Catania, già fatta la Tac, lunedì mattina sarà effettuata l’autopsia sul cadavere di Angelo De Simone

Catania. I sanitari del Dipartimento diagnostico per immagini delle Unità di Radiologia dell’ospedale Cannizzaro hanno già effettuato la Tac sul cadavere di Angelo De Simone. Lunedì mattina 3 agosto, all’obitorio del nosocomio del capoluogo etneo il medico legale Giuseppe Ragazzi, nominato dal Pubblico Ministero Gaetano Bono, effettuerà l’autopsia sul cadavere del giovane siracusano, la cui morte inizialmente era stata classificata come suicidio per impiccagione e adesso sostituita come morte per omicidio volontario pluriaggravato.
E’ stato il Pubblico Ministero Bono, dopo aver ereditato il fascicolo dal collega Vincenzo Nitti che a sua volta lo aveva preso in carico dal sostituto procuratore Davide Lucignani che per due volte si era vista rigettare dal Gup la richiesta di archiviazione, ad avere ordinato l’estumulazione del corpo di Angelo De Simone affinché venisse sottoposto all’esame della Tac e successivamente all’esame autoptico da parte del medico legale Giuseppe Ragazzi di Catania.
Come disposto dal Gip Salvatore Palmeri, nel rigettare la richiesta di archiviazione del Pubblico Ministero Davide Lucignani, le nuove indagini richieste dal giudice puntano ad accertare la sussistenza dell’ipotesi delittuosa di omicidio volontario pluriaggravato e la veridicità del racconto fatto agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Mattia Greco, che sostiene che il suicidio per impiccagione è stato messo in scena dalle due persone che hanno assassinato il malcapitato Angelo De Simone, all’epoca della morte di 27 anni. Il pentito Mattia Greco, che agli inquirenti ha riferito di avere appreso le notizie sull’uccisione di Angelo De Simone da un compagno di cella, mentre entrambi si trovavano detenuti nella Casa Circondariale di Cavadonna, ha detto che il suo confidente gli disse che la causale del delitto va ricercata nel mancato pagamento di una partita di droga e ha rivelato i nomi dei due autori dell’omicidio. Mattia Greco ha anche puntualizzato di non aver potuto approfondire la notizia ricevuta in confidenza dal compagno di detenzione, anche lui un arrestato nell’ambito dell’operazione antidroga Bronx, in quanto in casi come un omicidio è sempre conveniente non porre delle domande per non dare l’impressione di voler raccogliere delle informazioni su dei reati da poi utilizzare nel caso in cui si diventa collaboratori di giustizia. Però sulla messa in scena del suicidio per impiccagione, sulla causale e sui nomi dei due assassini Mattia Greco ha memorizzato tutto e il giorno in cui ha mandato a chiamare i magistrati della Dda di Catania per rivelare la sua intenzione di voler collaborare con la giustizia ha vuotato il sacco, chiamando in casa sia l’uomo che gli fece la confidenza sia i due autori dell’omicidio di Angelo De Simone.
Con la Tac e l’autopsia, la Procura conta di trovare riscontri alle indagini condotte dalla Squadra Mobile di Siracusa e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Siracusa, con la positiva sinergia delle tre aliquote di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Il corpo privo di vita di Angelo De Simone fu rinvenuto la sera del 16 febbraio 2016. Fu la madre a scoprire il corpo del figlio, sospeso per il collo nel cortile dell’abitazione di famiglia, nel quartiere del Bronx a Siracusa. Pur penzolante, entrambi i piedi dell’impiccato poggiavano a terra. Un caso anomalo pe definirlo un suicidio.
Eppure gli agenti della Squadra Mobile non ebbero dubbi di alcun genere nel ritenere verosimile l’ipotesi del suicidio. L’ipotesi del gesto autolesionistico è stata però sempre rifiutata da amici e familiari del ragazzo che hanno sempre evidenziato come il De Simone non avesse mai mostrato intenti suicidari e, anzi, avesse programmato una serie di cose da fare nei giorni a seguire, non ultimo andare allo stadio a tifare per il suo amato Siracusa Calcio, all’epoca protagonista di un ottimo percorso nel campionato di Lega Pro.
Niente avrebbe fatto pensare al suicidio.
Tuttavia le indagini avviate nell’immediatezza dei fatti non avevano portato a nulla e così la Procura si era vista costretta a chiedere due volte l’archiviazione.
E per due volte il Gip, accogliendo le istanze dei familiari che non hanno mai creduto alla messinscena del suicidio, e gli elementi probatori forniti dall’avvocato David Buscemi, ha disposto il compimento di nuove indagini. Così, finalmente, le ultime investigazioni, dirette dal Sostituto Procuratore Gaetano Bono e coordinate dal Procuratore della Repubblica Sabrina Gambino, hanno portato non solo a scoprire come è stato ucciso Angelo De Simone, escludendo l’ipotesi suicidaria, ma a mettere gli inquirenti sulle tracce degli autori del fatto.
Sul punto gli inquirenti sono abbottonatissimi. Ammettono soltanto che nel registro degli indagati è stato scritto il nome di una persona accusata di omicidio volontario pluriaggravato.

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