Dopo averlo arrestato per spaccio la Squadra Mobile gli ha sequestrato le telecamere

Siracusa. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Giudice delle indagini preliminari presso il Tribunale di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di Sebastiano Genovese, 22 anni, attualmente detenuto presso la Casa di Reclusione di Brucoli, dove è finito lo scorso 4 giugno in quanto accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo marijuana e cocaina.​
Il provvedimento di sequestro delle telecamere è conseguenza dell’arresto, effettuato il 4 giugno scorso nei confronti di Sebastiano Genovese, Federico Pugliara, 24 anni e Christopher Colombo, 23 anni accusati appunto del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
All’udienza di convalida svoltasi innanzi al Giudice Monocratico Liborio Mazziotta, l’arresto dei tre giovani è stato convalidato ma il giudice ha disposto il carcere soltanto per Sebastiano Genovese, mentre ha ordinato l’immediata scarcerazione di Federico Pugliara e Christopher Colombo, disponendo soltanto per quest’ultimo la misura dell’obbligo di dimora. Invece per il Pugliara il giudice non ha disposto alcuna misura cautelare per assoluta carenza dei gravi indizi di reità.
Nel corso dell’attività di polizia giudiziaria, gli operatori notavano la presenza di numerose telecamere e di un complesso sistema di video sorveglianza al servizio dell’appartamento di Sebastiano Genovese, verosimilmente utilizzato come base logistica per una intensa attività di spaccio. La Squadra Mobile ha segnalato la presenza delle telecamere all’ingresso dell’appartamento occupato dalla famiglia del Genovese e la Procura si è subito attivata per ottenere dal Gip un decreto di sequestro preventivo. La richiesta avanzata dal Pubblico Ministero Stefano Priolo è stata accolta dal Gip e i poliziotti della Squadra Mobile hanno proceduto al sequestro preventivo dell’apparecchiatura, quale strumento utilizzato per eludere gli eventuali controlli delle forze di polizia e perpetrare l’attività illecita.
Il Genovese è difeso dall’avvocato Giorgio D’Angelo, che è anche il legale di Christopher Colombo e Federico Pugliara

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