Preso con 950 gr di “erba” e 14 gr di “neve” condannato in abbreviato a due anni con la condizionale

Siracusa. Il ventunenne Antonino Schiavone, arrestato alla fine di maggio dagli agenti della Squadra Mobile in quanto deteneva 950 grammi di marijuana e quattordici grammi di cocaina, è stato riconosciuto colpevole e dal Giudice Monocratico Antonella Coniglio ha avuto inflitta la pena di due anni di reclusione con la concessione della condizionale. Il Giudice ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari che gli aveva applicato lo scorso 28 maggio quando ebbe a convalidare l’arresto operato dalla Polizia di Stato. Antonino Schiavone, difeso dall’avvocato Junio Celesti, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato per cui il processo si è immediatamente svolto e tutti i testimoni sono stati congedati. Il Giudice Monocratico Coniglio ha dato la parola al Pubblico Ministero Frasca che, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna del giovane imputato alla pena di due anni e otto mesi di reclusione. Il difensore del pusher, avvocato Junio Celesti, ha chiesto il minimo della pena e la concessione delle attenuanti generiche. Dopo la camera di consiglio, il Giudice Monocratico ha pronunciato la sentenza di condanna nei confronti di Antonino Schiavone e, avendogli riconosciuto la sospensione della pena, ha ordinato la sua immediata liberazione.
Antonino Schiavone è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile nella mattinata del 27 maggio, a seguito di una perquisizione effettuata nella sua abitazione sita in via Italia 103. Le manette ai polsi di Antonino Schiavone sono scattate a seguito del rinvenimento di una busta contenente 950 grammi di hashish e di un secondo involucro contenenti quattordici grammi di cocaina. Una parte della sostanza stupefacente era già stata suddivisa in singole dosi pronte per essere vendute ai fumatori di “spinelli” e a coloro che amano sniffare la polverina bianca.
Nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto Antonino Schiavone ha ammesso il possesso sia dell’ingente quantitativo di marijuana che dei quattordici grammi di cocaina ma ha precisato che le sostanze stupefacenti non erano destinate soltanto allo spaccio. Antonino Schiavone ha dichiarato, infatti, che una parte della droga avrebbe dovuto consumarla lui e la restante parte avrebbe voluto rivenderla per rientrare delle spese sostenute. Il Giudice Monocratico Coniglio gli chiese che somma avesse sborsato per comprare i 950 grammi di marijuana e i quattordici grammi di cocaina e lui ha risposto dicendo di non avere sborsato neanche un euro ma di aver ricevuto l'”erba” e la “neve” a credito.

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