Francofonte, il patrigno e il fratello della vittima alla sbarra per abusi sessuali durati oltre tre anni

Francofonte. Nella casa dell’horror gli abusi sessuali contro una bambina sono andati avanti dal 26 luglio 2014 fino al 31 ottobre 2017. Quando la vittima trovò il coraggio di riferire ad una zia materna gli abusi sessuali di cui era vittima ad opera del patrigno e del proprio fratello, all’epoca dei fatti minorenne ed oggi divenuto un uomo, la bruttissima storia che si era verificata in un’abitazione di Francofonte ebbe fine. Da quella confessione fatta alla zia materna, la storia è passata al vaglio della Procura della Repubblica di Siracusa, della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minori di Catania e dei Carabinieri di Francofonte. Giorno 1 luglio, si terrà innanzi al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale dei Minori di Catania l’incidente probatorio per raccogliere le dichiarazioni della vittima degli abusi sessuali commessi ai suoi danni dal proprio fratello, che, nel lontano 26 luglio 2014 era ancora un adolescente. Il fratello della vittima degli abusi, divenuto maggiorenne alcuni mesi fa, viene perseguito dalla Procura dei Minori perchè i reati sono stati commessi quando era minore degli anni diciotto. Viceversa il patrigno sia del ragazzo che della parte offesa viene perseguito penalmente dalla Procura della Repubblica di Siracusa che, alcune settimane addietro, ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per rispondere di violenza sessuale continuata e aggravata. Il fascicolo è stato assegnato al nuovo Giudice delle indagini preliminari Francesco Alligo, subentrato alla collega Carla Frau, che ha lasciato l’Ufficio dei Gip per trasferirsi alla Sezione Penale del Tribunale aretuseo, dove svolgerà il ruolo di presidente del Collegio del Lunedì e di giudice a latere alla Corte d’Assise. Il nuovo Gip ha conferito l’incarico ad un medico che dovrà accertare se la vittima degli abusi sessuali commessi dal patrigno sia in grado di affrontare il processo e di rispondere alle domande che le verranno poste in ordine alla squallida vicenda di cui è parte offesa. All’esito della perizia, il Gip fisserà l’udienza in cui si svolgerà anche a Siracusa l’incidente probatorio come sollecitato dall’avvocato Antonella Schepis, difensore del presunto “orco” che ha approfittato della figlia della defunta moglie e indotto anche il fratello della bambina di compiere su di lei gli abusi sessuali che prima attuava lui.
Il medico incaricato dall’Ufficio Gip del Tribunale dei Minori di Catania ha detto che la parte offesa è in grado di affrontare il processo e di rispondere alle domande per cui si svolgerà il primo luglio l’incidente probatorio nel giudizio che vede sul banco degli imputati il fratello della vittima delle violenze sessuali. Anche il giovane imputato viene assistito dall’avvocato Antonella Schepis.
La squallida storia di Francofonte ha avuto inizio nell’estate del 2014 a seguito della precoce morte della madre della bambina, verificatasi due anni prima. La madre, separatasi dal primo marito con cui aveva concepito due figli, si era poi risposata con l’uomo oggi alla sbarra per avere commesso le violenze sessuali sulla figlioletta della defunta moglie. E alla sua morte, i suoi due figli rimasero con il patrigno, anche perchè non rivendicati dal vero padre. Che soltanto a seguito dello scandalo ha riallacciato i contatti con la figlia, annunciando la costituzione di parte civile contro l’uomo presunto reato degli abusi sessuali anche se fino all’altro ieri, giorno in cui si è svolta l’udienza preliminare innanzi al Gip Francesco Alligo non ha ancora formalizzato la sua iniziativa di volersi costituire contro l’imputato.

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