In appello confermata la condanna a 16 anni e 8 mesi a Dylan Foti per l’omicidio del panificatore Sortino

Catania, La tesi difensiva della desistenza non è stata condivisa nemmeno dai giudici della Corte d’Assise di Appello di Catania, i quali hanno pronunciato sentenza di colpevolezza nei confronti del floridiano Dylan Foti, 21 anni, per concorso nell’omicidio del panificatore Sebastiano Sortino e gli hanno inflitto la pena complessiva di sedici anni e otto mesi di reclusione. La Corte d’Assise di Appello di Catania ha irrogato all’imputato la stessa pena che gli aveva inflitto il Giudice delll’udienza preliminare Carmen Scapellato, a conclusione del processo celebrato con il rito abbreviato. Qui i giudici di secondo grado hanno fatto un distinguo nel senso che hanno comminato al Foti la pena di 14 anni e otto mesi di reclusione per il reato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e ulteriori due anni di reclusione per il porto e la detenzione della pistola.
Il rappresentante della pubblica accusa aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado mentre i difensori di Dylan Foti, avvocati Aldo Ganci e Giorgio D’Angelo si sono battuti per la riforma della sentenza con l’invito rivolto ai giudici di assolvere il giovane imputato per avere desistito dal partecipare all’omicidio ai danni del panificatore Nuccio Sortino, commesso dai due minorenni Daniel Brancato e Salvatore Foti, oggi maggiorenni, rei confessi e condannati sia in primo che in secondo grado.
La tesi difensiva però non è stata accolta dai giudici della Corte d’Assise di Appello, che hanno, invece, accolto la richiesta dell’avvocato Francesco Villardita, legale della famiglia del panificatore Nuccio Sortino costituitasi parte civile contro Dylan Foti, tesa ad ottenere la conferma della sentenza pronunciata dal Gup del Tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato.
Il floridiano Dylan Foti è stato condannato, inoltre, al risarcimento dei danni da liquidarsi in separata sede.
I baby killer Daniel Brancato e Salvatore Foti sono stati condannati rispettivamente a quindici anni e sei mesi il primo e a sedici anni e sei mesi il secondo dalla Corte d’Assise di Appello dei Minori di Catania.
Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, coordinati dal Pubblico Ministero Andrea Palmieri, la notte del 9 settembre di due anni fa i tre bulli si sono recati nel forno di Sebastiano Sortino e hanno iniziato a disturbare i dipendenti che stavano preparando il pane e le brioche. Hanno mangiato a sbafo alcune brioche e hanno lanciato degli oggetti contro il dipendenti, che li invitavano a desistere dalla loro condotta. Improvvisamente è arrivato Nuccio Sortino che ha redarguito i tre disturbatori, assestando ad uno di loro un colpo di pala. Il diciottenne Dylan Foto e i due minorenni hanno protestato e insultato il panificatore il quale, anzichè desistere dal proseguire la sua aggressione nei confronti dei tre giovinastri, li ha inseguiti per un tratto di strada. E ha continuato a cercarli anche dopo che i tre bulli si erano allontanati in sella ad uno scooter. A loro volta, Daniel Brancato, Salvatore Foti e Dylan Foti si sono recati in una strada dove Salvatore Foti ha prelevato da un caseggiato la pistola calibro 7,65. E tutti e tre hanno iniziato a dare la caccia al panificatore che, alla guida della sua Mercedes, continuava a cercarli con intenzioni ostili. Non rintracciandoli il signor Sortino si è avviato verso la strada dove sorge il suo forno e dopo aver parcheggiato l’auto sono sopraggiunti i tre giovinastri. Dallo scooter sono scesi Daniel Brancato, e Salvatore Foti e, naturalmente, anche Dylan Foti, che sostiene però di essere assolutamente innocente in quanto non aveva condiviso le intenzioni aggressive dei due minorenni. Dylan Foti ha spiegato, innanzi al Giudice delle indagini preliminari Giuseppe Tripi, che, prima non poteva dissociarsi dalla condotta criminale dei due minorenni in quanto si trovava seduto in mezzo tra il guidatore e il terzo passeggero dello scooter. Dylan Foti ha detto di essersi staccato dagli altri due soltanto quando Salvatore Foti ha fermato l’andatura dello scooter, ma non ha fatto in tempo ad allontanarsi da Via Boschetto, la strada in cui è avvenuta la sparatoria, perchè Daniel Brancato ha cominciato a sparare dei colpi di pistola all’impazzata prima in aria e poi verso il basso. Dylan Foti ha sostenuto, altresì, che si era visto costretto a nascondersi dietro una macchina in sosta in quanto, avendo paura delle armi da sparo, non era riuscito più a fare un passo per dirigersi il più lontano possibile da Via Boschetto. Avrebbe voluto raggiungere la sua abitazione ma, suo malgrado, ha dovuto assistere alle scorribande di Daniel Brancato che, con la pistola in pugno, continuava nel suo criminale show. Daniel Brancato, difeso dall’avvocato Antonio Meduri, ha esploso tutti i proiettili contenuti nel caricatore della pistola. E uno dei sei proiettili esplosi dall’ex minorenne si è conficcato nel corpo del Sortino, uccidendolo. Le immagini televisive prodotte dal sistema di videosorveglianza non hanno confermato la versione fornita da Dylan Foti secondo la quale era seduto in mezzo a Daniel Brancato e Salvatore Foti.

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