Castello Svevo: Articolo Uno contro la giunta comunale e la Soprintendenza ai Beni Culturali

Augusta. Finalmente, dopo anni di attesa, si registra l’interesse della Soprintendenza per il castello svevo, il monumento simbolo della città di Augusta, fondata da Federico II Hohenstaufen, nipote di Federico detto il Barbarossa. Il castello svevo fu adibito a penitenziario di lungodegenza dal 1890 fino all’autunno del 1978 quando, dopo una stagione di sommosse, fu evacuato in gran segreto, in appena due giorni, sotto la direzione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Tranne in alcune sporadiche occasioni, in tutti questi anni, il castello è stato chiuso, nonostante tante iniziative , compreso un premio nazionale di cultura “Castello svevo” nel 1985 e nel 1986. Sono state raccolte migliaia di firme ed è intervenuta persino la magistratura che, quattro anni fa, essendo presidente della Regione il gelese Rosario Crocetta, pose sotto sequestro il secolare maniero, dopo una denuncia della locale sezione di “Italia nostra”, preoccupata del lento cedimento delle fondazioni del castello ex penitenziario. Chi scrive, già nel 1985, per l’emittente “Telemarte”, realizzò il documentario “Una fortezza regalata al mare”. Ora, finalmente, appunto, la Soprintendenza si è mossa per consolidare il castello, dopo uno stanziamento di 5 milioni di euro da parte della “Regione Siciliana”. Ha bandito una gara d’appalto, i cui termini sono scaduti il 10 giugno scorso, per un’operazione di consolidamento-restauro che prevederebbe, stando a indiscrezioni trapelate, la demolizione di strutture realizzate durante la gestione del penitenziario. Si possono demolire segni di un passato che, comunque, può suscitare interesse storico-antropologico-culturale? In tempi di rinnovato furore iconoclasta, vengono imbrattate o decapitate statue di personaggi illustri. Una Soprintendenza, organo pubblico, non può, tuttavia, essere animata da furore insano, anzi deve ragionare, valutare, calcolare e rispettare la storia e l’attualità e la sensibilità dei fruitori. Su quest’argomento, abbiamo ricevuto, e la pubblichiamo di séguito, una nota critica di Giovanni Ranno, dirigente comunale e provinciale di “Articolo Uno” e del consigliere comunale dello stesso “Articolo Uno”: “Apprendiamo dalla stampa che lo scorso 10 giugno è scaduto il bando per il progetto di “Restauro e fruizione – I stralcio funzionale” del castello svevo di Augusta, redatto dalla Soprintendenza per i beni Culturali e Ambientali di Siracusa. “Articolo Uno – Augusta”, nel prendere atto della notizia, che pur appare come un atto concreto dell’ annosa vicenda, dopo decenni di abbandono, manifesta la propria netta contrarietà per la modalità non trasparente di gestione dell’intervento, sia da parte dell’Amministrazione comunale, sia da parte della Sovrintendenza, che ha tenuto all’oscuro l’intera cittadinanza sui contenuti del progetto. Riteniamo, infatti, che, soprattutto per un progetto di restauro che riguarda un monumento con una valenza nazionale nonché simbolo della città, non si possa prescindere da quella essenziale fase preliminare della progettazione che preveda il confronto con l’intera comunità cittadina, la quale, attraverso le opportune informazioni, doveva essere messa nelle condizioni di poter partecipare a un dibattito pubblico sui contenuti del progetto. In tal senso, esprimiamo il nostro giudizio negativo riguardo alla condotta tenuta in questa vicenda dall’assessore alla cultura, Sirena, perché in alcune sue dichiarazioni ,se da una parte si tira fuori dalla questione, precisando che la gestione appartiene alla Regione Siciliana tramite la Soprintendenza, dall’altra afferma che nel corso degli ultimi tre anni si è dovuta confrontare con i tecnici della stessa Soprintendenza; quindi, ci chiediamo: come mai non ha ritenuto di confrontarsi a sua volta con la città? E ciò tanto più considerato il silenzio della Soprintendenza che nel frattempo stava redigendo il progetto? D’altra parte, le scarne e frammentarie notizie, che soltanto oggi trapelano attraverso i mezzi di informazione riguardo i contenuti dell’intervento, ci destano forti preoccupazioni, dal momento che si preannunciano drastiche operazioni di demolizione di varie parti e di interi piani. Tali demolizioni, infatti, trasformerebbero irreversibilmente il castello così come oggi ci è giunto nella sua storica stratificazione e singolare complessità, distruggendo quei valori che, invece, andrebbero rispettati e tutelati. “Articolo Uno – Augusta” intende vigilare sulla questione e ritornerà sull’argomento non appena si avranno ulteriori informazioni. Tuttavia possiamo già sin d’ora, anche a tal riguardo, esprimere un giudizio negativo sulla gestione della vicenda da parte dell’assessore Sirena, che in alcune sue dichiarazioni esprime anche l’orientamento dell’Amministrazione comunale. Infatti, se da una parte l’assessore dichiara di non entrare nel merito tecnico, rimandando il tutto alla Soprintendenza, dall’altra esprime condivisione e sostegno per l’idea progettuale, senza neanche aver sentito il bisogno, per una trasparente gestione pubblica della vicenda, di confrontarsi con tutta la comunità locale, a partire da tutte le forze politiche e le associazioni culturali presenti in città. Infine, avendo appreso in queste ore dalla stampa che la Soprintendenza ha intenzione di promuovere un incontro pubblico per presentare e chiarire le scelte progettuali, “Articolo uno – Augusta” comunica fin da adesso che sarà presente all’incontro, anche se lo stesso giunge tardivo e sarebbe dovuto già avvenire in una fase preventiva.”
I cittadini sono ansiosi di ascoltare le ragioni della Soprintendenza.
G.C.

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