Delitto di Natale Nastasi, spunta un testimone oculare, la sua confidenza a un carabiniere

Catania. Colpo grosso del Pubblico Ministero Gaetano Bono, che, a sorpresa, intervenuto in camera di consiglio dove il Tribunale del Riesame deve discutere l’appello proposto dai difensori del pachinese Raffaele Forestieri, ha prodotto la dichiarazione resa da un testimone che sostiene di avere assistito dall’omicidio di Natale Nastasi. Un testimone spuntato fuori alcuni giorni dopo dalla notifica dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri nei confronti del pachinese Raffaele Forestieri. detto Rabbiele, accusato, in concorso con il nipote Paolo Forestieri, ucciso nel 2015 a Portopalo, dell’omicidio di Natale Nastasi, 34 anni, di cui non si hanno più notizie dalla sera del 4 gennaio 2015. Il super testimone, nel corso di una conversazione confidenziale con un carabiniere suo amico, ha detto di avere assistito casualmente all’uccisione del povero Natale Nastasi, aggredito e colpito da violenti pugni al volto. La vittima sarebbe caduta e avrebbe battuto violentemente il capo sul selciato o forse sul marciapiede. E non si è più rialzata. A dire del testimone, il malcapitato Natale Nastasi sarebbe morto sul colpo, immediatamente dopo aver battuto il capo sull’asfalto.
La presidente del Tribunale del Riesame (anche le altre due giudici del Collegio sono donne) si è rivolta all’avvocato Luigi Caruso Verso per sapere se intendeva chiedere i termini a difesa alla luce della inedita dichiarazione resa da un pachinese che ha confidato ad un carabiniere di avere assistito all’omicidio del povero Natale Nastasi. L’avvocato Luigi Caruso Verso, che assiste Raffaele Forestieri assieme ai propri figli Paolo e Francesco, ha chiesto due minuti di tempo per dare la propria risposta. Quei due minuti il penalista li ha dedicati alla lettura della “confidenza” del cosiddetto super testimone. E, dopo aver le rivelazioni del testimone oculare, l’avvocato Luigi Caruso Verso ha comunicato al Riesame la propria risposta, anche a nome dei propri figli Paolo e Francesco. “Nessun rinvio, vogliamo discutere il nostro appello contro l’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa contro il signor Raffaele Forestieri. Le confidenze di questo super testimone – ha proseguito l’avvocato Luigi Caruso Verso – ci sorprendono non poco in quanto ai Carabinieri che nel corso delle indagini preliminari avevano preso a verbale le sue dichiarazioni ha detto di non avere delle notizie utili per fare luce sul caso di “lupara bianca” di Natale Nastasi. Questo signore è rimasto in silenzio per cinque anni e la cosa più sorprendente sapete qual è? Si è confidato con un suo amico carabinieri ma non ha svelato il suo segreto alla propria moglie e alla propria madre, le quali, sentite a sommarie informazioni, hanno detto di non sapere assolutamente nulla sulla morte di Natale Nastasi”. L’avvocato Luigi Caruso Verso ha ribadito la sua richiesta ai giudici del Riesame: annullate la misura cautelare della custodia in carcere e restituite alla sua famiglia il signor Raffaele Forestieri in quanto assolutamente estraneo al caso di “lupara bianca” del povero Natale Nastasi. Il penalista ha rivolto l’accorato appello ai giudici del Riesame di leggere con attenzione l’ordinanza e gli atti redatti dai Carabinieri e dal Pubblico Ministero Gaetano Bono. “Leggendo le pagine dell’ordinanza del Gip Palmeri vi accorgerete che non c’è uno straccio di prova a carico del signor Forestieri. Non lo dico perchè sono il suo difensore, ma perchè è un dato di fatto inconfutabile. Tutte le persone che – a dire degli inquirenti – sarebbero a conoscenza dell’omicidio, sono state sottoposte ad intercettazioni ma nessuna di esse afferma di aver visto uccidere il povero Natale Nastasi. Nessuna muove un’accusa contro il signor Forestieri, al punto che le sorelle del presunto morto, compulsate, dicono: non possiamo accusare quel signore, non possiamo correre il rischio di beccarci una querela per diffamazione. E quando i Carabinieri chiamano queste persone intercettate e riprese con le telecamere per sottoporle ad interrogatorio sapete come rispondono? “Boh!”. “Che ne so!”. Per cui io e i miei giovani colleghi vi chiediamo di ordinare l’immediata scarcerazione di Raffaele Forestieri”.
I giudici si sono riservati ma hanno promesso che renderanno note le loro determinazioni nella tarda mattinata di venerdì 26 giugno.
Il Pubblico Ministero Gaetano Bono, viceversa, ha chiesto ai giudici del Riesame di confermare l’ordinanza custodiale del Gip Palmeri in considerazione della sussistenza dei gravi indizi raccolti a carico del Forestieri.
La mattina del 4 giugno i Carabinieri della Compagnia di Noto, coadiuvati da quelli del Nucleo cinofili di Nicolosi e con l’ausilio di un elicottero del 12° Elinucleo di Catania, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri hanno tratto in arresto Raffaele Forestieri, detto Rabbele, 42 anni, e lo hanno condotto presso la Casa di Reclusione di Noto. Paolo Forestieri, invece, è stato ucciso nel marzo del 2015, davanti ad un ristorante di Portopalo. Durante le perquisizioni eseguite al momento dell’arresto, i Carabinieri hanno sequestrato una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, 77 proiettili del medesimo calibro, 16 grammi di cocaina e ben 900 grammi di marijuana, oltre a circa € 1200 in banconote di vario taglio, tutto materiale rinvenuto nelle pertinenze delle case popolari dove vive Raffaele Forestieri. Saranno ora svolti specifici accertamenti volti ad attribuire la riconducibilità del materiale sequestrato ed in particolare l’arma sarà inviata al RIS di Messina perché su di essa siano svolti specifici accertamenti dattiloscopici e balistici utili a stabilire chi ne fosse il detentore e se essa sia stata già utilizzata in qualche evento delittuoso in passato.
La storia della morte di Emanuele Nastasi si interseca con il suo stato di tossicodipendenza.
Nell’ultimo arco della sua vita Nastasi comprava l’eroina da Paolo e Raffaele Forestieri, quest’ultimo pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti già all’epoca dei fatti.
Ed è proprio da un debito di droga di appena 80 euro che trae origine l’odierna vicenda.
In particolare, circa una settimana prima della scomparsa, Nastasi aveva acquistato un quantitativo di eroina da Paolo Forestieri per un prezzo concordato di 80 euro, ma la droga era di scarsa qualità e di quantità inferiore rispetto al prezzo pattuito. Ed Emanuele Nastasi non esitò a contestarlo ai suoi spacciatori.
Il suo coraggio e la sua irriverenza gli furono fatali: aveva osato ribellarsi a Paolo e Rabbiele Forestieri e quest’ultimo è solito sottomettere i suoi debitori incutendo timore con la sola presenza, specie nel complesso delle case popolari di Via Mascagni, dove si atteggia a piccolo boss forte del suo curriculum criminale e della sua pericolosità sociale, ben nota ai locali residenti, traendone profitto dalla consapevolezza della sostanziale libertà d’azione ed impunità per l’omertà e il senso di paura ed oppressione in cui vivono i residenti del complesso.
Ma non c’è impunità che tenga, di fronte a organi inquirenti che sono riusciti pazientemente a ricostruire le tessere di un mosaico e, sia pur a cinque anni di distanza, sono riusciti a rinvenire tutti gli indizi in grado di inchiodare Raffaele, alias Rabbiele, Forestieri alle proprie responsabilità.
Un omicidio al momento senza cadavere, o come si dice in gergo, un caso di lupara bianca: il corpo del giovane Emanuele Nasasi è stato lungamente cercato, ma invano; sono stati ispezionati vari siti nell’area tra i Comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero, anche unitamente a personale specializzato del Nucleo Speleo-Alpino-Fluviale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa.

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