Ha concordato la pena di 5 anni il pistolero di Priolo che attentò alla vita di un suo antagonista

Catania. Innanzi ai giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Catania si è celebrato il processo di secondo grado a carico del priolese Augusto Gattuso, 22 anni, chiamato a rispondere del reato di tentato omicidio ai danni di Claudio Mangiafico, nonchè di detenzione e porto di una pistola. Augusto Gattuso è appellante contro la sentenza di primo grado pronunciata dal Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, che, riconoscendolo colpevole dei reati ascrittigli, gli ha inflitto la pena di sei anni e otto mesi di reclusione. Al processo d’appello i difensori del Gattuso, avvocati Puccio Forestiere e Junio Celesti, hanno proposto al Pubblico Ministero Boscarino la pena concordata di anni cinque di reclusione. Gli avvocati Forestiere e Celesti hanno ricordato al magistrato della Procura Generale della Corte d’Appello che il Gattuso ha risarcito il danno a Claudio Mangiafico, esibendogli la ricevuta dell’avvenuto pagamento dell’indennizzo convenuto con la persona offesa. Alla fine della trattativa, la proposta dei difensori di Augusto Gattuso di ridurre la pena riportata dal loro cliente al processo di primo grado da sei anni e otto mesi di reclusione a cinque anni è stata accolta dal magistrato della Procura Generale e l’accordo stipulato è stato portato a conoscenza del Collegio giudicante, che ha dato l’ok definitivo alla pena concordata riversandola in sentenza.
Augusto Gattuso, accusato di tentato omicidio e detenzione e ricettazione illegale di una pistola calibro 6,35, è stato giudicato con il rito abbreviato, come già avvenuto al processo di primo grado. Dal giorno in cui è stato condannato a sei anni e otto mesi Augusto Gattuso si trova sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.
Il pistolero di Priolo Gargallo è stato giudicato con il rito abbreviato, come lui stesso ha chiesto. All’udienza di convalida del fermo, Augusto Gattuso ha ammesso gli addebiti ma non ha manifestato alcun sentimento di pentimento per il ferimento dell’antagonista, Claudio Mangiafico, contro il quale ha esploso sei colpi di pistola, due dei quali hanno centrato l’uomo al femore e all’inguine. “Era da un bel po’ di tempo che i fratelli Mangiafico rompevano rendendomi impossibile la vita” – ha detto Augusto Gattuso che, riguardo al movente che ha provocato la spedizione punitiva contro Claudio Mangiafico, ha detto che i contrasti con la vittima e suo fratello sono sorti a causa di un autoveicolo. Gattuso non ha fornito ulteriori spiegazioni sul motivo dei contrasti per l’autoveicolo. Prima di tendere una trappola a Claudio Mangiafico il Gattuso aveva avuto un violento alterno con i fratelli Mangiafico. Per non essere malmenato dai suoi contendenti il Gattuso si diede a precipitosa fuga. Ma, successivamente, dopo essersi armato, attirò in una trappola il Mangiafico, dandogli appuntamento in contrada Talà per un chiarimento e gettare le basi per una pacificazione futura e invece lui ha caricato l’arma e ha esploso ben sei colpi di pistola contro una persona inerme, che non aveva alcuna possibilità di reagire in quanto si trovava alla guida di uno scooter. Poi l’arresto del giovane pistolero, operato dagli agenti del Commissariato di Priolo Gargallo, quindi il soggiorno in carcere, successivamente la condanna a sei anni e otto mesi rispetto a quella a dieci anni chiesta dal Pubblico Ministero Francesca Eva, e adesso la pena concordata a cinque anni di reclusione per chiudere il cerchio sull’episodio di sangue avvenuto in contrada Talà, territorio di Priolo Gargallo due anni fa.

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