Il Riesame dispone gli arresti domiciliari con il braccialetto per Massimiliano Mancarella

Catania. Il Tribunale del Riesame di Catania ha accolto l’istanza presentata dagli avvocati Puccio Forestiere e Junio Celesti e ha concesso il beneficio degli arresti domiciliari al siracusano Massimiliano Mancarella, 44 anni, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Mancarella è stato condannato dalla Corte d’Appello di Catania alla pena di cinque anni di reclusione per detenzione ai fini di spaccio di ottocento grammi di marijuana. Al processo di primo grado, svoltosi innanzi ai giudici del Collegio del Giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Nicoletta Rusconi e Alfredo Spitaleri) Mancarella venne condannato a sei anni e otto mesi di reclusione in quanto riconosciuto colpevole di detenzione di ottocento grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana e di possesso illegale di una pistola. I giudici della Corte d’Appello, invece, per il possesso della pistola hanno assolto il Mancarella. Nell’attesa del deposito della motivazione della sentenza, i difensori di Massimiliano Mancarella hanno giocato la mossa di chiedere al Tribunale del Riesame di sostituire la misura cautelare della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. I giudici del Riesame hanno detto sì alla sostituzione della misura della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari ma per evitare che l’imputato potesse darsi alla fuga hanno disposto che la società telefonica della Tim dovrà applicargli un braccialetto elettronico. E, inoltre, hanno disposto che fino a quando la Tim non gli applicherà il braccialetto Massimiliano Mancarella non potrà assolutamente uscire dal carcere in cui è attualmente rinchiuso.
Massimiliano Mancarella, nonostante in primo e secondo grado è stato riconosciuto colpevole, continua a protestarsi innocente dei reati per i quali è stato arrestato dai Carabinieri.
I militari dell’Arma, a seguito di una perquisizione domiciliari, rinvennero dentro la casa del Mancarella ottocento grammi di marijuana e una pistola. Nell’abitazione del Mancarella i Carabinieri sorpresero anche Francesco Giuffrida, che, alla domanda come mai si trovasse in quella casa, rispose di essere stato lui a introdurre nell’abitazione del Mancarella l’ingente quantitativo di “erba” e la pistola. Accollandosi tutta la responsabilità Francesco Giuffrida cercò di scagionare il Mancarella ma i Carabinieri non gli credettero e arrestarono sia lui che Massimiliano Mancarella. A conclusione delle indagini preliminari Mancarella è stato rinviato a giudizio per essere processato con rito ordinario, mentre Francesco Giuffrida è stato giudicato in abbreviato e di conseguenza la sua posizione è stata stralciata da quella del Mancarella.
Il processo di primo grado si è concluso con la condanna del Mancarella a sei anni e otto mesi di reclusione. E’ andata un po’ meglio al processo di secondo grado in quanto i giudici della Corte d’Appello hanno assolto il Mancarella dal reato di detenzione illegale della pistola e gli hanno ridotto la pena a cinque anni di reclusione per il solo reato di detenzione illegale di ottocento grammi di marijuana. Anche i giudici della Corte d’Appello non hanno creduto alla versione del Mancarella che ha ripetuto, per l’ennesima volta, di avere fatto entrare nella propria abitazione il suo amico Francesco Giuffrida ma d’ignorare che quest’ultimo portasse con sé l’ingente quantitativo di “erba” e l’arma da sparo.
Mancarella, dopo la conclusione del processo di primo grado, si era visto tramutare la misura della custodia in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari. Il beneficio conseguito anziché indurlo a starsene tranquillo nella propria abitazione ebbe un effetto opposto nel Mancarella che, stupidamente, si fece sorprendere, nottetempo, ad un chilometro di distanza dalla sua casa. I giudici non gradirono e ordinarono di riportare in carcere il Mancarella. Adesso anche i giudici del Riesame hanno deciso di dargli la possibilità di godersi in famiglia il periodo di detenzione che lo separa da quello in cui dovrà ritornare in carcere per espiare la condanna inflittagli per il possesso dell’ingente quantitativo di marijuana ma, temendo che Mancarella possa ripetere l’errore commesso dopo la sentenza del processo di primo grado, hanno deciso di fargli applicare alle caviglie il braccialetto elettronico.
L’arresto del Mancarella e di Francesco Giuffrida, 34 anni, venne effettuato nella seconda decade del mese di agosto del 2018 dai Carabinieri del Comando provinciale di Viale Tica.

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