L’anno nero per gli industriali della monnezza: in carcere tre soci di Ecomac e funzionario ex Provincia

Siracusa. Il 2020 verrà ricordato dagli storici come l’anno più nero per gli abitanti della Terra a causa della pandemia da Covid-19 e per gli imprenditori che hanno investito i loro soldi nella raccolta e nello smaltimento dei rifiuti solidi urbani o di tipo industriale per essere finiti in carcere. Oppure agli arresti domiciliari. Dopo le ordinanze cautelari emesse dalla Procura di Catania contro il re della munnizza di Lentini, Leonardi e fratello e quelle emesse dal Gip del Tribunale di Siracusa contro Giuilio Quercioli Dessena nella qualità di amministratore della Igm Rifiuti Industriali Srl ed i componenti della sua famiglia, questa mattina i militari della Guardia di Finanza di Siracusa e Augusta hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere contro tre imprenditori soci della società Ecomac e contro uno dei più alti dirigenti dell’ex Provincia Regionale di Siracusa, oggi ribattezzato col nome di Libero Consorzio Comunale. Le manette sono state serrate ai polsi dell’ingegnere Domenico Morello (nela foto), residente in Augusta e dei soci della Ecomac, Salvo Grillo Montagno, suo cognato Angelo Aloschi e Gianfranco Consiglio, tutti residenti a Siracusa. Come disposto dal Gip Carmen Scapellato, su conforme richiesta del Pubblico Ministero Tommaso Pagano, i quattro arrestati sono stati rinchiusi nella Casa Circondariale di Cavadonna in attesa di essere sottoposti all’interrogatorio di garanzia. Le misure detentive sono state applicate a seguito di un’indagine di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza che, oltre a disvelare la ricorrenza di illecite condotte finalizzate allo sfruttamento della manodopera e all’illecita percezione di contributi pubblici, è altresì culminata con l’individuazione di fatti di corruzione.
Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, sviluppate con la collaborazione di personale del Nictas in servizio alla Procura della Repubblica, hanno in primis disvelato un generale contesto illecito, nell’ambito del quale sono state accertate reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso, viene contestato ai tre imprenditori arrestati, amministratori di fatto di una società operante nel settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti, di avere sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno.
Le attività investigative dispiegate, comprendenti anche intercettazioni telefoniche e riprese video sui luoghi di interesse, coniugate con le informazioni rese da alcuni lavoratori, hanno acclarato plurime condotte in violazione di legge. In particolare, è emerso che ai dipendenti sono stati corrisposti emolumenti con una tariffa oraria (4 euro) inferiore della metà rispetto a quella prevista dai contratti collettivi (8 euro), nonché agli stessi non sono state generalmente corrisposte le indennità di malattia, per il lavoro festivo e notturno e gli straordinari.
In sostanza, i tre imprenditori arrestati avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione, riposi, e le disposizioni che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, realizzando un notevole risparmio di spesa nella gestione dei costi di manodopera, beneficiando di un indebito vantaggio concorrenziale rispetto alle altre imprese operanti nello stesso settore.
Nel medesimo contesto d’indagine, è altresì emerso che la società Ecomac ha indebitamente ottenuto dalla Regione Siciliana un finanziamento a fondo perduto di circa ottocento mila euro, già erogato nella misura del 40%, per la costruzione, in Augusta, di una nuova piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi.
Per avere la sovvenzione, gli indagati hanno rappresentato agli organi competenti una situazione artificiosa della realtà, dichiarando di osservare gli obblighi dei contratti collettivi nazionali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi dei lavoratori, condizioni necessarie per l’ammissione la beneficio, inducendo, in tal modo, in errore l’ente territoriale sulla sussistenza del diritto alla sovvenzione.
Le evidenze d’indagine rilevano che la società al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando pubblico non aveva i requisiti di ammissibilità per beneficiare dei contributi pubblici in questione.
Inoltre, per l’attivazione del nuovo impianto di Augusta, Salvo Grillo Montagno, a nome della Ecomac, ha dovuto richiedere una specifica autorizzazione a svolgere l’attività di recupero e riciclo dei rifiuti al “Libero Consorzio Comunale di Siracusa”. In tale ambito è emerso che l’autorizzazione è stata rilasciata dall’ingegnere Domenico Morello, dirigente del “X Settore Territorio e Ambiente” una volta raccolto l’impegno ovvero la promessa che i gestori della società lo avrebbero “remunerato” con l’assunzione di due persone che gli stavano a cuore.
Infine è stato disposto il sequestro della somma di euro 318.620, percepita indebitamente in danno della Regione Siciliana, da eseguirsi, in via diretta e per equivalente, nei confronti della società e dei tre amministratori di fatto arrestati.
Salvo Grillo Montagno e suo cognato hanno nominato l’avvocato Aldo Ganci come loro difensore di fiducia.

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