Francofonte, vittima di abusi sessuali accusa il patrigno e il fratello e chiama altri due ragazzi

Francofonte. Al Tribunale dei Minori di Catania ha avuto luogo l’incidente probatorio per l’esame di una bambina, vittima di abusi sessuali sia da parte del patrigno che dal proprio fratello. All’incidente probatorio sono interessati sia il Gip del Tribunale dei Minori per il fratello della vittima che all’epoca dei fatti era minore degli anni diciotto sia il Gip Alligo del Tribunale di Siracusa per il patrigno della parte offesa. La ragazza, che oggi ha 12 anni, ha confermato le accuse sia contro il patrigno sia contro il proprio fratello, da lei definito “il mio fratellastro”. Ma non solo. La vittima degli abusi sessuali chiama in causa altri due ragazzi di Francofonte con i quali ha avuto rapporti sessuali. Gli incontri sessuali – ha detto la vittima – sono avvenuti quando era ancora in vita la madre e, successivamente, alla sua morte per un male incurabile. Mia mamma era cieca e mentre lavava i piatti e le stoviglie suo marito anch’egli cieco, mi portava in camera da letto e facevamo sesso. La bambina ha risposto a tutte le domanda da una stanza separata dall’aula in cui si svolgeva l’incidente probatorio. E ha raccontato che gli abusi sessuali sono andati avanti dal 26 luglio 2014 fino al 31 ottobre 2017. Quando la vittima trovò il coraggio di riferire ad una zia materna gli abusi sessuali di cui era vittima ad opera del patrigno e del proprio fratello, all’epoca dei fatti minorenne ed un anno fa divenuto un uomo. La bambina era divenuta la bambola del desiderio del patrigno, del proprio fratellino e di quegli altri due ragazzini di Francofonte oggi da lei accusati di violenza sessuale.
La bruttissima storia ha avuto come location la stanza da letto della madre naturale e del suo secondo marito. In seguito al decesso della madre, la bambina si è confidata cla zia materna, che ha riferito i fatti ai Carabinieri e ai magistrati sia della Procura dei Minori di Catania sia della Procura della Repubblica di Siracusa. A Catania risulta indagato il fratello della dodicenne, mentre a Siracusa l’indagato è il patrigno. I due indagati sono difesi entrambi dall’avvocato Antonella Schepis.
La Procura della Repubblica di Siracusa, alcune settimane addietro, ha avanzato richiesta di rinvio a giudizio per rispondere di violenza sessuale continuata e aggravata nei confronti del patrigno della vittima. Lui nega gli addebiti. Il nuovo Gip in servizio al Tribunale di Siracusa arriva da Messina e si chiama Francesco Alligo. Il quale, accogliendo la richiesta dell’avvocato Antonella Schepis, si è recato a Catania per partecipare all’incidente probatorio che aveva fissato il 1° luglio la sua collega Gip del Tribunale dei Minori per il procedimento intentato contro il fratello della vittima degli abusi sessuali.
La squallida storia di Francofonte ha avuto inizio nell’estate del 2014 due anni prima della precoce morte della madre della bambina. La madre, separatasi dal primo marito con cui aveva concepito due figli, si era poi risposata con l’uomo oggi alla sbarra per avere commesso le violenze sessuali sulla bimba. Alla sua morte, i suoi due figli rimasero con il patrigno, anche perchè non rivendicati dal vero padre. Che soltanto a seguito dello scandalo si è ripreso la figlia, annunciando la costituzione di parte civile contro l’uomo presunto autore del reato degli abusi sessuali.

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