Augusta, i precari comunali sul filo del rasoio. Duro Di Mare: “Presi in giro donne e uomini”

Augusta. Sul delicatissimo tema dei dipendenti comunali precari, senza i quali, probabilmente, il Comune resterebbe bloccato in molti settori e, comunque, con scarsa funzionalità e con non poca inefficienza, ci è pervenuta questa note del conigliere comunale Peppe Di Mare, dura verso l’Amministrazione pentastellata: “Il 31 dicembre 2019 scorso ci avevano chiamati di corsa proprio l’ultimo giorno dell’anno chiedendoci di rinunciare ai termini di deposito di 20 giorni di studio per l’approvazione del consuntivo 2018 del Comune di Augusta, strumento fondamentale e di controllo per i consiglieri comunali perché necessario per “stabilizzare i precari del Comune”. Feste, applausi, foto, dietro quella richiesta fatta ai consiglieri comunali di rinunciare a esercitare un diritto/dovere perché essenziale alla “stabilizzazione” del personale precario, telefonate e incontri anche con quegli uomini e quelle donne che le amministrazioni per anni hanno illuso e utilizzato. Oggi l’ennesima prova di un’amministrazione inadatta al ruolo: basterebbe leggere quel verbale del consiglio comunale del 31/12/2019 per mostrare definitivamente il volto di un “teatrino dell’incapacità e dell’immobilismo” che oggi appare ancora una volta di una evidenza imbarazzante. Presi in giro tutti gli uomini e le donne che aspettano l’agognata stabilizzazione e a cui era stato detto che tutto era pronto e che non servivano altri atti. Adesso magari il 15 agosto, ci chiederanno di rinunciare al nostro compito di amministratori di controllare i bilanci del Comune, ci diranno di non fare alcun dibattito sul punto come il 31/12/2019, ci metteranno pressione e diranno che spetta ai consiglieri comunali a poche settimane dalla competizione elettorale e ripartiranno telefonate e incontri.
Probabilmente l’obiettivo di qualcuno è quello di fare la campagna elettorale sulla “pelle dei precari”, metodo già conosciuto di pressione elettorale, su questa vicenda informerò tutti gli organi deputati, arrivare a un mese dalle elezioni con questo stato delle cose manifesta la malafede di chi disperato spera e pensa di ottenere consenso gestendo il potere come nelle peggiori amministrazioni.”
Fin qui Peppe Di Mare. Si attendono reazioni.
M.S.

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