Aretusa, nonostante la richiesta del Pm (22 anni), il Riesame manda ai domiciliari Luigi Urso

Siracusa. Finalmente ce l’ha fatta l’avvocato Matilde Lipari a fare conseguire gli arresti domiciliari a Luigi Urso, tra i principali imputati del processo scaturito dall’operazione antidroga denominata “Aretusa”. Rispetto a tutti i no che ha dovuto incassare da quando è iniziato il processo dal Collegio del Lunedì, quando il presidente era il giudice Antonella Coniglio, l’avvocato Matilde Lipari si è vista accogliere la sua istanza dal Tribunale del Riesame di Catania, che ha sostituito la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari per Luigi Urso. Il Collegio del Riesame, tra l’altro, non ha applicato il braccialetto elettronico al detenuto siracusano, contro il quale il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia Alessandro La Rosa ha chiesto una condanna alla pena di ventiduenne anni di reclusione per traffico di sostanze stupefacenti. Nella graduatoria delle pene più pesanti richieste dal Pubblico Ministero quella avanzata contro Luigi Urso si colloca al secondo posto, preceduta soltanto dalla condanna alla pena di 30 anni di reclusione avanzata nei confronti di Gianfranco Urso, ritenuto tra i promotori dell’associazione a delinquere dedita al traffico degli stupefacenti. Il processo, determinato dall’operazione antidroga messa a segno alcuni anni fa dalla Squadra Mobile della Questura di Siracusa, sta lentamente arrivando a conclusione. Il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna di tutti gli imputati alla sbarra. E precisamente ha invitato i giudici del Tribunale penale del Lunedì – che da una settimana è costituito dalla giudice Carla Frau, nella carica di presidente, e come giudici a latere dai giudici Antonella Coniglio e Liborio Mazziotta – a irrogare le seguenti condanne: 30 anni di reclusione per Gianfranco Urso; 22 anni di reclusione per Luigi Urso; 15 anni di carcere per Andrea Abdoush,; 19 anni di reclusione per Salvatore Catania; 11 anni di reclusione ciascuno per Agostino Urso e Gianfranco Bottaro; 12 anni di reclusione per Daniele Romeo; diciannove anni di carcere per Lorenzo Vasile; nove anni di reclusione per il pentito Franco Satornino grazie alla concessione della speciale attenuante che il codice prevede per coloro che collaborano con la giustizia; 15 anni di reclusione per Massimiliano Midolo; 12 anni di carcere per Maria Christian Terranova; undici anni di reclusione per Lorenzo Giarratana; tre anni e sei mesi per Francesco Fontana; tre anni di reclusione per Massimiliano Romano; due anni e sei mesi per Sebastiano Recupero; due anni per Angelica Midolo; cinque anni di reclusione ciascuno per Salvatore Quattrocchi e Umberto Montoneri; tre anni e sei mesi di reclusione per Concetto Anthony Magnano e sette anni di carcere per Salvatore Silone.
Un buon gruppo degli imputati è difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo, il pentito Franco Satornino è difeso dall’avvocato Maria Carmela Barbera; l’avvocato Sebastiano Troia difende l’ex socio di Satornino, Lorenzo Vasile; Gianfranco Urso è difeso dagli avvocati Giambattista Rizza e Junio Celesti; gli altri imputati sono difesi dagli avvocati Matilde Lipari, Antonio Lo Iacono, Natale Perez.

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