Incidente probatorio per sentire il sopravvissuto alla furia dei guardiani-killer dei ladri di agrumi

Siracusa. Si terrà il prossimo 1 luglio l’incidente probatorio per raccogliere le dichiarazioni di Gregorio Signorelli, il sopravvissuto della furia omicida di due guardiani campestri, oggi in carcere con le pesantissime accuse di duplice omicidio volontario e tentato omicidio.
A richiedere l’incidente probatorio è stato il Pubblico Ministero Andrea Palmieri ed il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco gli ha dato il via libera per cui giorno uno luglio nell’aula dell’Ufficio Gip, al secondo livello del Tribunale di Siracusa, sono stati invitati a comparire Giuseppe Sallemi e Luciano Giammellaro, i due indagati accusati del duplice omicidio e del tentato omicidio, i loro difensori di fiducia, avvocato Franco Passanisi e avvocato Davide Giuseppe Giugno; Mario Casella, fratello di Massimiliano Casella, ucciso a fucilate dai due guardiani, assistito dall’avvocato Pierpaolo Montalto; Loredana Casella, sorella di Massimiliano Casella, assistita dall’avvocato Fabio Presenti; Carmela Salvatrice Zuccaro, sorella di Vincenzo Agatino Saraniti, il secondo morto ammazzato, assistita dall’avvocato Rossana Scibetta; Giuseppe Agatino Zuccaro, assistito dall’avvocato Emiliano Bordone. I fratelli Mario e Loredana Casella sono parti offese, così come Carmela Salvatrice Zuccaro e Giuseppe Agatino Zuccaro.
Il sopravvissuto Gregorio Signorelli, complice dei morti ammazzati Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, vennero sorpresi la notte del 17 febbraio scorso, all’interno di un giardino di agrumi di contrada Xirumi, in territorio di Lentini, dai due indagati che, dopo averli invitati a uscire dal fondo agricolo, reagirono alle minacce dei tre ladri, esplodendo al loro indirizzo numerosi colpi di fucile. Inizialmente venne fermato dagli investigatori della Squadra Mobile di Catania e Siracusa e del Commissariato di Lentini il custode Giuseppe Sallemi in quanto si pensava che fosse stato lui solo a colpire alla schiena, mentre tentavano di fuggire, Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, e di avere ridotto a mal partito Gregorio Signorelli. Quest’ultimo, però, dopo essere stato ricoverato in ospedale, appena le sue condizioni di salute glielo permisero, rivelò agli investigatori che oltre al Sallemi aveva esploso dei colpi di fucile sia contro di lui che contro i suoi due compagni il Giammellaro. Per cui, sulla base della chiamata in reità di Gregorio Signorelli, il Pubblico Ministero Andrea Palmieri ordinava il fermo giudiziario anche di Luciano Giammellaro, e di rinchiuderlo in carcere con le medesime accuse mosse al guardiano del fondo agricolo di contrada Xirumi.
Gregorio Signorelli ha dichiarato che la persona che la notte tra il 9 e il 10 febbraio si trovava in compagnia del guardiano Giuseppe Sallemi, era l’anziano Luciano Giammellaro, da lui personalmente visto mentre imbracciava il fucile e faceva fuoco contro i tre ladri di agrumi. A seguito delle convincenti dichiarazioni di Gregorio Signorelli, gli agenti della Squadra Mobile di Siracusa e del Commissariato di Lentini, su delega del Pubblico Ministero Andrea Palmieri, hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nella notte del 16 febbraio a carico di Luciano Giammellaro, 71 anni, in quanto gravemente indiziato degli omicidi volontari di Massimiliano Nunzio Casella, 47 anni, e Vincenzo Agatino Saraniti, 19 anni, del tentato omicidio di Gregorio Signorelli, 36 anni, nonché di porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, in concorso con Giuseppe Sallemi, 42 anni.
In seguito all’esecuzione del fermo di indiziato di delitto a carico di Giuseppe Sallemi, avvenuto il 10 febbraio scorso per il duplice omicidio di Casella e Saraniti, entrambi residenti nel quartiere Librino di Catania, e del ferimento di Signorelli, provvedimento giudiziario emesso dalla Procura
della Repubblica Distrettuale di Catania e dalla Procura della Repubblica di Siracusa ed eseguito dalle Squadre Mobili di Catania e Siracusa, le indagini proseguivano allo scopo di delineare compiutamente la vicenda.
In particolare, gli investigatori a seguito anche dell’analisi di Polizia Scientifica nel teatro dell’evento criminoso, nonché delle prime risultanze fornite dal Medico Legale, hanno avuto modo di acquisire elementi tali da far presumere come il Sallemi non avesse potuto agire da solo
nell’esecuzione dell’azione delittuosa, così cruenta e letale nei confronti dei tre ladri che si erano recati nella zona per perpetrare il furto delle arance mature.
In particolare, il provvedimento giudiziario di fermo del Giammellaro scaturisce dalle dichiarazioni rese dall’unico superstite del triplice ed efferato agguato, il quale dava agli investigatori una descrizione precisa e puntuale degli eventi occorsi nella notte tra il 9 e il 10 febbraio 2020. Nello specifico riferiva che quella notte lo stesso, mentre si trovava coi due deceduti per compiere un furto di arance nelle campagne di Lentini a confine con Scordia, veniva raggiunto dal Sallemi e da un altro soggetto
che quest’ultimo chiamava Luciano che effettuavano attività di guardiania per i terreni della zona. I due guardiani esplodevano diversi colpi di fucile contro i tre ladri attingendo a morte il Casella e il Saraniti e ferendo gravemente il Signorelli. Il racconto della vittima superstite, unitamente ad altre dichiarazioni preziose rese dai proprietari terrieri del luogo teatro dei fatti raccolte dal personale operante che ha condotto le indagini, nonché dei familiari delle vittime, permettevano di identificare compiutamente il Luciano nel fermato Luciano Giammellaro, nonché a delineare il contesto dell’abusiva attività di guardiania che si svolge in quella zona agricola, che veniva svolta dal Sallemi in compagnia del Giammellaro, quest’ultimo, diversamente dal primo, non legato da alcuna dipendenza lavorativa con le aziende agricole della zona e formalmente mero pensionato.
Sulla base del quadro probatorio acquisito, gli investigatori avviavano le ricerche del Giammellaro che veniva rintracciato dagli operatori, coadiuvati da personale del Commissariato di Augusta, in località Brucoli, presso l’abitazione di conoscenti.
Martedì, 18 febbraio, all’obitorio del cimitero di Catania è stata effettuata l’autopsia sui cadaveri di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, in forma di incidente probatorio come richiesto dai difensori del Sallemi, avvocati Rocco Cunsolo e Francesco Calderoni. Per il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco Ministero è intervenuto il perito Giuseppe Ragazzi di Catania mentre il Pubblico Ministero Andrea Palmieri ha nominato proprio consulente il medico legale Maria Francesca Berlich di Scordi

CONDIVIDI