Domani davanti al Gip il killer di Lentini, autore di un omicidio e del ferimento di un panettiere

Siracusa. Comparirà domani mattina, sabato 17 ottobre, davanti al Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco, il killer di Lentini, Antonino Milone, 37 anni, autore materiale dell’omicidio di Sebastiano Greco, 42 anni, e del ferimento con un colpo di pistola al polpaccio del panificatore Gabriele Amenta. Per il pregiudicato di Lentini, il Pubblico Ministero Donata Costa, ha chiesto la convalida del fermo e l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere. Quarantott’ore fa, lo stesso Gip Migneco ha convalidato il fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero Donata Costa contro il lentinese Shasa Antony Bosco, 29 anni, per concorso nell’omicidio volontario aggravato commesso da Antonino Milone, 37 anni, ai danni di Sebastiano Greco, 42 anni, e gli ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere. Per il Gip Migneco il Bosco deve rispondere anche del reato di detenzione e porto di armi da fuoco, sempre in concorso con Antonino Milone.
L’omicidio del Greco e il ferimento del panettiere Amenta si sono verificati nella mattinata del 10 ottobre, in Via Delle Spighe, a Lentini. Quel giorno il Milone ha prima ammazzato Sebastiano Greco e successivamente ha gambizzato il panettiere Gabriele Amenta, esplodendogli contro un colpo di pistola al polpaccio per essersi rifiutato di accompagnarlo a Catania. Poi, nelle vicinanze dell’ufficio postale, ha esploso degli ulteriori colpi di pistola, questa volta per aria, al fine di costringere il conducente di una Fiat Panda a scendere dal veicolo, assieme alla consorte e alla loro nipotina. Postosi alla guida della Panda il Milone è fuggito ma, dopo una cinquantina di metri, è andato a sbattere contro un marciapiede. Sceso dal veicolo, il killer si è dato a precipitosa fuga a piedi e per cinque giorni è riuscito a sfuggire alle battute di caccia intraprese dai Carabinieri e dalla Polizia di Stato per assicurarlo alla giustizia. Nella serata di ieri, sfinito e affamato, si è consegnato ai Carabinieri, ponendo così fine alla latitanza.
Sulla sanguinosa mattinata di sabato 10 ottobre agli atti processuali c’è la ricostruzione dei fatti effettuata dal lentinese Shasa Antony Bosco, difeso dall’avvocato Rosario Frigillito, Il lentinese ha riferito che quel sabato mattina del 10 ottobre si è presentato nella sua abitazione il Milone che gli ha chiesto di fargli compagnia perché aveva litigato con una persona in Via delle Spighe. Milone, alla guida di uno scooter, dopo aver imbarcato il Bosco, ha raggiunto una località dove ha prelevato delle armi che erano nascoste tra i rovi. Bosco ha detto di avergli chiesto che intenzioni avesse ma il Milone gli ha risposto “Zitto, altrimenti ti sparo”. Dopo essersi armato – ha aggiunto Shasa Antony Bosco – “il Milone ha raggiunto Via delle Spighe e si è messo alla ricerca della persona con cui aveva litigato. Pochi minuti dopo ho sentito gli spari e ho visto che Milone aveva colpito una persona, probabilmente la stessa persona con cui il Milone aveva avuto la lite prima di venire a casa mia. Milone mi ha raggiunto e, guidando lo scooter, si è avviato verso Via Alaimo, ma durante il tragitto lo scooter è stato affiancato da una Bmw e il Milone ha fatto il segnale di fermarsi al conducente della macchina. Quello si è fermato e il Milone gli ha chiesto di accompagnarlo all’ospedale. Ha parcheggiato lo scooter e io e il Milone siamo saliti a bordo della Bmw. Il Milone ha poi chiesto al conducente della Bmw di accompagnarlo in un altro posto anziché all’ospedale e quello gli ha risposto che non lo avrebbe accompagnato in nessun posto e ci ha invitati a scendere. Milone si è arrabbiato e gli ha urlato: “Va bene, ma ora ti sparo”. E ha sparato un colpo di pistola alle gambe. Poi, dopo essere scesi dalla Bmw – ha aggiunto Shasa Antony Bosco – il Milone ha fermato una Panda, puntando la pistola contro il conducente. Questo episodio si è verificato in Via Alaimo, a pochi metri di distanza delle Poste. Io mi sono allontanato a piedi e pochi minuti dopo ho sentito dei colpi di pistola. Poi ho saputo, da persone che si trovavano davanti alle Poste, che Milone aveva “rubato” la macchina ad un pensionato, costringendolo a dargliela”. La scena di cui parla il Bosco è quella che ha per vittime il proprietario di una Fiat Panda, sua moglie e il loro nipotino. Il resto della storia lo raccontano i Carabinieri di Lentini, grazie alle deposizioni rese dagli occupanti della Fiat Panda e da altri testimoni. Il Milone si mette alla guida della Panda e si allontana da Via Alaimo. Ma dopo nemmeno cinquanta metri è andato a sbattere violentemente contro un marciapiede. Il motore si è spento e il Milone non è riuscito a riaccenderlo. Così abbandona la Fiat Panda e fugge. Da quel momento nessuno sa dare notizie sul suo conto. Antonino Milone è irreperibile. Ancora nei suoi confronti la magistratura non ha spiccato l’ordine di cattura. Nelle carte inviate al Gip per la posizione processuale di Shasa Antony Bosco, si legge che è indagato del reato di omicidio volontario pluriaggravato anche Antonino Milone, attualmente irreperibile. Il Gip Migneco non ha accolto la richiesta dell’avvocato Rosario Frigillito, tesa ad ottenere gli arresti domiciliari per Shasa Antony Bosco. Ma, nelle otto pagine di ordinanza, il Gip Migneco spiega perché il cliente dell’avvocato Frigillito è coinvolto a pieno titolo nell’omicidio ai danni di Sebastiano Greco e nel reato di detenzione e porto di armi. Al Bosco non si contestano i reati di lesioni personali con arma da fuoco ai danni del panettiere Gabriele Amenta e della sottrazione della Fiat Panda e le minacce di morte rivolte al pensionato proprietario del veicolo.
Nel frattempo i Carabinieri dell’Aliquota Operativa del N.O.R. di Augusta, nell’ambito delle indagini tecniche e di sopralluogo svolte unitamente a personale della Polizia di Stato di Siracusa e Lentini a seguito dell’omicidio di Sebastiano Greco avvenuto lo scorso 10 ottobre, hanno rinvenuto in via Scala di Lentini, abilmente occultate all’interno di un’aiuola e coperte da vegetazione, due pistole cariche e perfettamente funzionanti. Si tratta in particolare di una pistola marca Beretta calibro 22 con caricatore contenente 7 cartucce e colpo in canna, arma risultata provento di furto avvenuto in Francofonte nel 2015 e di una pistola marca Walther mod. P 38 calibro 9 Luger, con caricatore contenente 8 cartucce, sulla quale sono ancora in corso accertamenti volti a chiarire la sua provenienza.
Le armi, che erano in buono stato d’uso, sono state sottoposte a sequestro per il successivo inoltro al R.I.S. di Messina per essere sottoposte ad accertamenti tecnici finalizzati a verificare il loro eventuale utilizzo in passate azioni criminali.

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