Accusato di corruzione per fini elettorali l’ing. Morello nega la sua candidatura a sindaco di Augusta

Siracusa. Quella odierna è stata una giornata pesante per l’ingegnere Domenico Morello, per il suo difensore di fiducia, avvocato Beniamino D’Augusta; per l’imprenditore Salvo Grillo Montagno e il suo legale di fiducia, avvocato Aldo Ganci; per i suoi soci della società Ecomac, Gianfranco Consiglio e Angelo Aloschi e i loro difensori, avvocati Francesco Favi e Stefano Rametta. Ma è stata pesante anche per il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato e il Pubblico Ministero Tommaso Pagano. Ed è giusto affermarlo è stata una giornata pesante anche per il cancelliere d’udienza, per gli addetti alla stenotipia e per gli agenti della Polizia Penitenziaria che hanno condotti i quattro arrestati al Tribunale di Siracusa dopo essere partiti di buon mattino dal carcere di Gela. Il caldo afoso si è fatto sentire eccome. Eppure, da mezzogiorno alle 17, si sono svolti gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati. L’ingegnere Morello, l’imprenditore Salvo Grillo Montagno, suo cognato Gianfranco Consiglio e Angelo Aloschi dopo le 17,30 hanno lasciato il Tribunale di Viale Santa Panagia e si sono sobbarcati la fatica del viaggio di ritorno sul “cellulare” della polizia penitenziaria per rientrare in serata nel carcere di Gela. Gli interrogatori di garanzia sono iniziati con il faccia a faccia tra il Gip Scapellato e l’alto dirigente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa. L’ingegnere Morello si protesta innocente dall’infamante accusa di corruzione che gli viene contestata. Secondo l’accusa, l’ingegnere Morello avrebbe dato le autorizzazioni alla Ecomac previo accoglimento della sua condizione di fare assumere dalla società di cui sono soci Montagno Grillo, Consiglio e Aloschi due ragazzi in cerca di lavoro. I raccomandati sarebbero una giovane di Lentini e un ultrà della squadra di calcio di Augusta. Ma l’ingegnere respinge l’addebito e sostiene di avere firmato e rilasciato l’autorizzazione perché la società Ecomac aveva conseguito tutti i pareri favorevoli dalla Regione, dall’Arpa e da altri uffici. La raccomandazione dei due ragazzi è slegata alla concessione. Ma non solo. L’ingegnere Morello afferma di avere sanzionato la Ecomac, per la somma di trentacinquemila euro, in quanto erano state accertate delle reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. L’ingegnere rappresenta al Gip Scapellato di avere anche inoltrato una denuncia penale alla Procura della Repubblica di Siracusa contro i tre soci della Ecomac per accertate violazioni delle norme a tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro. Il Pubblico Ministero Tommaso Pagano conferma sia la denuncia penale giunta alla Procura della Repubblica sia le sanzioni irrogate alla Ecomac. Ritornando sulla asserita corruzione, l’ingegnere Morello ha precisato di avere inviato alla Ecomac il curriculum che gli aveva consegnato la ragazza di Lentini, mentre per quanto riguardo il capo degli ultras della squadra di calcio di Augusta si era limitato a fare una segnalazione a voce. L’ingegnere ha escluso categoricamente che fosse sua intenzione candidarsi alla carica di sindaco di Augusta e di avere raccomandato la ragazza di Lentini e l’ultras di Augusta come farebbe un qualsiasi padre per i propri figli senza alcun tornaconto ma per spirito di solidarietà umana. “Se fossi un candidato a sindaco di Augusta al massimo potrei raccomandare i disoccupati residenti ad Augusta per farmi dare i loro voti. Che voti avrebbe potuto darmi la ragazza di Lentini?”. Bella domanda sulla quale né il Gip Scapellato né il Pubblico Ministero Pagano hanno saputo rispondere.
Dopo un’ora di interrogatorio, l’ingegnere Morello viene congedato. Il suo difensore, avvocato Beniamino D’Augusta, prima che venga chiamato l’imprenditore Salvo Grillo Montagno chiede al Gip di revocare la misura cautelare della custodia in carcere o, in subordine, di tramutarla con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari anche per le non perfette condizioni di salute dell’ingegnere Morello. Il parere del Pubblico Ministero Pagano è di contrarietà alla revoca della misura cautelare applicata con l’ordinanza ed è favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per motivi di salute. Il Gip Scapellato si è riservato e comunicherà a breve le proprie decisioni.
Nell’aula viene introdotto l’imprenditore Salvo Grillo Montagno. Ad attenderlo c’è il suo difensore di fiducia, avvocato Aldo Ganci. Anche l’imprenditore conferma la circostanza di aver ricevuto da parte dell’ingegnere Morello la raccomandazione per ingaggiare due giovani. “Noi li abbiamo convocati per fare il colloquio – ha detto Montagno – ma nessuno dei due si è presentato. Escludo che l’obiettivo dell’ingegnere Morello fosse quello di conseguire dei vantaggi di natura elettorale con l’assunzione di quei due ragazzi. Sentivo dire che Morello volesse candidarsi alle Amministrative autunnali per la elezione del sindaco di Augusta, ma erano delle voci che non ho approfondito. E comunque sia, l’ingegnere non ci ha dato l’autorizzazione per farci un favore o per ottenere l’assunzione di eventuali suoi raccomandati, ce l’ha data perché ci spettava. Noi abbiamo lavorato sodo per ottenere tutte le concessioni e abbiamo scrupolosamente osservato tutte le normative vigenti in materia di lavorazione e smaltimento dei rifiuti”. E ancora. “Ho letto che ci viene mossa l’accusa di truffa alla Regione Sicilia. Ma è una boutade. Sa perché signor giudice? Perché per ottenere l’ok dalla Regione ho personalmente emesso una fidejussione assicurativa sugli ottocentomila euro di finanziamento. La Regione era garantita al cento per cento. Con quella fidejussione assicurativa anche a voler pensare male che volessimo fare una truffa, la Regione non avrebbe perso neanche un euro perché poteva accendere in qualsiasi momento la fidejussione e l’assicurazione, volente o no, avrebbe dovuto pagare”. Salvo Montagno ha rigettato con fermezza le accuse, e il suo difensore, avvocato Aldo Ganci, ha colto la palla al volo per chiedere la revoca della misura in carcere o di sostituire l’attuale misura con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. Anche sulla richiesta dell’avvocato Ganci il Pubblico Ministero Pagano ha espresso parere favorevole perché non sarebbe più sussistente il pericolo della reiterazione dei reato, mentre per il pericolo dell’inquinamento delle prove ha chiesto il termine di un mese per aderire alla richiesta del difensore del Montagno in quanto i militari della Guardia di Finanza stanno ancora raccogliendo le dichiarazioni dei dipendenti della società Ecoman. Anche sulla richiesta dell’avvocato Aldo Ganci il Gip Scapellato si è riservato e comunicherà nei prossimi giorni le proprie determinazioni.
I soci di Salvo Grillo Montagno, ovvero Gianfranco Consiglio e Angelo Aloschi, difesi dagli avvocati Stefano Rametta e Francesco Favi, hanno risposto alle domande del Gip Scapellato e hanno entrambi respinto gli addebiti. Al termine degli interrogatori di garanzia, i due difensori non hanno presentato alcuna istanza di revoca della misura cautelare della custodia in carcere applicata dal Gip Scapellato ad Angelo Aloschi e Gianfranco Consiglio.
Le misure detentive sono state applicate a seguito di un’indagine di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza che, oltre a disvelare la ricorrenza di illecite condotte finalizzate allo sfruttamento della manodopera e all’illecita percezione di contributi pubblici, è altresì culminata con l’individuazione di fatti di corruzione.
Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, sviluppate con la collaborazione di personale del Nictas in servizio alla Procura della Repubblica, hanno in primis disvelato un generale contesto illecito, nell’ambito del quale sono state accertate reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso, viene contestato ai tre imprenditori arrestati, amministratori di fatto di una società operante nel settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti, di avere sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno.
Le attività investigative dispiegate, comprendenti anche intercettazioni telefoniche e riprese video sui luoghi di interesse, coniugate con le informazioni rese da alcuni lavoratori, hanno acclarato plurime condotte in violazione di legge. In particolare, è emerso che ai dipendenti sono stati corrisposti emolumenti con una tariffa oraria (4 euro) inferiore della metà rispetto a quella prevista dai contratti collettivi (8 euro), nonché agli stessi non sono state generalmente corrisposte le indennità di malattia, per il lavoro festivo e notturno e gli straordinari.
In sostanza, i tre imprenditori arrestati avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione, riposi, e le disposizioni che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, realizzando un notevole risparmio di spesa nella gestione dei costi di manodopera, beneficiando di un indebito vantaggio concorrenziale rispetto alle altre imprese operanti nello stesso settore.
Nel medesimo contesto d’indagine, è altresì emerso che la società Ecomac ha indebitamente ottenuto dalla Regione Siciliana un finanziamento a fondo perduto di circa ottocento mila euro, già erogato nella misura del 40%, per la costruzione, in Augusta, di una nuova piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi.
Per avere la sovvenzione, gli indagati hanno rappresentato agli organi competenti una situazione artificiosa della realtà, dichiarando di osservare gli obblighi dei contratti collettivi nazionali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi dei lavoratori, condizioni necessarie per l’ammissione la beneficio, inducendo, in tal modo, in errore l’ente territoriale sulla sussistenza del diritto alla sovvenzione.
Le evidenze d’indagine rilevano che la società al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando pubblico non aveva i requisiti di ammissibilità per beneficiare dei contributi pubblici in questione.
Inoltre, per l’attivazione del nuovo impianto di Augusta, Salvo Grillo Montagno, a nome della Ecomac, ha dovuto richiedere una specifica autorizzazione a svolgere l’attività di recupero e riciclo dei rifiuti al “Libero Consorzio Comunale di Siracusa”. In tale ambito è emerso che l’autorizzazione è stata rilasciata dall’ingegnere Domenico Morello, dirigente del “X Settore Territorio e Ambiente” una volta raccolto l’impegno ovvero la promessa che i gestori della società lo avrebbero “remunerato” con l’assunzione di due persone che gli stavano a cuore.
Infine è stato disposto il sequestro della somma di euro 318.620, percepita indebitamente in danno della Regione Siciliana, da eseguirsi, in via diretta e per equivalente, nei confronti della società e dei tre amministratori di fatto arrestati.

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