Lentini, pregiudicato uccide l’uomo con cui aveva avuto un alterco e poi azzoppa un automobilista che si rifiuta di accompagnarlo

Lentini. Mattinata di fuoco nel centro abitato. Un pregiudicato, ritenuto pericoloso per l’incolumità altrui, ha ucciso con diversi colpi di pistola Sebastiano Greco, 42 anni, all’interno di un panificio, poi ha ferito a un polpaccio il conducente di un’auto che si era rifiutato di accompagnarlo a Catania, quindi davanti all’ufficio postale ha intimato l’alt all’anziano conducente di una macchina e minacciandoli con l’arma da fuoco ha costretto lui, la moglie ed il loro nipotino a scendere dal veicolo. Ma non è finita. Il pregiudicato si è messo alla guida della vettura ma, dopo aver percorso un centinaio di metri, nell’effettuare un sorpasso è sbandato andando a schiantarsi contro un marciapiede. Il motore si è spento e il pregiudicato si è dato alla fuga a piedi. E da quel momento è irreperibile. Le pattuglie dei Carabinieri e della Polizia di Stato lo stanno cercando in tutto il territorio di Lentini e nel comune di Carlentini. Ma alle ore 19 ancora l’omicida di Sebastiano Greco non è stato acciuffato. Qualcuno dice che i ricercati sono due, ma tutti sono concordi nel dire che l’autore dell’omicidio del Greco e del ferimento dell’automobilista proprietario di una Fiat Panda sia Antonino Milone, 37 anni, un curriculum criminale da farlo considerare elemento socialmente pericoloso per l’incolumità altrui. Già dieci anni fa il Milone ha tentato di uccidere un suo antagonista esplodendogli dei colpi di pistola in varie parti del corpo, ma poi venne assolto dai giudici che non ritennero provate le accuse di tentato omicidio, detenzione e porto di arma da fuoco, ricettazione della pistola. Nel 2017, Milone è stato arrestato per espiare in carcere un cumulo di pene per complessivi quattro anni e 27 giorni di reclusione e quattro mesi di arresto. Poi, scontata la pena, è ritornato in libertà ma l’anno scorso è stato di nuovo arrestato dagli agenti della Polizia di Stato nell’ambito dell’operazione “Home Service”, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Quello è stato l’ultimo arresto effettuato dalle forze dell’ordine nei confronti di Antonino Milone.
Secondo una prima sommaria ricostruzione questa mattina, intorno alle 8, in Via Delle Spighe, il Milone litiga con Sebastiano Greco, non è dato sapere per quale motivo dal momento che i due protagonisti non hanno avuto il tempo di raccontarlo a nessuno. Il Milone si allontana dall’antagonista e va ad armarsi. Quindi ritorna in Via Delle Spighe, come passeggero di uno scooter guidato da un parente o un conoscente. Lo scooter riprende la marcia e il Milone a piedi si mette alla ricerca dell’uomo con il quale aveva avuto l’alterco verbale. Lo individua all’interno di un panificio e gli esplode contro parecchi colpi di pistola, tre dei quali lo centrano in parti vitali. Secondo alcuni testimoni il delitto avviene alle ore 9,30. Il killer scappa a piedi, mentre il ferito viene soccorso e condotto all’ospedale di Lentini, dove però o giunge cadavere o muore poco dopo essere entrato all’interno del Pronto Soccorso. Contemporaneamente l’omicida in Via Conte Alaimo, dove sorge l’ufficio postale, intima l’alt al conducente di una Fiat Panda e gli chiede un passaggio. Quello, ignaro dell’omicidio del Greco commesso dall’autostoppista, glielo dà ma, dopo una decina di metri, arresta l’andatura in quanto il Milone gli chiede di accompagnarlo a Catania. Il Milone scende dalla macchina ma si vendica esplodendo un colpo di pistola contro il conducente e lo centra ad un polpaccio. L’automobilista, terrorizzato e sanguinante, pigia il pedale dell’acceleratore e si allontana per dirigersi verso l’ospedale civico. Il Milone, invece, compiuta la bravata, a poche decine di metri di distanza dall’ufficio postale, si mette davanti a un’auto che sopraggiungeva a lenta andatura. Al volate c’è un pensionato, sul sedile accanto siede la moglie e su quello posteriore un bambino, nipote della coppia. Il killer punta la pistola contro l’anziano conducente e costringe a scendere dall’auto, intimandogli di non spegnere il motore. Dall’auto, in preda alla paura, vengono fatti scendere pure la donna e il nipotino. Il killer si mette al volante del veicolo e fugge. Ma, dopo aver compiuto meno di cento metri, l’auto va a sbattere e il motore si spegne. Il killer si accorge dell’arrivo della “gazzella” dei Carabinieri e fugge a piedi. Quello che accade dopo non è dato sapere. Si sa, però, che la caccia all’uomo, intrapresa dai Carabinieri e dagli agenti del Commissariato della Polizia di Stato, fino a sera inoltrata non ha sortito alcun risultato. A Lentini vengono inviati altri Carabinieri e agenti della Polizia. C’è l’esigenza di catturare un uomo che può uccidere ancora, come ha fatto questa mattina con quel quarantaduenne per una banale lite. Tra l’altro, quelli che lo conoscono dicono che Antonino Milone sia uno squilibrato, uno che non ha tutte le rotelle a posto. Per cui catturarlo è fondamentale per scongiurare il pericolo che possa ammazzare altre persone. Non si deve dimenticare che il Milone è armato a quanto pare di una mitraglietta.

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