Rinviato al 27 luglio l’incidente probatorio per sentire il ladro di agrumi scampato alla morte

Siracusa. Per l’impedimento del difensore di Gregorio Signorelli, il ladro di agrumi scampato alla morte mentre i suoi due compagni furono trucidati a colpi di fucile da due guardiani campestri, il Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco si è visto costretto a rinviare al prossimo 27 luglio l’incidente probatorio richiesto dal Pubblico Ministero Andrea Palmieri per raccogliere le dichiarazioni del testimone oculare del duplice omicidio di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti. Del duplice omicidio sono accusati Giuseppe Sallemi e Luciano Giammellaro che, inoltre, debbono rispondere anche del tentato omicidio di Gregorio Signorelli.
Il 27 luglio, quindi, nell’aula della Corte d’Assise, dovranno ritornare i due guardiani campestri e i loro difensori avvocato Franco Passanisi e avvocato Davide Giuseppe Giugno, nonché le parti offese Mario Casella, fratello di Massimiliano Casella, ucciso a fucilate dai due guardiani, assistito dall’avvocato Pierpaolo Montalto; Loredana Casella, sorella di Massimiliano Casella, assistita dall’avvocato Fabio Presenti; Carmela Salvatrice Zuccaro, sorella di Vincenzo Agatino Saraniti, il secondo morto ammazzato, assistita dall’avvocato Rossana Scibetta; Giuseppe Agatino Zuccaro, assistito dall’avvocato Emiliano Bordone. Ma soprattutto dovrà ritornare il testimone oculare del duplice omicidio, Gregorio Signorelli, assistito dall’avvocato Paola Lopresti. Il Signorelli in questo procedimento è parte offesa per il tentato omicidio commesso ai suoi danni dai due guardiani campestri e di indagato per il reato di furto aggravato di agrumi.
Il sopravvissuto Gregorio Signorelli, e i due morti ammazzati Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, vennero sorpresi la notte del 17 febbraio scorso, all’interno di un giardino di agrumi di contrada Xirumi, in territorio di Lentini, dai due indagati che, dopo averli invitati a uscire dal fondo agricolo, reagirono alle minacce dei tre ladri, esplodendo al loro indirizzo numerosi colpi di fucile. Dopo il ricovero in ospedale di Gregorio Signorelli e il ritrovamento dei corpi di Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti venne fermato dagli investigatori della Squadra Mobile di Catania e Siracusa e del Commissariato di Lentini il custode Giuseppe Sallemi in quanto si pensava che fosse stato lui solo a colpire alla schiena, mentre tentavano di fuggire, Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti, e di avere ridotto a mal partito Gregorio Signorelli. Quest’ultimo, però, appena le sue condizioni di salute glielo permisero, rivelò agli investigatori che oltre al Sallemi aveva esploso dei colpi di fucile sia contro di lui che contro i suoi due compagni il Giammellaro. Per cui, sulla base della chiamata in reità di Gregorio Signorelli, il Pubblico Ministero Andrea Palmieri ordinava il fermo giudiziario anche di Luciano Giammellaro, e di rinchiuderlo in carcere con le medesime accuse mosse al guardiano del fondo agricolo di contrada Xirumi.
Gregorio Signorelli ha dichiarato che la persona che la notte tra il 9 e il 10 febbraio si trovava in compagnia del guardiano Giuseppe Sallemi, era l’anziano Luciano Giammellaro, da lui personalmente visto mentre imbracciava il fucile e faceva fuoco contro di lui e i suoi due compagni. A seguito delle convincenti dichiarazioni di Gregorio Signorelli, gli agenti della Squadra Mobile di Siracusa e del Commissariato di Lentini, su delega del Pubblico Ministero Andrea Palmieri, hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nella notte del 16 febbraio a carico di Luciano Giammellaro, 71 anni, in quanto gravemente indiziato degli omicidi volontari di Massimiliano Nunzio Casella, 47 anni, e Vincenzo Agatino Saraniti, 19 anni, del tentato omicidio di Gregorio Signorelli, 36 anni, nonché di porto in luogo pubblico di arma comune da sparo, in concorso con Giuseppe Sallemi, 42 anni.
Il sopravvissuto ha ammesso che lui e i suoi due compagni si sono recati in quel giardino di agrumi per rubare arance e mandarini. Signorelli ha riferito che già avevano raccolto un ingente quantitativo di agrumi quando, improvvisamente, è sopraggiunto il Sallemi che ha intimato ai tre ladri di abbandonare immediatamente il fondo agricolo. Uno dei ladri avrebbe minacciato il guardiano dicendogli “Stanotte tu morirai” e, a quel punto, il Sallemi avrebbe preso il fucile e fatto fuoco contro gli autori del furto. I tre ladri si sono dati a precipitosa fuga ma sono stati inseguiti per un tratto di strada dal Sallemi e dal Giammellaro, che, li hanno riempiti di pallini di piombo, alla schiena, uccidendo Massimiliano Nunzio Casella e Vincenzo Agatino Saraniti. Gregorio Signorelli, pur essendo stato ferito dalle fucilate, ha continuato a correre e a distanziare i due guardiani campestri, per poi barcollare a terra in una pozza di sangue. Per sua fortuna è transitato in quella contrada un bracciante che lo ha soccorso e trasportato all’ospedale.

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