Il leader di Progetto Siracusa invita i consiglieri comunali a proporre idee su come rientrare al Vermexio

Siracusa. Sul banco degli imputati c’è la norma della legge elettorale regionale, meglio nota come la “salva Orlando”, l’attuale sindaco di Palermo. E’ la norma che anziché prevedere la decadenza sia del Sindaco che del Consiglio comunale ha introdotto il sistema di punire coloro che si oppongono al capo dell’Amministrazione Comunale. Infatti, con la “salva Orlando”, in caso di mancata approvazione del bilancio presentato dal Sindaco sono decaduti dalla carica i consiglieri comunali. Una stravagante legge, che a quanto pare è in vigore soltanto in Sicilia mentre in tutte le altre regioni italiane vige il principio democratico che debbono decadere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Adesso alcuni consiglieri comunali hanno deciso di reagire alla cosiddetta norma antidemocratica “salva Orlando” rivolgendosi al Tribunale Amministrativo di Catania e il Sindaco Francesco Italia, anziché dare la sua solidarietà e spronarli ad andare avanti nella battaglia giudiziaria, ha deliberato un finanziamento di diecimila euro per coprire le spese di onorario di un avvocato di Rosolini cui è stato dato incarico di opporsi al reintegro dei consiglieri comunali nel civico consesso. Insomma qui è in gioco la democrazia e questa norma della legge elettorale in vigore soltanto in Sicilia non va a braccetto con la democrazia, ma sembra una norma che sia stata votata in un regime totalitario. Sorprende che il presidente della Regione Siciliana onorevole Nello Musumeci non sia sceso in campo al fianco dei consiglieri comunali di Siracusa. Ed è il capo di un movimento politico che si chiama “E’ Bellissima”, che si ispira agli ideali di Fratelli d’Italia, il partito guidato dalla giornalista Giorgia Meloni.
I consiglieri comunali, che non godono del sostegno dei partiti dell’attuale governo giallorosso guidato dal presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, secondo quanto scrive in un invito pubblico l’avvocato Ezechia Paolo Reale, l’uomo che oltre a perdere la carica di sindaco di Siracusa ha pure perso quella di consigliere comunale, avrebbero dato incarico al leader di Progetto Siracusa di organizzare un incontro per trovare un’intesa attraverso la quale avviare una battaglia che possa fare cancellare la famigerata norma “salva Orlando” e consentire ai consiglieri comunali di rientrare a Palazzo Vermexio. “Cari colleghi – scrive l’avvocato Ezechia Paolo Reale nell’invito – con molti di voi abbiamo condiviso l’idea di ridare vita ad un confronto democratico che lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale, a mio avviso sotto tanti profili censurabile, rende oggi sterile, se non impossibile, a danno della collettività che in larga parte ha interamente perso la propria rappresentanza all’interno delle istituzioni. Prescindendo da ogni valutazione politica o giuridica abbiamo, quindi, pensato, ripercorrendo in parte esperienze di altri paesi europei, di provare a dare vita ad una forma particolare di democrazia diretta, costituita da semplici cittadini che, però, posseggono una indubbia legittimazione popolare derivante dai voti da loro conseguiti durante le ultime elezioni amministrative, auspicabilmente coadiuvati da tecnici e soggetti competenti che vogliano offrire il proprio contributo disinteressato al dibattito sulle decisioni concrete da adottare nell’interesse della città, oggi riservate esclusivamente a rappresentanti di una parte certamente minoritaria della città. Per dare concretezza alle nostre idee condivise ho quindi chiesto i locali dell’Urban Center per il prossimo mercoledì 15 luglio alle ore 17,30 per un incontro nel quale confrontarci e definire le modalità di attuazione di questo modello sperimentale di democrazia spontanea al quale siamo costretti dalla anomala situazione contingente, ma che conserva aspetti di novità e di interesse che riducono lo scioglimento del Consiglio Comunale ad un semplice, e per me ingiusto, presupposto di fatto per un modo diverso di continuare a svolgere il servizio alla città in base al mandato che avevamo ricevuto dai nostri concittadini. L’iniziativa, ci tengo a ribadirlo, non è mia, ma di tutti coloro che ci credono, a partire da chi tra di noi ha attivato le azioni giudiziarie necessarie a contrastare gli effetti di una legge sciocca ed illiberale che costituisce una vergogna per ogni corretto sentimento democratico. Io mi sono limitato, nell’interesse comune, a porre in essere gli adempimenti esecutivi per poterci riunire ed affrontare questo grande tema e questa nuova sfida. Sono certo che ci ritroveremo mercoledì in numero sufficiente per poter dire che la città avrà una nuova, pur se non istituzionale, forma di rappresentanza democratica che potrà offrire contributi significativi alle decisioni rilevanti per la vita della nostra città”.

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