Per la seconda volta la Cassazione annulla il sequestro del Centro Commerciale di Rita Frontino

Siracusa. I difensori dell’imprenditrice Rita Frontino, avvocato Alberto Gullino e avvocato Mario Fiaccavento, hanno chiesto ai giudici del Tribunale di Siracusa (presidente, Carla Frau; a latere, Antonella Coniglio e Liborio Mazziotta) di annullare il decreto di sequestro del Centro Commerciale di Open Land o, in subordine, di volerlo ridurre rispetto alla somma di trentacinque milioni di euro fissati dal Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco. Già un anno fa gli avvocati Gullino e Fiaccavento avevano chiesto al Tribunale di Siracusa di annullare il decreto di sequestro o di ridurre la somma che da 35 milioni di euro era stata portata a 25 milioni, ma quel Collegio penale del giovedì, presieduto dal giudice civile Ornella D’Orazi, aveva rigettato la richiesta e confermato il decreto a firma del Gip Migneco. Contro quell’ordinanza i difensori della dottoressa Rita Frontino hanno presentato ricorso e la Suprema Corte ha dato loro ragione, annullando il provvedimento di convalida del sequestro del Centro commerciale con rinvio innanzi ad un nuovo Collegio Penale del Tribunale di Siracusa, difformemente composto. La Corte di Cassazione ha annullato l’ordinanza del Tribunale Penale di Siracusa, i cui estensori sono stati i giudici Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri, per vari motivi ma sostanzialmente perché non si è individuato il prodotto del reato. Da qui la richiesta della Difesa dell’imprenditrice Rita Frontino, che per questa storia della costruzione del centro commerciale è alla sbarra per rispondere di quattro ipotesi di bancarotta fraudolenta e ha soggiornato al carcere di Piazza Lanza, a Catania, per un lungo periodo di carcerazione preventiva, volta ad ottenere l’annullamento del decreto di sequestro o, in subordine, la riduzione della somma ai minimi del consentito. Analoga richiesta è stata avanzata dall’avvocato Corrado Adernò che difende la signora Rosa Giblisco, socia in affari della Frontino.
Il Pubblico Ministero Salvatore Grillo si è opposto alla richiesta di dissequestro del centro commerciale proponendo la nomina di commissari giudiziari perché possano fissare l’esatto valore dei , ed il Collegio si è riservato di dare nelle prossime settimane la risposta sia sulle richieste della Difesa che su quelle del rappresentante della pubblica accusa.
La Frontino, che dopo essere stata scarcerata si è trasferita a Roma, è imputata sia per le quattro ipotesi di bancarotta fraudolenta innanzi al Tribunale Penale sia per una serie impressionante di truffe ai danni delle aziende che hanno realizzato il centro commerciale di Viale Epipoli, davanti al Giudice Monocratico Franco Scollo. In entrambi i processi il magistrato che sostiene l’accusa è il sostituto procuratore Salvatore Grillo (inizialmente lo affiancava il suo collega Pubblico Ministero Davide Lucignani, che poi ha lasciato la Procura di Siracusa per prendere servizio alla Procura della Repubblica di Asti), mentre il Collegio di Difesa è rappresentato dagli avvocati Alberto Gullino e Mario Fiaccavento.
Le indagini che portarono il Giudice delle indagini preliminari Anna Pappalardo a emettere l’ordinanza cautelare di applicazione della misura della custodia in carcere contro l’imprenditrice Rita Frontino, sono state condotte dai militari della Guardia di Finanza di Palermo e di Siracusa. Gli stessi finanzieri hanno eseguito poi le ordinanze cautelari agli arresti domiciliari disposte dal Gip Pappalardo nei confronti degli amministratori-prestanome della fallita società Codaf, Davide Venezia e Alfredo Sapienza e della titolare di una società immobiliare Rosa Gibilisco.

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