I difensori di Raffaele Forestieri chiedono la sua scarcerazione per mancanza di indizi di reità

Pachino. Gli avvocati Luigi e Paolo Caruso Verso hanno presentato istanza al Tribunale del Riesame di Catania in cui chiedono di annullare l’ordinanza cautelare di applicazione della misura della custodia in carcere nei confronti di Raffaele Forestieri, 41 anni, accusato dell’omicidio di Emanuele Nastasi. I due difensori si dicono sorpresi e preoccupati per la decisione adottata dal Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri di spiccare il mandato di cattura contro Raffaele Forestieri senza che agli atti ci fossero elementi idonei a dimostrare la colpevolezza del loro cliente e indizi di reità a suo carico. I difensori mettono in discussione persino il movente che avrebbe determinato la soppressione del povero Nastasi. Per il Gip Palmeri l’omicidio di Emanuele Nastasi sarebbe stato commesso a causa del mancato pagamento di 80 euro per una fornitura di droga fattagli da Paolo Forestieri, nipote di Raffaele Forestieri. Il fornitore della sostanza stupefacenti aveva avuto dei forti contrasti con il Nastasi per costringerlo ad onorare l’impegno assunto di effettuare il pagamento della droga ricevuta. Addirittura, in una di queste liti, sarebbe intervenuto, come paciere, lo zio di Paolo Forestieri, dividendolo dal Nastasi. Secondo i legali di Raffaele Forestieri agli atti non si evince come il loro assistito fosse divenuto il creditore di quel debito di ottanta euro del povero Nastasi visto e considerato che gli inquirenti lo fanno entrare nella scena quando già il nipote Paolo Forestieri era stato ammazzato da tre balordi dinanzi all’ingresso di un ristorante di Portopalo. Gli stessi parenti del povero Emanuele Nastasi, intercettati dai Carabinieri. non credono alla tesi degli inquirenti secondo la quale Raffaele Forestieri avrebbe ucciso il loro congiunto. “Noi non possiamo accusare una persona sul cui conto ci sono solo dei sospetti e delle voci e rischiare di essere denunciati per diffamazione” – afferma una sorella del povero Emanuele Nastasi.
Gli avvocati Luigi e Paolo Caruso Verso chiedono l’immediata scarcerazione di Raffaele Forestieri per assoluta mancanza di prove. “Nell’ordinanza del Gip Salvatore Palmeri – dicono i due penalisti – non c’è assolutamente nulla per poter affermare che all’omicidio di Emanuele Nastasi abbia partecipato Raffaele Forestieri. Non ci sono testimoni oculari dell’eventuale omicidio, gli stessi congiunti del Nastasi scagionano Raffaele Forestieri e alcune persone intercettate riferiscono fatti e circostanze di cui sono venuti a conoscenza per averli avuti raccontati dai vicini di casa”.
Il Forestieri, all’interrogatorio di garanzia, si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha reso una dichiarazione spontanea nel corso della quale si è protestato innocente e sostenuto la sua assoluta estraneità all’omicidio di Emanuele Nastasi.
L’arresto del Forestieri, detto Rabbiele diminutivo di Gabriele ma trascritto all’anagrafe del Comune con il nome di Raffaele, è avvenuto nella mattinata di giovedì 4 giugno. i Carabinieri della Compagnia di Noto, coadiuvati da quelli del Nucleo cinofili di Nicolosi e con l’ausilio di un elicottero del 12° Elinucleo di Catania, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri hanno tratto in arresto Raffaele Forestieri, e lo hanno condotto presso la Casa di Reclusione di Noto. Il Gip Palmeri ha accolto la conforme richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Gaetano Bono.
Dell’omicidio di Emanuele Nastasi viene accusato anche Paolo Forestieri, il quale, però, non deve più rendere conto alla giustizia degli uomini le nefandezze commesse in vita in quanto è stato ucciso nel marzo del 2015. Durante le perquisizioni eseguite al momento dell’arresto, i Carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, 77 proiettili del medesimo calibro, 16 grammi di cocaina e ben 900 grammi di marijuana, oltre a circa € 1200 in banconote di vario taglio, tutto materiale rinvenuto nelle pertinenze delle case popolari dove vive Raffaele Forestieri. Saranno ora svolti specifici accertamenti volti ad attribuire la riconducibilità del materiale sequestrato ed in particolare l’arma sarà inviata al RIS di Messina perché su di essa siano svolti specifici accertamenti dattiloscopici e balistici utili a stabilire chi ne fosse il detentore e se essa sia stata già utilizzata in qualche evento delittuoso in passato.
La storia della morte di Emanuele Nastasi si interseca con il suo stato di tossicodipendenza.
Secondo i Carabinieri nell’ultimo arco della sua vita Nastasi comprava l’eroina da Paolo e Raffaele Forestieri, quest’ultimo pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti già all’epoca dei fatti.
Secondo gli inquirenti è proprio da un debito di droga di appena 80 euro che trae origine l’uccisione di Emanuele Nastasi.
In particolare, circa una settimana prima della scomparsa, avvenuta la sera del 4 gennaio 2015, Nastasi aveva acquistato un quantitativo di eroina da Paolo Forestieri per un prezzo concordato di 80 euro, ma la droga era di scarsa qualità e di quantità inferiore rispetto al prezzo pattuito. Ed Emanuele Nastasi non esitò a contestarlo ai suoi spacciatori.
Il suo coraggio e la sua irriverenza gli furono fatali: aveva osato ribellarsi a Paolo e Raffaele Forestieri e quest’ultimo è solito sottomettere i suoi debitori incutendo timore con la sola presenza, specie nel complesso delle case popolari di Via Mascagni, dove si atteggia a piccolo boss forte del suo curriculum criminale e della sua pericolosità sociale, ben nota ai locali residenti, traendone profitto dalla consapevolezza della sostanziale libertà d’azione ed impunità per l’omertà e il senso di paura ed oppressione in cui vivono i residenti del complesso. Dalla tarda sera del 4 gennaio 2015, si è persa ogni traccia di Emanuele Nastasi. Fu visto prelevare dei soldi dal bancomat e per questo motivo in molti sostenevano che si era allontanato spontaneamente da Pachino. E mentre la gente parlava e fantasticava i Carabinieri della Stazione di Pachino e della Compagnia di Noto non hanno mai smesso di cercare Emanuele Nastasi.
Un omicidio al momento senza cadavere, o come si dice in gergo, un caso di lupara bianca: il corpo del giovane Emanuele Nasasi è stato lungamente cercato, ma invano; sono stati ispezionati vari siti nell’area tra i Comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero, anche unitamente a personale specializzato del Nucleo Speleo-Alpino-Fluviale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa.

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