Riesumata e traslata al Cannizzaro di Catania la salma di Angelo De Simone: s’indaga per omicidio

Siracusa. Questa mattina, giovedì 30 luglio, al camposanto, i dipendenti dell’agenzia di pompe funebri Messina hanno dato esecuzione al decreto firmato dal Pubblico Ministero Gaetano Bono di estumulazione dal loculo della salma di Angelo De Simone e di trasportarla all’ospedale Cannizzaro di Catania per consegnarla al Dipartimento diagnostico per immagini delle Unità di Radiologia. La consegna della salma è avvenuta poco dopo le ore 15.
Per avere conferma sulle cause della morte, il Pubblico Ministero ha disposto l’estumulazione del corpo di Angelo De Simone che, dapprima, sarà sottoposto ad esame Tac e successivamente all’esame autoptico da parte del medico legale Giuseppe Ragazzi.
In base a tali accertamenti, che saranno effettuati nelle prossime ore, la Procura conta di trovare riscontri alle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Siracusa, con la positiva sinergia delle tre aliquote di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Dopo le dichiarazioni rese dal pentito Mattia Greco, che ha riferito che Angelo De Simone non si era suicidato ma era stato ucciso da due persone, una delle quali poi deceduta, il Pubblico Ministero Gaetano Bono, che ha ereditato il fascicolo dal collega Vincenzo Nitti, ritiene fondata l’ipotesi dell’omicidio volontario pluriaggravato anziché quella del suicidio, come inizialmente era stato classificato dal Pubblico Ministero Davide Lucignani che, per ben due volte, aveva inviato all’Ufficio del Gip la richiesta di archiviazione. La famiglia di Angelo De Simone non ha mai creduto al gesto autolesionistico commesso dal giovane, che all’epoca del ritrovamento del corpo aveva 27 anni, e ha dato mandato all’avvocato David Buscemi di opporsi all’archiviazione. Il giovane penalista ha prodotto gli elementi chiave per dare la corretta lettura sulla causa della morte di Angelo De Simone. Il corpo privo di vita di Angelo De Simone fu rinvenuto la sera del 16 febbraio 2016. Fu la madre a scoprire il corpo del figlio, sospeso per il collo nel cortile dell’abitazione di famiglia, nel quartiere del Bronx a Siracusa. Pur penzolante, entrambi i piedi dell’impiccato poggiavano a terra. Un caso anomalo per definirlo un suicidio.
Eppure gli agenti della Squadra Mobile non ebbero dubbi di alcun genere nel ritenere verosimile l’ipotesi del suicidio. L’ipotesi del gesto autolesionistico è stata però sempre rifiutata da amici e familiari del ragazzo che hanno sempre evidenziato come il De Simone non avesse mai mostrato intenti suicidari e, anzi, avesse programmato una serie di cose da fare nei giorni a seguire, non ultimo andare allo stadio a tifare per il suo amato Siracusa Calcio, all’epoca protagonista di un ottimo percorso nel campionato di Lega Pro.
Niente avrebbe fatto pensare al suicidio.
Tuttavia le indagini avviate nell’immediatezza dei fatti non avevano portato a nulla e così la Procura si era vista costretta a chiedere due volte l’archiviazione.
E per due volte il Gip, accogliendo le istanze dei familiari che non hanno mai creduto alla messinscena del suicidio, ha disposto il compimento di nuove indagini. Nel frattempo si è pentito Mattia Greco, arrestato dai Carabinieri nell’ambito dell’operazione antidroga “Tonnara” che, tra gli altri fatti riferiti alla Magistratura, ha pure parlato dell’uccisione di Angelo De Simone, indicando anche gli autori i cui nomi gli furono riferiti da un compagno di cella durante la carcerazione preventiva. Le dichiarazioni del pentito Greco sono risultate determinanti nella decisione del Giudice delle indagini preliminari Salvatore Palmeri per rigettare la richiesta di archiviazione che gli aveva inviato il Pubblico Ministero Davide Lucignani prima di trasferirsi alla Procura di Asti. Restituendo il fascicolo alla Procura con l’esplicita richiesta di disporre ulteriori e più approfonditi accertamenti il Gip Palmeri ha evitato che passasse per buona la messinscena messo in atto dagli autori dell’omicidio del povero Angelo De Simone.
Così, finalmente, le ultime investigazioni, dirette dal Sostituto Procuratore Gaetano Bono e coordinate dal Procuratore della Repubblica Sabrina Gambino, hanno portato non solo a scoprire come è stato ucciso Angelo De Simone, escludendo l’ipotesi suicidaria, ma a mettere gli inquirenti sulle tracce degli autori del fatto.
Sul punto gli inquirenti sono abbottonatissimi. Ammettono soltanto che nel registro degli indagati è stato scritto il nome di una persona accusata di omicidio volontario pluriaggravato.

CONDIVIDI