“Bronx 2”: la Dda di Catania ha concluso le indagini contro quattro trafficanti di stupefacenti

Catania. Il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, sostituto procuratore alla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, ha depositato l’avviso di conclusione indagine contro i quattro siracusani arrestati dai Carabinieri nello scorso mese di febbraio, in quanto accusati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. I militari dell’Arma aretusea eseguirono una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari Loredana Pezzino nei confronti di Giuseppe Scordino, 48 anni, Giuseppe Capodieci, 50 anni, Francesco Salemi, 51 anni e Carmelo Nillo, 34 anni, accusati appunto di traffico di sostanze stupefacenti, nell’ambito di quella che viene definita la seconda puntata dell’operazione antidroga denominata Bronx 2.
I quattro spacciatori sono difesi lo Scordino e il Capodieci, quest’ultimo cugino di Francesco Capodieci, dall’avvocato Junio Celesti, mentre Francesco Salemi e Carmelo Nillo dall’avvocato Giorgio D’Angelo.
I difensori hanno impugnato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal Gip Loredana Pezzino rivolgendosi al Tribunale del Riesame di Catania, ma il risultato è stato negativo poichè il Collegio ha rigettato le tesi rappresentate dagli avvocati Junio Celesti e Giorgio D’Angelo e ha accolto integralmente la tesi della Procura Distrettuale Antimafia e dei Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa.
L’avvocato Junio Celesti in difesa dell’ex infermiere Giuseppe Scordino, ha sostenuto innanzi ai giudici del Tribunale del Riesame di Catania che il suo cliente non è da considerarsi il nuovo capo del gruppo del Bronx dedito al traffico degli stupefacenti e, in considerazione che i reati, ove commessi, risalirebbero a due anni addietro, verrebbe a mancare l’attualità, per cui aveva chiesto la revoca dell’ordinanza e la immediata scarcerazione del suo assistito. Sempre l’avvocato Junio Celesti e l’avvocato Giorgio D’Angelo, nell’interesse degli arrestati Giuseppe Capodieci, Francesco Salemi, e Carmelo Nillo, avevano chiesto che venisse annullata l’ordinanza custodiale del Gip Pezzino perchè, a loro dire, mancavano i presupposti per contestare il reato di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti. I due penalisti hanno sottolineato in particolar modo che le intercettazioni ambientali e telefoniche, effettuate all’indomani della operazione Bronx 1, sarebbero durate meno di un mese e quindi un periodo insufficiente per poter sostenere la tesi che quattro si fossero organizzati per attuare il traffico di droga.
La Procura Distrettuale Antimafia di Catania, invece, ha sostenuto innanzi al Riesame di rigettare le richieste delle Difese dei quattro siracusani in quanto se è pur vero che sono stati arrestati nello scorso mese di febbraio è altrettanto vero che Scordino, Giuseppe Capodieci, Nillo e Salemi avrebbero dovuto essere tutti incarcerati due anni fa allorquando venne effettuata la prima operazione Bronx.
Gli arresti dei quattro spacciatori di droga sono strettamente connessi con le indagini che portarono i Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa a effettuare quella prima operazione antidroga nella piazza dello spaccio del Bronx. Le intercettazioni ambientali e telefoniche sono state effettuate dal mese di febbraio al mese di marzo 2018, quindi una settimana successiva alla retata dei trafficanti di droga eseguita in occasione dell’operazione Bronx 1. Il personaggio chiave dell’operazione Bronx 2 è l’ex infermiere Giuseppe Scordino, indicato da tutti i collaboratori di giustizia ed in particolar modo da Mattia Greco e da Graziano Urso il reggente dello sparuto gruppo che ha proseguito al Bronx l’attività di spaccio di cocaina intrapresa dai trafficanti di droga coinvolti nella operazione Bronx 1. Contro Scordino ci sono le chiamate in reità del defunto pentito Luigi Cavarra, ex componente del clan mafioso “Bottaro-Attanasio”, di Cetty Buccheri, di Giuseppe De Leo e infine di Mattia Greco e Graziano Urso. Le loro dichiarazioni convergono sul nome di Giuseppe Scordino, da tutti definito come il nuovo reggente che ha preso in mano le redini del gruppo che gestiva la piazza dello spaccio del Bronx. Gli altri tre arrestati, tutti presenti nella lista consegnata dai Carabinieri del Comando provinciale come destinatari dell’ordinanza di custodia in carcere nella prima operazione Bronx 1, ma sfuggiti a quella retata del febbraio 2018, hanno dato la loro disponibilità a cooperare lo Scordino nel portare avanti la florida attività di spaccio di sostanze stupefacenti e di dividere con lui gioie e dolori. Nelle duecento pagine formato A 4 dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere la Gip Loredana Pezzino spiega i ruoli ricoperti da Giuseppe Scordino, Carmelo Nillo, Francesco Salemi e Giuseppe Capodieci, in quali città siciliane e della Campania i siracusani del Bronx 2 si fornivano di sostanze stupefacenti, le accuse a ciascuno mosse dai collaboratori di giustizia, lo scambio delle conversazioni telefoniche intercorse tra i quattro trafficanti di droga da febbraio 2018 alla fine di marzo 2018.
Portati alla presenza del Gip Pezzino, i quattro trafficanti di droga hanno scelto la strada di non rispondere alle domande del Gip Pezzino. Una scelta – dicono i difensori – obbligata per Scordino, Capodieci, Nillo e Salemi poichè non hanno avuto assolutamente il tempo per leggere le duecento pagine della corposa ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.
I quattro siracusani sono stati arrestati In esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Catania, Pezzino, che ha accolto la conforme richiesta del Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, in servizio alla Procura Distrettuale Antimafia del Tribunale etneo. I Carabinieri del Comando provinciale all’alba di lunedì 17 febbraio hanno arrestato Giuseppe Scordino, Francesco Salemi, Carmelo Lillo, e Giuseppe Capodieci e li hanno rinchiusi nella Casa Circondariale di Cavadonna. La mini retata dai Carabinieri è la coda della prima operazione antidroga denominata Bronx. Scordino, ex infermiere in servzio all’ospedale Umberto I, Salemi, Lillo e Capodieci vengono additati come i seguaci di quelli che una volta spacciavano droga al Bronx e che poi, dopo essere stati tratti in arresto nel 2018 dai Carabinieri, sono stati tutti condannati con il rito abbreviato a pene pesantissime. A far considerare Giuseppe Scordino, Francesco Salemi, Carmelo Lillo e Giuseppe Capodieci componenti del gruppo dei trafficanti arrestati nella precedente operazione antidroga denominata Bronx sono i pentiti Mattia Greco, Graziano Urso, Giuseppe Di Fede, Peppe ‘u missinisi, e Cetty Buccheri, nonchè quelle del defunto Luigi Cavarra. Le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile avrebbero consentito di dare riscontro alle chiamate in reità dei collaboratori di giustizia.

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