Operazione Bronx, dopo a Carmelo Di Natale concessi i domiciliari a Simone Di Stefano

Catania. Dopo Carmelo Di Natale è uscito dal carcere anche Simone Di Stefano, al quale i giudici della Corte d’Appello hanno sostituito la misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari. Anche Simone Di Stefano è assistito dall’avvocato Giorgio D’Angelo, che già 24 ore fa si era visto accogliere la sua istanza tesa ad ottenere gli arresti domiciliari per Carmelo Di Natale. I due clienti dell’avvocato Giorgio D’Angelo al processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato innanzi al Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Catania Simona Ragazzi, sono stati riconosciuti colpevoli di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti e sono stati condannati alla pena di nove anni di reclusione ciascuno. Di Natale e Di Stefano si trovavano rinchiusi in carcere dal mese di febbraio del 2018 da quando vennero arrestati dai Carabinieri del Comando provinciale di Siracusa in quanto colpiti dalla misura cautelare della custodia in carcere nell’ambito dell’operazione antidroga denominata “Bronx”. Oltre a loro due dal Gup Simona Ragazzi sono stati condannati Francesco Capodieci a 23 anni e otto mesi di reclusione; Riccardo Di Falco a 23 anni e sei mesi di reclusione; Giancarlo De Benedictis a 22 anni e quattro mesi di reclusione; Salvatore Aimone, Cristian Lanteri, Giuseppe Lauretta e Giulio Spicuglia a quattordici anni e dieci mesi di reclusione ciascuno; Ignazio Maltese a dieci anni e otto mesi di reclusione; Salvatore Aparo, Carmelo Bianca, Carmelo Di Natale, Simone Di Stefano, Salvatore Grancagnolo, Gianpaolo Mazzeo, Carmelo Rendis e Corrado Rizza a nove anni di reclusione ciascuno. Infine, ai due pentiti Manuel Gallaro e Mattia Greco il Gup Ragazzi ha irrogato la pena di quattro anni di reclusione ciascuno. La sentenza è stata impugnata da tutti i condannati e la Corte d’Appello di Catania ha già svolto la prima udienza del processo di secondo, tenutasi lo scorso 19 giugno con la relazione introduttiva sui fatti di causa. La prossima udienza si terrà il 24 luglio per la requisitoria del procuratore generale. E prima di quella data molti degli imputati sperano di poter uscire dal carcere e di poter fare rientro presso le rispettive famiglie, anche se in regime di arresti domiciliari.

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