Rubano trebbiatrice e la restituiscono con il “cavallino di ritorno”: in 3 arrestati dai Cc

Villasmundo. Avevano rubato ad un imprenditore agricolo una trebbiatrice. E, dopo pochi giorni dal furto, gli avevano telefonato chiedendogli tremila euro per restituirgli la trebbiatrice. Tra il derubato e i ladri-estorsori è stata intavolata una trattativa alla fine della quale le parti si sono accordate per la restituzione del veicolo previo pagamento della somma di tremila euro, da effettuare in due rate. Per riavere la trebbiatrice l’imprenditore ha pagato la prima rata ma alla scadenza della seconda rata si è recato all’appuntamento insieme ai Carabinieri della Compagnia di Augusta e della Stazione di Villasmundo e ha fatto arrestare i tre ladri estorsori. I militari dell’Arma hanno arrestato Antonino Montagno Bozzone, 30 anni, Giuseppe Puglia e Andrea Mendola, entrambi di 25 anni, e, dopo gli adempimenti di legge, li hanno rinchiusi nella Casa di Reclusione di Brucoli.
I tre arrestati risiedono a Villasmundo, frazione di Melilli, e, nella giornata di domani, compariranno innanzi al Giudice delle indagini preliminari per la convalida dell’arresto. L’avvocato Geraldo Petruzzello difende Antonino Montagno Bozzone, mentre Giuseppe Puglia e Andrea Mendola sono assistiti dagli avvocati Puccio Forestiere, Fabiola Fuccio e Vincenza Bongiorno.
Secondo la ricostruzione effettuata dai Carabinieri, le cui indagini sono state coordinate dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano, un imprenditore agricolo aveva avuto l’amara sorpresa di constatare che dalle sue campagne della zona di Villasmundo era scomparsa la macchina operatrice agricola atta al confezionamento di rotoballe. Il mezzo, già di per sé di ingente valore, costituiva ovviamente lo strumento essenziale per condurre l’attività dell’azienda e quindi il suo furto metteva in grave crisi l’intera impresa. Poco dopo la scoperta del furto, l’uomo è stato avvicinato da due dei tre soggetti poi arrestati, che si sono proposti di restituire il mezzo previo pagamento di 3.000 euro. L’imprenditore, che era in compagnia del figlio, anche per non correre rischi, ha sul momento consegnato agli estorsori il denaro di cui disponeva, ottenendo così, di fatto, la restituzione del mezzo, che era stato nascosto nei terreni di proprietà di uno dei malviventi. Per la consegna del saldo dell’intera somma estorsiva è stato quindi fissato un secondo incontro nel pomeriggio, al quale ha partecipato anche il terzo complice. La vittima, però, subito dopo aver parlato con i malviventi si è coraggiosamente rivolta ai Carabinieri della Compagnia di Augusta, che hanno subito organizzato un servizio per sorprendere gli autori dell’estorsione con il metodo del “cavallino di ritorno” in flagranza di reato, durante lo scambio di denaro. I tre sono quindi stati arrestati ed associati alla Casa di Reclusione di Brucoli, come disposto dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano.
“L’episodio conferma l’importanza della collaborazione tra cittadini e Carabinieri: la pronta denuncia di attività estorsive ed intimidazioni permette l’immediata repressione dei reati”, afferma il Maggiore Santuccio, comandante della Compagnia Carabinieri di Augusta.

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