Arrestato due volte dalle Fiamme Gialle: prima per tentato furto di un’auto, dopo per evasione

Siracusa. In meno di sette giorni i finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa hanno arrestato, per tentato furto aggravato e per evasione dagli arresti domiciliari il quarantanovenne Fabiano Garofalo, residente a Siracusa. L’uomo, lo scorso 30 giugno, è stato beccato mentre era intento a rubare un’autovettura parcheggiata in Viale Santa Panagia.
I finanzieri della locale Compagnia hanno sorpreso, in pieno giorno, il Garofalo mentre armeggiava all’interno di una Toyota Yaris, nel cui abitacolo si era introdotto dopo aver infranto il finestrino posteriore. I finanzieri sono arrivati nel momento in cui il ladro stava cercando di accendere la vettura per darsi alla fuga.
Nei confronti dell’uomo, arrestato in stato di flagranza, è stata eseguita anche una perquisizione personale: nel corso delle operazioni è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro un cacciavite utilizzato verosimilmente per l’effrazione del finestrino della Toyota Yaris.
Al termine delle attività di polizia, Fabiano Garofalo, su disposizione del sostituto procuratore Andrea Palmieri, è stato condotto presso la propria abitazione e posto al regime cautelare degli arresti domiciliari. E 24 ore dopo, l’uomo è stato condotto al Palazzo di giustizia perché il pubblico ministero Palmieri aveva disposto il processo per direttissima, che si è poi svolto innanzi al Giudice Monocratico Federica Piccione. Assistito dall’avvocato Sabrina Girotti, il Garofalo ha ammesso gli addebiti e il Giudice Monocratico ha convalidato l’arresto e gli applicato, come richiesto dal rappresentante della pubblica accusa, gli arresti domiciliari.
Ma dopo pochi giorni i finanzieri che si sono recati nella sua abitazione per verificare se stesse rispettando gli arresti domiciliari non lo hanno trovato per cui hanno iniziato a cercarlo. Ma poco dopo il Garofalo è stato visto mentre rientrava nella sua abitazione e i finanzieri gli hanno contestato il reato di evasione dai domiciliari. I militari hanno immediatamente informato il magistrato di turno alla Procura della Repubblica, spiegandogli che il Garofalo adduceva di essersi visto costretto ad allontanarsi dalla propria abitazione perché era stato aggredito da violenti dolori. Fabiano Garofalo ha esibito un’autorizzazione rilasciatagli dal Giudice che gli permetteva di uscire nei giorni di martedì, giovedì e sabato per recarsi dal medico curante per farsi controllare. Quando è stato assalito dal dolori era un lunedì per cui l’autorizzazione non aveva alcun valore. Ma il Pubblico Ministero Carlo Enea Parodi ha capito che il Garofalo non era evaso per un suo capriccio ma per gravi motivi di salute e ha dato ordine ai finanzieri di riaccompagnare il detenuto nella sua abitazione come impostogli alla precedente misura cautelare degli arresti domiciliari applicatagli dal Giudice Monocratico Federica Piccione per il reato di tentato furto aggravato.
Lo stesso Pubblico Ministero l’indomani mattina ha inviato al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco la richiesta di convalida dell’arresto ma senza l’applicazione di alcuna misura cautelare. E come richiesto dal Pubblico Ministero Parodi è stato così deciso all’udienza di convalida svoltasi innanzi al Gip Andrea Migneco, due giorni dopo dall’evasione per gravi motivi di salute del Garofalo. Lui non è stato nemmeno citato, presente all’udienza di convalida c’è il suo difensore di fiducia, avvocato Sabrina Girotti.

CONDIVIDI