Il Teatro Stabile di Augusta mette in scena a Pedara un testo classico siciliano: ‘U Scialli

Pedara. Alloro fuori città per l’associazione “Teatro stabile di Augusta”, con Mauro Italia & C., che sono tornati in scena dopo il fermo per il Covid-19. “Si può ridere e piangere nello stesso momento in un coinvolgimento di emozioni uniche provocate da una storia intramontabile”, dice Mauro Italia . Questo è ciò che ha trasmesso il Teatro Stabile di Augusta, con ‘U Scialli. Dalla celebre narrazione di Francesca Sàbato Agnetta in scena al tensostatico estivo del Teatro Don Bosco di Pedara, con la regìa di Mauro Italia. La tragicommedia scorre fluida sotto gli occhi dello spettatore, in equilibrio tra risate scroscianti provocate dal protagonista e dalle lacrime di commozione riservate nel toccante finale a sorpresa, tragico epilogo di una storia fatta di valori sinceri soffocati da chi continua a gettarsi tra le braccia di un amore amore finto e passionale . “Tutto ciò si evince grazie alla bravura di una compagnia teatrale d’eccezione, colma di pathos, che solo chi vive con passione quest’arte può vantare di avere.”, osserva ancora Mauro, che ha rivisitato il testo di Sàbato Agnetta. Cola, magistralmente interpretato da Pippo Zanti, diventa l’emblema di una verità, spesso scomoda e che solo “u babbu do riuni“ può sfoggiare apertamente. Il suo cuore, che sprigiona affetto non è né immorale né malato, ma diretto e estremamente sincero come quello che prova per Sisidda, personaggio interpretato da Tiziana Lo Re, l’unica che non lo schernisce trattandolo come suo pari“. Cola si fa stendardo di quella verità e bontà di cuore che molto spesso viene trascurata e ignorata, trascurata da una società che mira all’apparenza e non a ciò che può dare realmente una persona.
Carla Baffo, abilmente invecchiata dal trucco di Matteo Ternullo, riveste in modo impeccabile il ruolo di Za’ Gati, mamma del protagonista, rappresenta ancora oggi quei sani principi che spesso, in virtù della corruzione e degli inganni, vengono abbandonato. Mauro Itali, è Gaetano, fratello di Cola, sopraffatto dalla bellezza superficiale di Vennira, nella scena Silvia Corbino, a discapito di quello puro e semplice che sua moglie Mara, interpretata da Ninetta Lavio, tenta incessantemente di donargli.
Grande la giostra di personaggi che si alternano sul palcoscenico, come l’attrice Giorgia Messina nel ruolo dell’ostessa indebitata che dà lavoro a Cola, che contribuiscono in modo significativo alla trama, come Santo Riffa che colora la figura dell’avvocato Mancia . Corradina Firrinceli interpreta la zia Nina in una drammatizzazione della classica majara di cultura siciliana particolarmente suggestiva, e poi Giovanni Spadaro che in un cameo fa traspare ironia e comicità. In scena “l’attor giovine” del Teatro Stabile di Augusta, Gabriele Vinci. La colonna sonora e i testi delle canzoni composte da Mauro Italia e Antonio Zappalà danno quel tono di sapore in più al lavoro della compagnia, anche in quella profonda e commovente “ninna nanna” di chiusura del primo atto eseguita con una passione unica dalla voce di Sabrina Russo e accompagnata dalle coreografie di Marinella Colizzi. Piano luci da brivido disegnate da Demetrio Morello di Loudness Italia, che hanno esaltato una scenografia d’incanto. Il tutto abilmente e con certosina attenzione coordinato da Francesca Finazzo ,suggeritrice del lavoro e Alessandra Casalaina. Le foto di scena cosi come quella della locandina sono di Fiorenzo Fiorenza.
M. S.

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