Preso a Tivoli con 100 gr di cocaina, al patteggiamento bis il Gip gli applica due anni e 8 mesi

Siracusa. Grazie alla sentenza della Corte Costituzionale che ha affermato il principio giuridico di non far partire da un minimo di sei anni la pena per gli imputati accusati di possesso di sostanza stupefacente del tipo cocaina il siracusano Michele Muscarà, 31 anni, si è visto annullare la condanna a tre anni, sei mesi e venti giorni di reclusione che gli aveva applicato il 4 febbraio dello scorso anno il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato per illecita detenzione di cento grammi di cocaina. Innanzi al Gip Scapellato il Muscarà, difeso dall’avvocato Junio Celesti, aveva patteggiato la pena che lui stesso aveva convenuto con il Pubblico Ministero Marco Di Mauro. Successivamente è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale e quella sentenza, emessa con la vecchia normativa, è stata annullata e il fascicolo di Michele Muscarà è stato inviato all’Ufficio Gip del Tribunale di Siracusa per rifare il processo di applicazione pena a richiesta delle parti innanzi ad un nuovo Gip.
Il fascicolo di Michele Muscarà è stato assegnato al Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri che, rifatti i calcoli con la nuova normativa, che ha applicato allo spacciatore siracusano la pena di due anni e otto mesi di reclusione e la multa di dodicimila euro.
Michele Muscarà venne arrestato dai Carabinieri in contrada Tivoli in quanto trovato in possesso di cento grammi di cocaina pura. L’arresto avvenne alla fine di ottobre del 2018. Quando i militari lo fermarono Michele Muscarà ha iniziato ad innervosirsi e cambiare di colore in faccia. Questo suo atteggiamento indusse i Carabinieri a perquisirlo dalla testa ai piedi e la loro iniziativa si rivelò azzeccata poichè rinvennero addosso al Muscarà una busta contenente cento grammi di cocaina pura, non ancora tagliata con la mannite.
Secondo i tecnici consultati dai Carabinieri, se la cocaina fosse stata sniffata allo stato puro per i consumatori sarebbe stata una bomba in grado di provocare danni al cervello e al fisico.
A conclusione dell’udienza di convalida, svoltasi il 3 novembre 2018, il Pubblico Ministero Marco Di Mauro aveva chiesto al Gip Carla Frau la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Le sue richieste vennero accolte e lo spacciatore era stato rinchiuso nella Casa Circondariale di Cavadonna. Successivamente, decidendo di ricorrere al patteggiamento, il Muscarà aveva ottenuto gli arresti domiciliari, poi la remissione in libertà e, infine, è ritornato in carcere per espiare la condanna, che, per la sentenza della Corte Costituzionale, è stata adesso ridotta di dieci mesi e venti giorni.

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