Noto, eccezionale avvistamento a Castelluccio: fotografata vipera meridionale monocromatica

Noto. A un anno di distanza si è scoperto cos’era. Il raro esemplare di Vipera dell’Italia meridionale, la sottospecie Vipera aspis hugyi avvistata un anno fa nel demanio forestale di Castelluccio, a Noto, è la forma monocromatica (detta concolor), mai riscontrata nella sottospecie meridionale. Si tratta di un esemplare di un solo colore, quindi diverso dagli altri che invece hanno la livrea grigio-scura con la parte dorsale occupata da un disegno a forme ellittiche, rotondeggianti o quadrangolari disposte a zig zag. Per la sottospecie in questione si conosceva la presenza dei fenotipi melanici, quindi neri, ma il fenotipo concolor non era mai stato osservato in tutto il suo areale di distribuzione (Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia). L’infrequente variazione cromatica è frutto di un processo evolutivo che gli studiosi stanno ancora studiando per comprenderlo nei dettagli.
L’avvistamento del raro esemplare è stato eseguito dai dipendenti forestali Nunzia Bennardo e Vincenzo Lombardo, in un’area oggetto di rimboschimento. Incuriositi dall’anomalia morfologica del serpente, ne hanno parlato col giovane Sebastian Colnaghi, socio di Natura Sicula e appassionato di anfibi e rettili, il quale si è messo in contatto con gli erpetologi Matteo Di Nicola di Milano e Francesco Faraone di Palermo. Trattandosi di una Vipera aspis hugyi monocromatica, gli studiosi hanno compreso subito l’eccezionalità dell’avvistamento. La notizia è già stata pubblicata nella prestigiosa rivista “Herpetological Review” a firma dei due erpetologi.
Da milioni di anni, le vipere, rappresentano, ingiustamente, uno dei più temuti animali delle nostre campagne. La vipera morde l’uomo solo se è costretta, mai per offesa. Se spreca il veleno, rimane a digiuno per troppi giorni prima che si riformi.
Il luogo comune più sciocco e irrazionale che gira intorno alle vipere è che la forestale periodicamente le ripopola lanciandole a pioggia dagli elicotteri. Le errate credenze hanno fatto tanti gravi danni alla natura. Poiché in natura non esiste il buono contrapposto al cattivo o il bello antitetico al brutto, ogni specie ha un ruolo preciso e ben definito. L’uomo deve solo colmare questa sua secolare ignoranza e imparare a rispettare la biodiversità che abita dietro casa sua.
Fabio Morreale

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