Truffe alle ditte che hanno costruito il Centro Commerciale: Calafiore invia certificato medico

Siracusa. Dopo quella di Rita Frontino è saltata pure l’audizione del suo compagno, avvocato Giuseppe Calafiore, anche lui rimasto a Roma per malattia. Il Giudice Monocratico Franco Scollo, ritenendo legittimo l’impedimento del testimone, ha rinviato la sua audizione all’udienza del 24 novembre prossimo. Inoltre il Giudice Monocratico Scollo ha fissato per l’udienza del 13 novembre l’audizione del teste Alessandro Ferraro e ha anche comunicato che la Difesa dell’imprenditrice Rita Frontino dovrà citare i propri testimoni a discolpa per l’udienza del 6 ottobre prossimo. Una volta stabilito il calendario delle prossime udienze, il Giudice ha chiamato a deporre il testimone Corrado Perricone, ex consulente tecnico del Pubblico Ministero Giancarlo Longo, e come l’ex magistrato finito alla sbarra in due occasioni per le sue “perizie pilotate”. Corrado Perricone è stato esaminato dal Pubblico Ministero Salvatore Grillo, titolare delle indagini per le truffe ai danni dei titolari delle ditte che hanno costruito il centro commerciale Open Land di Viale Epipoli.
Il processo è a carico di Concetta Rita Frontino, 55 anni, difesa dagli avvocati Mario Fiaccavento e Alberto Gullino; Daniela Frontino, 51 anni, difesa dall’avvocato Corrado Adernò; Maria Cimino, 54 anni, difesa dall’avvocato Angelo Italia; Assunta Di Martino, 62 anni, difesa dall’avvocato Francesca Di Paola; Alfredo Sapienza, 43 anni, difeso dall’avvocato Antonio Meduri; Davide Venezia, 33 anni, difeso dall’avvocato Giorgio Assenza; Graziano Del Greco, 42 anni, difeso dagli avvocati Giovanni Lo Presti e Francesca Di Paola e Salvatore Noto, 46 anni, assistito dall’avvocato Maria Spurio. Debbono rispondere di truffa ai danni dei titolari delle aziende che hanno realizzato il Centro Commerciale Fiera del Sud di Viale Epipoli. Tutti i reati di truffa sono aggravati per avere cagionato un danno patrimoniale di rilevante entità.
Le indagini sono state svolte dai militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Siracusa, con il coordinamento dei Pubblici Ministeri Salvatore Grillo e Davide Lucignani. Quest’ultimo ha lasciato il banco della pubblica accusa, caricando tutta la responsabilità al collega Grillo, in quanto trasferito alla Procura della Repubblica di Asti. Il suo posto è stato assegnato al sostituto Marco Dragonetti, che affianca Grillo sia in questo processo che in quello in cui Rita Frontino deve rispondere di bancarotta fraudolenta e che si sta svolgendo innanzi al Tribunale Penale composto dal presidente Salvatore Cavallaro e dai giudici Antonella Coniglio e Liborio Mazziotta.
Il Giudice Monocratico Franco Scollo ha ammesso la costituzione delle parti civili contro gli imputati. Si tratta di Alfonso Alonge, Vincenzo Cavallo, Giuseppe Ramondetta, Marcello Bonanno Ferraro, Cristina Fabiano, Maurizio Cutrale, Vincenzo Drovetti, Claudio Civello, Sebastiano Floridia, Sebastiano Salonia, Giuseppe Greco, Pietro Giannone e Salvina Calà.
Alla luce di quanto sostengono i Pubblici Ministeri Lucignani e Grillo sono pesantissimi i danni arrecati ai titolari delle aziende. La Calà, rappresentante legale della MVM srl, che ha effettuato la posa in opera degli impianti elettrici speciali, di climatizzazione ed antincendio, vanta un credito di 550 mila euro. Sebastiano Salonia, titolare della S.I.M.&CO srl, che ha effettuato il trasporto di rifiuti provenienti dalla demolizione dei fabbricati preesistenti e la costruzione della condotta fognaria, ha un credito di 202.219 euro. Claudio Civello, legale rappresentante della Sicep Spa, incaricato della fornitura e posa di opere strutturali prefabbricate, ha riportato un danno economico ammontante a 508.581 euro. Vincenzo Drovetti, la cui omonima ditta individuale ha effettuato la fornitura e la posa del pavimento del Centro nonchè dei locali del negozio Combipel, si è visto raggirato per l’importo di 101.491 euro. Maurizio Cutrale, legale rappresentante della CON.PRI. srl, per la lavori edili, lamenta un danno patrimoniale di 144.665 euro. Giuseppe Greco, titolare della ditta individuale Greco Pose, che ha effettuato la pavimentazione e il rivestimento della zona IPER, accusa una truffa di 27.487. Vincenzo Cavallo, per la fornitura di strutture tubolari in acciaio zincato, non ha ricevuto il pagamento di 375.912 euro. Giuseppe Ramondetta, per la fornitura e posa in opera di agglomerati cementizi per sottofondi, cordoli, posa plinti prefabbricati Massetto in fibra e relativo acciaio. Marcello Ferraro Bonanni, titolare della BO.MAR.srl, che ha effettuato i lavori di scavo, movimento terra, trasporto materiale e sollevamento, non si è visto pagare le fatture per un ammontare di 116.350. La Siciliana Costruzioni Societty srl, che ha effettuato il servizio di noleggio mezzi e movimento terra, ha riportato un danno materiale di 69.740 euro. E via via le altre ditte che, dopo aver effettuato i lavori e anticipato il denaro per l’acquisto del materiale, si sono visti affibbiare assegni postdatati, poi tutti protestati per mancanza di fondi. Un gruppo, quello realizzato dalle sorelle Frontino, che si era specializzato nelle truffe. Sceglievano piccole ditte, alcune delle quali che versavano in situazioni debitorie, le facevano indebitare ulteriormente, e poi le ripagavano con assegni postadatati e a vuoto. Addirittura alla CO.PRI.srl avevano ceduto un credito di 600 mila euro, che a loro dire, dovevano ricevere dall’Agenzia delle Entrate. E, invece, dopo che il signor Maurizio Cutrale aveva effettuato i lavori, ha scoperto che gli avevano dato un pezzo di carta di nessun valore perchè quando si è presentato all’Agenzia delle Entrate gli hanno detto che i Frontino non spettava alcun rimborso e che in ogni caso il famoso credito lo avevano già ceduto alla Emmea, un’altra società facente parte del Gruppo Frontino.
Truffe e geniali trovate, come quella di trasferire la R.G.D, in Costa d’Avorio, per sottrarsi alle pretese dei creditori. Oppure di nominare 24 ore prima Davide Venezia, l’uomo considerato il bancomat di Rita Frontino e del suo compagno Peppe Calafiore, amministratore di una società indebitata fino al collo.

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