora sì.
Interlocutrice: Perché non l’hanno fatto, fino ad oggi non hanno fatto nulla. Ispettore: Ma non lo faranno.
Interlocutrice: E io più glielo scrivo più…
Ispettore: …(P.i.)… non lo faranno perché tornare indietro è… tirarsi la zappa sui piedi. Cioè più che altro, più… io, tu, chi è più per… chi per noi potrebbe dire: “Ma scusa, ma perché non l’hai verificata prima questa cosa?”. E allora sei un incompetente. Ma possono passare per incompetenti queste persone? Gli fanno fare le conferenze nelle scuole.
Interlocutrice: Mariaaaa!
Ispettore: Io lo vorrei solo sentire, che cavolo gli vai a raccontare, che cosa gli vuoi raccontare?
Interlocutrice: Mamma mia, cose terribili. Cose terribili.
Ispettore: E tutto questo ma come può andare…
Interlocutrice: Ma perché non li lascia stare i giovani? Che poi va nelle scuole medie a dire… cioè nelle medie, poi una fascia di età che non…
Ispettore: Non gli possono fare domande serie.
Interlocutrice: Bravo. Ragazzini, bambini ancora.
Ispettore: …(P.i.)…
Interlocutrice: avogliaa!
Ispettore: Non si scappa. Ma comunque certo… cioè, adesso è un fenomeno, è un fenomeno da circo ma è un fenomeno. Quanto durerà non lo so.
Interlocutrice: Mah!
Ispettore: Poi hanno… questi perché hanno paura, perché non dovrebbero… la prima cosa che dovrebbero revocare è la scorta, giusto? E se lo ammazzano? Perché qualcuno i sassolini… molti ce ne sono sassolini, no? Perché i mafiosi sono cretini? Tu pensi che siano cretini? Sono ignoranti!
Interlocutrice: Ma lo potrebbe ammazzare anche qualcuno che con la mafia non c’entra niente. Succede una cosa del genere, chi se la prende la responsabilità?
Ispettore: Oh!
Interlocutrice: È normale.
Ispettore: …(P.i.)… va bene, sta là. Purtroppo, sta là.
Interlocutrice: E lo so.
Ispettore: l’hanno revocata a SAVIANO perché SALVINI era il Ministro dell’Interno.
Interlocutrice: Infatti.
Ispettore: Perché nessuno gli avrebbe …(P.i.)… la scorta a SAVIANO. Lasciamo perdere quello che dice, quello che non dice, molte cose sono vere, molte cose sono minchiate, comunque. Come tanti sta seguendo una… una (scia??) fa parte di un territorio che è quello che è, …(P.i.)…
Interlocutrice: ora ultimamente aveva scritto un commento sempre riguardo a un mio post, dicendo: “Il solito gruppo di delinquenti”.
Ispettore: Allora…può funzionare solo una cosa in questi casi, continuare.
Interlocutrice: Oh! Ma io non mi fermo.
Ispettore: Scusa, lo dico così, spassionatamente poi ogni uno …(P.i.)… Interlocutrice: No, certo. No, io i tuoi consigli li prendo.
Ispettore: Stando attenti… stando… stando attenti a non farsi querelare. Perché se tu gli poni, gli porgi il fianco e lui farà la prima querela e comincia a essere un problema.
Interlocutrice: In che senso?
Ispettore: Nel senso che comincia a diminuire la tua credibilità.
Interlocutrice: Uh!
Ispettore: Se uno l’attacca senza offendere, senza dire… è la sua sensibilità… credibilità. L’importante è non fargliela, fare in modo che non intacchi la tua, se no tu cominci a fare qualche passo indietro e sarebbe poi la del tuo progetto. Ecco perché dicevo… un libro… sì, ci potrebbe stare… ci potrebbe stare però ci deve essere il materiale che tu non puoi avere.
Interlocutrice: e lo so. (Tono di voce basso)
Ispettore: ma neanche io posso avere, perché!? …(P.i.)…atti, …(P.i.)… come? Perché?
Interlocutrice: Certo, perché si deve…
Ispettore: tu puoi andare… a prende. Perché? Cioè tu vai là, fai la richiesta ma richiesta perché li vuoi questi atti?
Interlocutrice: Perché? Certo, si devono motivare le…
Ispettore: E neanche io… io ci posso arrivare, posso prendere il referto, se lo apro io ce l’ho, perché sono scannerizzati.
Interlocutrice: Ah, ce l’hai?
Ispettore: Posso prendere il referto e te lo posso mandare. Ma chi te l’ha mandato a te il referto?
Interlocutrice: Eh, no, e certo. Infatti.
(FINE)

CONDIVIDI