Un 19enne condannato a tre anni per detenzione ai fini di spaccio di cocaina, marijuana e hashish

Siracusa. A conclusione del processo celebrato con rito abbreviato il diciannovenne Santo Di Maria è stato riconosciuto colpevole del reato di detenzione ai fini di spaccio di 106 grammi di cocaina, di 100 grammi di marijuana e di sei grammi di hashish ed è stato condannato alla pena di anni tre di reclusione. La sentenza è stata pronunciata dal Giudice dell’udienza preliminare Andrea Migneco, che ha accolto l’appello del difensore del diciannovenne, avvocato Mario Di Marca, teso a non accogliere la richiesta del Pubblico Ministero Marco Dragonetti che, a conclusione della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Santo Di Maria alla pena di anni quattro e un mese di reclusione.
Il diciannovenne venne arrestato il 27 ottobre dello scorso anno dai Carabinieri, a conclusione di una perquisizione domiciliare, durante la quale i militari rinvennero le sostanze stupefacenti del tipo cocaina, marijuana e hashish, tre bilancini di precisione e la somma di 1127 euro, frutto dell’attività di spaccio di droga.
A distanza di quarantott’ore dall’arresto, avvenuto in Via Algeri, dove risiede il Di Maria, si è svolta l’udienza di convalida e il Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri non accolse la richiesta del Pubblico Ministero tesa ad ottenere l’applicazione di una misura cautelare coercitiva – o quella del carcere o quella degli arresti domiciliari – e dispose per il diciannovenne la misura dell’obbligo di presentazione presso la caserma dei Carabinieri di Viale Tica.
Alcune settimane fa Santo Di Maria ha ottenuto la revoca dell’obbligo di presentazione ai Carabinieri grazie all’istanza presentata al Gip Andrea Migneco dal suo difensore, avvocato Mario Di Marca.
Lo stesso penalista ha chiesto la celebrazione del processo con rito abbreviato a carico del suo cliente e il Gup Andrea Migneco lo ha portato a definizione nell’odierna giornata pronunciando la sentenza di condanna contro Santo Di Maria alla pena di tre anni di reclusione, tredici mesi in meno rispetto alla pena richiesta dal Pubblico Ministero Marco Dragonetti.

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