Omicidio Pace, il processo contro i fratelli Caruso sarà celebrato dalla Corte d’Assise: lo ha deciso il Gup

Siracusa. Nella tarda serata di ieri, mercoledì 24 giugno, il Giudice dell’udienza preliminare Francesco Alligo ha disposto la restituzione alla Corte d’Assise di Siracusa degli atti processuali contro i fratelli Salvatore e Corrado Caruso, di Avola, accusati, in concorso, di avere ucciso, crivellandolo di pallottole, Andrea Pace, nella tarda serata del 12 giugno dello scorso anno. Per il Gup Alligo, allo stato, è sussistente la circostanza aggravante dei futili motivi per cui è ipotizzabile nei confronti dei due fratelli la condanna alla pena dell’ergastolo. Sussistendo quell’aggravante, con la nuova normativa, i due fratelli Caruso non possono essere processat con rito abbreviato, come richiesto dal loro difensore di fiducia, avvocato Luca Ruaro, ma dovranno essere giudicati dalla Corte d’Assise di Siracusa. Con questa decisione, il Gup Francesco Alligo ha consiviso i dubbi manifestati dal Pubblico Ministero Carlo Enea Parodi e dai difensori delle parti civili, avvocato Dario Pastore per Massimo Pace e Igea Lo Faro, avvocato Luigi Zinno per Jula Carasi e avvocato Gaetano San Gregorio per Paolo Pace, che si erano opposti alla decisione della Corte d’Assise (presidente, Tiziana Carrubba; giudice a latere, Liborio Mazziotta), che, invece, aveva sollevato un’eccezione di nullità del provvedimento emesso dal Gup Carla Frau, in data 7 febbraio scorso, con cui dichiarava l’inammissibilità della richiesta di giudizio abbreviato in quanto preclusa a fronte dell’imputazione di omicidio volontario aggrabato dai futili motiviper la quale è prevista la pena dell’ergastolo, così come attualmente disposto dalla riforma legislatiba dell’articolo 438 co. 1 vis c.p.p. – legge nr 33 del 12 aprile 2019, meglio nota come legge Salvini, secondo cui “non è ammesso il giudizio abbreviato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo”.
In subordine, nel caso in cui fosse stata ritenuta corretta la decisione del Gip di inammissibilità della richiesta di giudizio abbreviato, il difensore dei fratelli Caruso chiedeva alla Corte di sollevare la questione di legittimità costituzionale degli artt. 429, co. 2 bis, e 458, co. 2, C.p.p. per violazione dei principi di parità tra accusa e difesa nonché di uguaglianza sanciti dagli artt. 111 e 3 della Costituzione. Se questa richiesta dell’avvocato Luca Ruaro verrà accolta dalla Corrte d’Assise lo sapremo giorno 8 settembre.
Il Pubblico Ministero Carlo Enea Parodi, all’udienza del 17 aprile, ha sollevato una questione di legittimità costituzionale dell’art. 438 co. 6 ter c.p.p. nella parte in cui prevede la concessione della diminuente di un terzo se all’esito del dibattimento (giudizio ordinario) il giudice ritiene insussistente l’aggravante con pena dell’ergastolo ma solo quando la richiesta di abbreviato è formulata all’udienza preliminare, non essendo questa previsione espressamente prevista anche nel caso di specie riguardante il processo in corso, così come per altro verso sostenuto dalla difesa degli imputati.
Al di là dei complessi tecnicismi giuridici sollevati dalle parti, compresi i contributi dei legali delle parti civili (avvocato Dario Pastore per Massimo Pace e Igea Lo Faro, avvocato Luigi Zinno per Jula Carasi e avvocato Gaetano San Gregorio per Paolo Pace), che hanno chiesto il rigetto di tutte le questioni sollevate, la Corte di Assise non ha sollevato alcuna questione di legittimità costituzionale poiché, accogliendo la primaria richiesta di nullità della difesa, le ha ritenute allo stato non rilevanti per la decisione della causa innanzi a sé. E trasmise gli atti al Gup affinchè
stabilisse la corretta qualificazione giuridica da dare al fatto d’imputazione, quindi ritenere o meno la sussistenza della aggravante dei futili motivi per l’ammissibilità o meno della richiesta di giudizio abbreviato.
Ieri sera, il Guop ha preso la sua decisione restituendo il fascicolo alla Corte d’Assise di Siracusa.
I fratelli Salvatore e Corrado Caruso sono accusati, in concorso, di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e porto abusivo di armi da fuoco. Gli imputati vennero sottoposti a ferno di indiziati di delitto quali presunti autori dell’agguato mortale compiuto ai danni di Andrea Pace, crivellandolo di piombo, mentre stava aprendo il portone della sua abitazione.
Ad eseguire il fermo sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto, i quali, dalla notte in cui avvenne l’omicidio di Andrea Pace hanno intrapreso le opportune indagini per risalire agli autori del gravissimo episodio criminoso. Nello specifico le investigazioni hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due fratelli Caruso e del Pace, appurando un grave quadro indiziario a carico di Salvatore e Corrado Caruso, che, secondo la ricostruzione dei Carabinieri, a seguito di un acceso diverbio avvenuto tra Salvatore Caruso ed il Pace poco prima dell’omicidio, gli attuali imputati lo avrebbero raggiunto presso la propria abitazione ove avrebbero esploso nei suoi confronti 10 colpi, di cui 5 andati a segno, tutti alla schiena.

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