Assolta la donna di Cassibile che deteneva 5 chili di marijuana e coltivava 13 piante in giardino

Siracusa. Il Giudice Monocratico Liborio Mazziotta ha assolto con formula piena la donna di Cassibile, ma originaria di Catania, arrestata dai Carabinieri per coltivazione di tredici piante di cannabis indica e di detenzione di cinque chilogrammi di marijuana. Gli stessi verbalizzanti hanno determinato il verdetto di assoluzione dell’artigiana di 49 anni, affermando innanzi al Giudice Monocratico che l’imputata non era stata mai da loro attenzionata come presunta spacciatrice di stupefacenti e di non averla denunciata per spaccio di quei cinque chilogrammi di marijuana rinvenuta all’interno di alcune buste per la spesa. Essendo caduta l’accusa di spaccio, il Giudice Monocratico ha deciso di assolvere Annamaria Midiri e, riguardo la detenzione, ha ritenuto credibile la versione della quarantanovenne che, sottoposta ad interrogatorio, ha giustificato il possesso della marijuana per fini terapeutici. La sentenza ha sorpreso – e non molto – sia il Pubblico Ministero che aveva chiesto la condanna dell’imputata alla pena di tre anni di reclusione, sia il difensore avvocato Concetta Ceraldi, che si era battuta per una sentenza assolutoria, ma mai avrebbe pensato che il Giudice Monocratico utilizzasse la formula “il fatto non sussiste”. Una sentenza che non sappiamo se farà giurisprudenza, ma siamo certi che verrà sicuramente richiamata da tutti i penalisti che assistono imputati accusati di detenzione di sostanze stupefacenti, nei confronti dei quali non ci sono solide prove per condannarli per spaccio.
Comunque sia, il processo di primo grado a carico di Annamaria Midiri si è chiuso con la sua assoluzione con formula piena. Lo stesso Giudice Monocratico Mazziotta, alla prima udienza del processo per direttissima, aveva convalidato l’arresto disposto dal Pubblico Ministero, ma aveva ordinato l’immediata liberazione della signora Midiri senza applicarle alcuna misura cautelare.
Nel corso della direttissima, la donna ha raccontato una storia che all’apparenza sembrava inverosimile. La signora Maria Midiri ha, infatti, riferito che aveva messo a dimora i semi nel giardino della sua abitazione, ma grande sarebbe stata la sua sorpresa quando sono comparse le piantine di marijuana. E allora ha pensato bene di farle germogliare, di curarle, di annaffiarle. E i risultati sono stati eccellenti, ben al di là delle aspettative della “inesperta” coltivatrice diretta. Da quelle piante la casalinga incensurata di Cassibile ha estratto cinque chilogrammi di marijuana che lei avrebbe voluto consumare per fini terapeutici in quanto è afflitta da un male che le procura delle fitte e tanto dolore. E proprio per attenuare il dolore, l’arrestata si aggrappava alla canna di marijuana, così come quelli che hanno delle ferite si attaccano alle bottiglie dell’alcol. E ha pure sostenuto che non ha mai messo in vendita la marijuana prodotta dalle sue meravigliose tredici piante, per cui se da un lato ha ammesso la detenzione dell’erba– e non poteva fare diversamente visto che i Carabinieri hanno sequestrato ben cinque chili di marijuana già raccolta, essiccata e perfettamente conservata all’interno di alcune buste – dall’altro ha negato l’attività di spaccio. E quest’ultima circostanza è stata poi confermata anche dai Carabinieri che l’avevano arrestata.
I Carabinieri hanno effettuato la perquisizione domiciliari nella serata del primo ottobre, durante la quale hanno trovato nel giardino tredici piante di cannabis indica, alcune delle quali alte fino a tre metri, perfettamente curate e ben tenute. Durante la stessa perquisizione sono stati contestualmente trovati 2 bilancini di precisione e 5 chilogrammi di marijuana già raccolta, essiccata e perfettamente conservata all’interno di buste di carta, quest’ultime solitamente utilizzate per gli acquisiti presso gli esercizi commerciali.
Come conseguenza del reato compiuto, la quarantanovenne, dopo le incombenze di rito presso il Comando Stazione Carabinieri di Cassibile, è stata collocata, in regime di arresti domiciliari, presso la propria abitazione come disposto dal Pubblico Ministero di turno alla Procura della Repubblica. Ma 48 ore, la signora Annamaria Midiri, difesa dall’avvocato Concetta Ceraldi, è stata liberata dal Giudice Monocratico Liborio Mazziotta.

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