“Terre emerse”, il notaio Coltraro è malato e non può scendere a Siracusa: rinviata la requisitoria

Siracusa. Dopo la lunga pausa per Covid-19 il processo a carico del notaio Giambattista Coltraro non riparte. Il motivo della mancata ripartenza è da ricercare nella perdita degli anticorpi. La malattia dell’imputato ha costretto il Giudice Monocratico Carla Frau a disporre il nuovo stop. Per cui l’udienza del 12 giugno, che avrebbe dovuto essere l’udienza della requisitoria del Pubblico Ministero Tommaso Pagano è risultata, invece, l’udienza del nulla di fatto. Il magistrato della Procura dovrà rinviare la sua requisitoria al 18 settembre, ovvero dopo il periodo di sosta per le ferie di giudici e avvocati. Il Giudice Monocratico Carla Frau ha comunicato e letto la nota inviata dal notaio Giambattista Coltraro che afferma di essere affetto da una forma di malattia che gli impedisce di viaggiare per cui, anche a causa della presenza del virus da Covid 19, non può prendere l’aereo dall’aeroporto Malpensa o Linate di Milano per fare scalo a Catania Fontanarossa e poi in auto raggiungere Siracusa. Il timore di poter “risvegliare” la oscura malattia che ha indebolito il suo sistema immunitario, precisa il notaio Coltraro sua nota, non gli permette di imbarcarsi sull’aereo che lo dovrebbe portare in Sicilia per poter partecipare all’udienza del 12 giugno. E, il Giudice Monocratico Carla Frau, nel prendere atto della giustificazione addotta dal notaio, ne ha dato comunicazione al Pubblico Ministero Tommaso Pagano, all’avvocato Valerio Vancheri, difensore di fiducia dell’imputato, all’avvocato Vito Brunetto e agli altri difensori delle parti civili. E ha quindi rinviato la requisitoria e le arringhe dei legali delle parti civili all’udienza del 18 settembre.
Il notaio Coltraro deve rispondere di otto ipotesi di reato contestate a titolo di falso ideologico e materiale.
I reati gli vennero contestati nell’ambito dell’operazione denominata “Terre emerse”, effettuata dai Carabinieri della Compagnia di Augusta. Per le accuse che gli vengono mosse Il notaio Coltraro è stato sottoposto dal Gip Giuseppe Tripi alla misura cautelare dell’interdizione dall’attività lavorativa per un periodo di dieci mesi. Una misura che ha avuto effetti disastrosi per il notaio Coltraro in quanto ha perso un impressionante numero di clienti e che lo ha costretto a chiudere i suoi studi di Augusta, Priolo Gargallo e Noto e trasferirsi in provincia di Milano nell’attesa della definizione del processo che, se dovesse concludersi con una condanna, potrebbe segnare la fine della sua carriera professionale. Ma non solo. Il notaio ha perso anche la fiducia dei suoi elettori della provincia di Siracusa, che non votandolo non lo hanno fatto rieleggere alla carica di deputato regionale.
Mentre il Giudice Monocratico Frau non riesce a portare a definizione il processo di primo grado a carico del notaio Coltraro, va avanti, invece, innanzi al Collegio Penale del Giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Antonio Dami e Alfredo Spitaleri) il processo ordinario a carico di 28 imputati, tra i quali quelli che sono stati colpiti da misure coercitive o della custodia in carcere o di arresti domiciliari in occasione dell’attuazione dell’operazione denominata “Terre Emerse”..
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere venne emessa dal Gip Tripi nei confronti di Antonino Carcione, 48 anni, residente a Carlentini; quella degli arresti domiciliari venne adottata nei confronti di Monica Lanza, 40 anni, residente a Carlentini; Giuseppe Carcione, 23 anni, residente a Carlentini; Carmelo Bonaccorso, 44 anni, residente a Carlentini; Luciano Salamone, 64 anni, residente a Carlentini; Sebastiano Carcione, 51 anni, residente a Carlentini; Michele Ausilio, 43 anni, residente a Vizzini; Giuseppe Mistretta, 54 anni, residente a Roma; Alessandro Buressiniani, 40 anni, residente a Cori in provincia di Latina; Ersilio Calderone, 54 anni, residente a Roma, Sergio Ciuffetti, 56 anni, residente a Frascati in provincia di Roma. Alessandro Tiralongo, 58 anni, residente a Siracusa, venne colpito dalla misura cautelare del divieto di dimora e dell’obbligo di presentazione alla caserma dei Carabinieri.

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