Il Gip lascia in carcere Morello e Montagno ma dà a entrambi la speranza di ottenere i domiciliari

Siracusa. Il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato ha sciolto la riserva sulle istanze di concessione degli arresti domiciliari all’ingegnere Domenico Morello e all’imprenditore Salvo Grillo Montagno. Alle istanze dell’avvocato Beniamino D’Augusta per Morello e dell’avvocato Aldo Ganci per Montagno il Gip ha detto no alla sostituzione della misura cautelare della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari, per cui sia il dirigente del Libero Consorzio Comunale di Siracusa sia l’amministratore di fatto della società Ecomac Smaltimenti Srl dovranno rassegnarsi a rimanere chiusi nelle celle che occupano nella Casa Circondariale di Gela. Tuttavia arrestati e detenuti possono piangere con un occhio in quanto il Gip Scapellato ha dato la speranza all’ingegnere Morello e all’imprenditore Montagno di poter ottenere a breve gli arresti domiciliari. Per il dirigente dell’ex Provincia regionale ci sono alte probabilità che possa fare rientro nella sua abitazione di Augusta immediatamente dopo il consulto medico cui verrà sottoposto da un medico legale nominato dal Gip. Il perito nominato dal Gip si recherà il 9 luglio nella Casa Circondariale di Gela per verificare le sue condizioni di salute se siano compatibili con l’ambiente carcerario. Nel caso in dovessero risultare incompatibili con l’ambiente carcerario l’ingegnere Domenico Morello dovrebbe lasciare immediatamente il carcere di Gela e fare ritorno presso la propria famiglia per farsi curare dal suo medico curante, che sa perfettamente quali sono le patologie di cui è sofferente. Per quanto riguarda l’imprenditore Salvo Grillo Montagno il Gip Scapellato ha detto che tra un mese potrà essere ammesso al beneficio degli arresti domiciliari, come da parere condizionato espresso dal Pubblico Ministero Tommaso Pagano. Nel suo provvedimento, il Gip Scapellato afferma che “le risultanze dell’interrogatorio di garanzia non hanno smentito l’ipotesi accusatoria, ovvero che l’indagato quale amministratore della Ecomac Smaltimenti Srl ha concorso a sfruttare i lavoratori dipendenti, a truffare la Regione Siciliana per ottenere indebitamente un finanziamento pubblico e a concludere un accordo corruttivo con il pubblico ufficiale che aveva autorizzato l’apertura di un nuovo impianto della società. Per il Gip il Montagno ha negato di ricoprire la carica di amministratore di fatto ma le sue dichiarazioni sono state smentite dal proprio cognato Gianfranco Consiglio, anche lui ospite della Casa Circondariale di Gela. A parere del Gip permangono i gravi indizi di reità e soprattutto persiste il pericolo “che l’indagato possa ancora condizionare il contenuto delle dichiarazioni dei lavoratori dipendenti, in ordine alle condizioni di sfruttamento, prima della loro audizione dinanzi al Pubblico Ministero. Per questi motivi fissa in 30 giorni il termine per la scadenza delle indagini”. In parole povere, una volta che il Pubblico Ministero avrà interrogato tutti i dipendenti della Ecomac Smaltimenti Srl l’imprenditore Salvo Grillo Montagno potrà lasciare il carcere per gli arresti domiciliari.
I difensori del funzionario ex Provincia Regionale e dell’amministratore dell’Ecomac Smaltimenti Srl non sono soddisfatti delle decisioni del Gip Scapellato e annunciano che nelle prossime ore presenteranno istanza al Tribunale del Riesame di Catania per ottenere l’immediata scarcerazione dell’ingegnere Domenico Morello e dell’imprenditore Salvo Grillo Montagno. Anche i difensori di Gianfranco Consiglio e Angelo Aloschi, avvocati Stefano Rametta e Francesco Favi hanno annunciato che stanno per presentare istanza al Tribunale del Riesame di Catania per ottenere la revoca della misura cautelare della custodia in carcere.
Le misure detentive sono state applicate a seguito di un’indagine di polizia economico – finanziaria della Guardia di Finanza che, oltre a disvelare la ricorrenza di illecite condotte finalizzate allo sfruttamento della manodopera e all’illecita percezione di contributi pubblici, è altresì culminata con l’individuazione di fatti di corruzione.
Le investigazioni condotte dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, sviluppate con la collaborazione di personale del Nictas in servizio alla Procura della Repubblica, hanno in primis disvelato un generale contesto illecito, nell’ambito del quale sono state accertate reiterate violazioni alle disposizioni di legge in materia di retribuzione dei lavoratori e a tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. In tal senso, viene contestato ai tre imprenditori arrestati, amministratori di fatto di una società operante nel settore dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti, di avere sottoposto i dipendenti a condizioni di sfruttamento, approfittando del loro stato di bisogno.
Le attività investigative dispiegate, comprendenti anche intercettazioni telefoniche e riprese video sui luoghi di interesse, coniugate con le informazioni rese da alcuni lavoratori, hanno acclarato plurime condotte in violazione di legge. In particolare, è emerso che ai dipendenti sono stati corrisposti emolumenti con una tariffa oraria (4 euro) inferiore della metà rispetto a quella prevista dai contratti collettivi (8 euro), nonché agli stessi non sono state generalmente corrisposte le indennità di malattia, per il lavoro festivo e notturno e gli straordinari.
In sostanza, i tre imprenditori arrestati avrebbero dolosamente violato le norme del contratto collettivo di categoria in materia di retribuzione, riposi, e le disposizioni che tutelano la salute e la sicurezza sul lavoro dei dipendenti, realizzando un notevole risparmio di spesa nella gestione dei costi di manodopera, beneficiando di un indebito vantaggio concorrenziale rispetto alle altre imprese operanti nello stesso settore.
Nel medesimo contesto d’indagine, è altresì emerso che la società Ecomac ha indebitamente ottenuto dalla Regione Siciliana un finanziamento a fondo perduto di circa ottocento mila euro, già erogato nella misura del 40%, per la costruzione, in Augusta, di una nuova piattaforma per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi.
Per avere la sovvenzione, gli indagati hanno rappresentato agli organi competenti una situazione artificiosa della realtà, dichiarando di osservare gli obblighi dei contratti collettivi nazionali e di rispettare le norme sul contrasto al lavoro irregolare e sui riposi dei lavoratori, condizioni necessarie per l’ammissione la beneficio, inducendo, in tal modo, in errore l’ente territoriale sulla sussistenza del diritto alla sovvenzione.
Le evidenze d’indagine rilevano che la società al momento della presentazione della domanda di partecipazione al bando pubblico non aveva i requisiti di ammissibilità per beneficiare dei contributi pubblici in questione.
Inoltre, per l’attivazione del nuovo impianto di Augusta, Salvo Grillo Montagno, a nome della Ecomac, ha dovuto richiedere una specifica autorizzazione a svolgere l’attività di recupero e riciclo dei rifiuti al “Libero Consorzio Comunale di Siracusa”. In tale ambito è emerso che l’autorizzazione è stata rilasciata dall’ingegnere Domenico Morello, dirigente del “X Settore Territorio e Ambiente” una volta raccolto l’impegno ovvero la promessa che i gestori della società lo avrebbero “remunerato” con l’assunzione di due persone che gli stavano a cuore.
Infine è stato disposto il sequestro della somma di euro 318.620, percepita indebitamente in danno della Regione Siciliana, da eseguirsi, in via diretta e per equivalente, nei confronti della società e dei tre amministratori di fatto arrestati.

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