Resta in galera il vecchietto di 82 anni che ha ucciso la donna che gli aveva rubato 50 euro

Siracusa. Il vecchietto dove lo metto? Il grande Domenico Modugno ci ha fatto pure una canzone. Si chiedeva: “E il vecchietto dove lo metto/ Dove lo metto non si sa”. Se il vecchietto è un assassino non c’è bisogno di chiedersi dove metterlo. Va messo in galera. Ma non è scontato che sia la soluzione più idonea. Anche se si è macchiato di un omicidio, il vecchietto di Lentini avrebbe potuto ottenere il beneficio degli arresti domiciliari, a maggior ragione se come si è poi saputo ha reso ampia e circostanziata confessione. Quindi non ci sono i famosi pericoli dell’inquinamento delle prove, di fuga e della reiterazione del reato. Ma può anche verificarsi che per ostacoli frapposti dai familiari dell’indagato e di incompatibilità ambientali il Giudice delle indagini preliminari si vede costretto, suo malgrado, a lasciare in carcere un vecchio di 82 anni. Questa soluzione è stata adottata dal Gip Andrea Migneco cui spettava stabilire quale misura cautelare applicare ad Antonino Zocco, 82 anni, reo confesso di avere ucciso una donna di 38 anni con cui aveva una allacciato da parecchi anni una tresca amorosa e che solo da quattro giorni fa aveva deciso di ospitarla nella propria abitazione di via Sicilia 15, a Lentini. Il Gip Migneco ha accolto la richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Marco Dragonetti, che, pur avendo raccolto la circostanziata confessione dell’omicida, ha ordinato ai Carabinieri della Stazione di Lentini e agli investigatori della Compagnia di Augusta di rinchiudere nella Casa di reclusione di Brucoli-Augusta il pensionato di 82 anni. Nessuno, al momento, ha pensato che l’assassinio possa essere stato determinato dalla demenza senile di un uomo vecchio, che, avendo scoperto che dal portafoglio gli mancavano cinquanta euro, in preda all’ira, ha impugnato la pistola, calibro 6,35, illegalmente detenuta, e ha esploso due proiettili contro Giuseppina Ponte, 39 anni, povera in canna e che, avendo fatto perdere la testa al vecchietto di Lentini, furtivamente, gli sottraeva delle banconote per comprare capi di vestiario e articoli di profumeria. Lui si era innamorato della trentanovenne ma, come tutti i vecchi, era avaro e quando quella gli chiedeva un po’ di soldi andava su tutte le furie. Eppure, come lui stesso ha riferito nel corso dell’interrogatorio cui è stato sottoposto dal Pubblico Ministero Dragonetti, tollerava gli ammanchi di denaro che la sua amata era solita effettuare. Tollerava sì. Perchè si arrabbiava ma dopo, essersi sfogato e minacciato di fare sfraceli, si calmava e la vita scorreva come prima, ovvero serenamente. Lei era una furbacchiona, aveva infatti capito come fare sbollire la furia del vecchietto con cui si scambiava una carezza, un abbraccio, un bacio. Dopo averlo “accontentato”, sotto l’aspetto sessuale, gli faceva sparire delle banconote e lui, che era solito contarle prima di addormentarsi, quando si svegliava si accorgeva del furto, ma non andava in escandescenza. Era ancora troppo estasiato per i cinque minuti di gioia vissuti la sera prima o il giorno prima. I vecchi sono come gli adolescenti quando vengono in contatto con una donna e Giuseppina Ponte era una “professoressa” nel senso di come fare gioire o forse impazzire il suo pretendente, un vecchio di 82 anni. Lei, verosimilmente, ingannava e illudeva il vecchio pensionato. E, lui, pur se consapevole che quella che lui intendeva “cosa mia e di nessun altro” lo prendeva in giro, ha assecondato in tutto e per tutto i capricci di Giuseppina Ponte. L’unica volta che non ha tollerato i furti di piccole somme di denaro, è successo 48 ore fa, cioè a dire a distanza di quattro giorni da quando lui si era deciso di infischiarsene dei commenti dei vicini di casa e dei suoi figli e di ospitare nella propria abitazione Giuseppina Ponte. Che, ahimè per lei, credendo di non essere stata mai scoperta come ladra di banconote, si è appropriata di cinquanta euro, che, secondo un secolare metodo tutto femminile, ha poi infilato in mezzo ai seni. Non è dato sapere se Giuseppina Ponte fosse riuscita a spendere quella banconota, si sa però che Antonino Zocco si è accorto dell’ammanco e, a differenza di altre analoghe circostanze, questa volta è andato su tutte le furie. Il vecchietto è stato colto da un raptus di follia e ha punito severamente la ladra. Infatti, ha preso la pistola e l’ha puntata minacciosamente contro Giuseppina Ponte. Che ha tentato di farsi scudo con la porta dietro la quale si è posizionata, nell’illusione che anche se il vecchietto avesse fatto fuoco i proiettili non avrebbero avuto la forza di oltrepassare il legno. Invece, i proiettili hanno centrato entrambi il bersaglio umano e la povera Giuseppina Ponte è spirata dopo essere stata colpita al petto e all’addome.
Con il Gip Andrea Migneco, il vecchietto di Lentini non ha voluto parlare. Dalla Casa di Reclusione di Brucoli-Augusta, collegandosi in videoconferenza, Antonino Zocco ha detto al Gip di non voler rispondere alle sue domande e di ritenere più che sufficienti le risposte date al Pubblico Ministero Dragonetti. Il Gip ne ha preso atto e, dopo essersi ritirato in camera di consiglio, ha deciso di disporre la misura cautelare della custodia in carcere per Antonino Zocco. Il difensore del vecchietto, l’avvocato Loredana Battaglia, ha fatto sapere che la decisione del Gip è dipesa dal diniego dei figli del vecchietto di ospitarlo. Per cui, non potendo disporre gli arresti domiciliari nell’abitazione in cui Antonino Zocco ha ucciso Giuseppina Ponte, ha dovuto prendere la drastica decisione di lasciare in galera il vecchietto di Lentini. Ma se i figli cambieranno idea e ospiteranno il padre il Gip Migneco dovrebbe sostituire la misura in carcere con quella degli arresti in casa.
Nella mattinata il Pubblico Ministero Dragonetti ha dato l’incarico al medico legale Franco Coco di effettuare l’autopsia sul cadavere di Giuseppina Ponte. La perizia autoptica sarà effettuata all’obitorio dell’ospedale di Lentini.

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