In aula ci sono almeno 40 persone e il Gup Alligo manda tutti a casa e rinvia al 3 luglio “Tutti a tavola”

Siracusa. Contro il Covid-19 il presidente del Tribunale Antonio Alì ha firmato un protocollo che prevede la presenza di non più di sei persone nelle aule giudiziarie in cui si debbono svolgere le udienze preliminari e i processi. Se quel numero viene superato il giudice deve rinviare ad altra data l’udienza. In ossequio a quel protocollo il Giudice dell’udienza preliminare Francesco Alligo si è visto costretto a far sgomberare l’aula e di rinviare la trattazione del procedimento scaturito dall’operazione denominata “Tutti a tavola” all’udienza del 3 luglio, quando quel protocollo dovrebbe essere cestinato in quanto dal 1° luglio in tutti i Tribunali d’Italia si dovrebbe ritornare alla normalità come previsto dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la Fase 3. La decisione del Gup Alligo è arrivata a causa della presenza in aula di quasi 40 persone. Nella vicenda giudiziaria scaturita dall’operazione denominata “Tutti a Tavola” gli imputati per i quali la Procura della Repubblica ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio sono complessivamente diciotto. Se si aggiunge un difensore per ciascuno imputato la cifra dei presenti in aula sale a 36. Si deve, inoltre, sommare la presenza del Gup, dell’assistente di cancelleria, del tecnico della stenotipia e del Pubblico Ministero, per cui complessivamente in aula ci sono ben 40 persone. E allora, siccome non è possibile osservare il distanziamento tra imputati e difensori, il Gup Alligo ha preso la decisione di osservare alla lettera il protocollo anti-Covid 19, a firma del presidente del Tribunale, Antonio Alì.
Il Pubblico Ministero Tommaso Pagano (oggi sostituito dal collega sostituto procuratore Carlo Enea Parodi) ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Avola Luca Cannata, Corrado Di Stefano, Pierantonio La Bruna, tutt’e tre difesi dall’avvocato Ezechia Paolo Reale.
Oltre per i tre clienti dell’avvocato Ezechia Paolo Reale il rinvio a giudizio è stato chiesto per Pietro Argentino, difeso dall’avvocato Salvatore Grande; Sebastiano Anselmo, assistito dall’avvocato Giovanni Amenta; Francesca Buscemi, difesa dagli avvocati Sebastiano Montoneri e Sebastiano Ricupero; Vincenzo Drovetti, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Santo Gionfriddo, difeso dall’avvocato Sebastiano Grimaldi; Stefano Gugliotta, difeso dall’avvocato Natale Di Stefano; Giuseppe Leone, assistito dall’avvocato Enrico Maria Belgiorno; Simona Loreto, difesa dall’avvocato Emanuele Tringali; Enrico Nastasi, difeso dall’avvocato Antonino Campisi; Giovanna Zocco, difesa dall’avvocato Giovanni Amenta; Natale Zuccarello, difeso dall’avvocato Grippaldi; Sebastiano Buscemi, difeso dall’avvocato Sebastiano Montoneri; Umberto Masuzzo, difeso dall’avvocato Salvatore Grande e Salvatore Galioto, difeso dall’avvocato Emanuele Bosco.
I diciotto imputati debbono rispondere di truffa, turbativa d’asta, turbata libertà degli incanti e falso ideologico.
Le indagini, avviate e portate avanti dagli agenti del Commissariato di Avola, sono iniziate a seguito di una segnalazione arrivata al dirigente del Commissariato, Fabio Aurilio. Il Pubblico Ministero Tommaso Pagano le ha coordinate. Nel mirino degli inquirenti sono finiti il primo cittadino Luca Cannata, funzionari comunali e imprenditori. Le indagini preliminari si sono concluse nell’aprile 2019 mentre il sindaco Cannata era impegnato nelle elezioni Europee come candidato di Fratelli d’Italia. Ritenendosi danneggiato dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, il sindaco, polemizzando con il Pubblico Ministero Tommaso Pagano che gli contestava il reato di falso ideologico, pubblicava un post su Facebook in cui puntualizzava di non avere fatto alcuna pressione ai “funzionari regionali per il rilascio dell’’autorizzazione per un’opera pubblica, nel caso specifico la riqualificazione di un borgo marinaro; io, nel mio ruolo di sindaco, ho solo chiesto di portare avanti il progetto”.
Salvo imprevisti, dovrebbe essere scontata la decisione di rinvio a giudizio del sindaco di Avola Cannata e dei restanti diciassette imputati coinvolti nell’operazione “Tutti a tavola”.

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