“Per quanto cittadino di Rovereto non sono d’accordo sul prestito del Seppellimento di santa Lucia”

Firenze. Ci sono luoghi del cuore e della ragione che appartengono alla propria storia dove è piacevole stare e se la lontananza si accentua la nostalgia diventa struggente. Uno di questi luoghi è per me Siracusa. Io non sono d’accordo, per quanto cittadino di Rovereto, sul prestito al MART del “Seppellimento di santa Lucia” non solo e non tanto per i possibili danneggiamenti del viaggio ma perché esistono opere che aggiungono, integrano bellezza e sentimento all’immagine sociale, storica e religiosa del luogo. Queste opere vanno viste e visitate nel loro contesto! Ma se il sonno della ragione che genera “mostre” (Arbasino) dovesse prevalere e il prestito al MART di Rovereto venisse realizzato io farei in modo che lo scambio culturale tra le due città di Siracusa e Rovereto generato già nel lontano 1990 con il convegno a Rovereto “Paolo Orsi e l’archeologia del ‘900”, proseguito con varie iniziative e con la bozza del protocollo d’intesa tra i due comuni, riprendesse vigore. Ne furono testimoni l’allora sindaco di Rovereto Pietro Monti, gli assessori di Siracusa Sorbello e Firenze e il sindaco Litterio Aldo Gilistro purtroppo scomparso e il presidente della Regione Trentino-Alto Adige, Tarcisio Andreolli che visitò Siracusa.
I responsabili delle istituzioni molto spesso dimenticano o cancellano la memoria che sarebbe impegnativa per loro, ma il convegno su Paolo Orsi avrebbe dovuto avere un seguito a Siracusa e ancora attende. Nel 2018 il Laboratorio di storia di Rovereto con il Comune e il Museo civico della città espose centinaia di reperti per una memoria negata dei soldati della Grande Guerra (“Cosa videro quegli occhi” www.labstoriarov.it e n 192 del nov/dic 2018 della rivista Archeologia Viva) le cui sofferenze sono così ben rappresentate dall’opera di Duilio Cambellotti sulle vetrate dell’ex sede dell’Associazione invalidi (ora scuola musicale) di Siracusa. Perché questa esposizione non potrebbe stare a Siracusa, omaggio ai migliaia di soldati siciliani caduti sul fronte della Grande Guerra ? In una città che si é già dimostrata sensibile a questo argomento dedicando una statua a Cesare Battisti accanto al mercato.
A proposito dell’Inda, per cui lavorò Cambellotti, nei cui archivi sono ancora conservati i lavori del grecista e filologo Mario Untersteiner e del musicista Riccardo Zandonai entrambi roveretani non potrebbe star bene al Mart una bella esposizione dei manifesti del dramma antico così come a Siracusa non potrebbe forse dispiacere una mostra di Fortunato Depero e non genericamente di futuristi?
Il rapporto tra istituti scolastici in particolare con l’istituto d’Arte Depero di Rovereto può essere ripreso.
A me, personalmente, piacerebbe presentare a Rovereto il magnifico libro di Giusi Norcia “Siracusa, dizionario sentimentale di una città”.
Alcune, poche cose, che possono crescere con fantasia su e cui si può misurare l’impegno e la serietà di tanti che propongono e poi scompaiono!
Chiediamo a Vittorio Sgarbi se vuole misurarsi sullo scambio culturale tra due città unite dalla straordinaria e ineguagliabile opera di Paolo Orsi.
Dario Di Blasi
°già direttore della rassegna del cinema archeologico di Rovereto e già conservatore onorario del Museo civico di Rovereto e attuale direttore artistico del Firenze archeofilm.

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