Operazione Tonnara: permesso di lavoro di 4 ore concesso al trafficante Leandro Salemi

Catania. Accogliendo l’istanza presentata dall’avvocato Mario Di Marca, i giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di Catania (presidente, Carmela La Rosa; a latere, Nunzio Corsaro e Giuliana Fichera), hanno rilasciato l’autorizzazione al detenuto siracusano Leandro Salemi di uscire dalla propria abitazione, ove è sottoposto alla misura degli arresti domiciliari, per recarsi a lavorare presso il bistrot sito al Lungomare Elio Vittorini, a Ortigia. Il detenuto ha ottenuto il permesso dalle ore 8 alle ore 12,30 e durante l’attività lavorativa non può avere alcun contatto con il pubblico. E, finito l’orario di lavoro, deve immediatamente fare rientro presso la sua abitazione. L’autorizzazione a uscire dalla propria abitazione è per tutti i giorni della settimana, dal lunedì al sabato. Lo stesso Collegio già nel mese di dicembre dello scorso anno, sempre a seguito di apposita istanza firmata dall’avvocato Mario Di Marca, subentrato nella difesa del Salemi che in primo grado è stato condannato alla pena di sette anni e otto mesi di reclusione in quanto riconosciuto colpevole di associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti, gli ha concesso gli arresti domiciliari. Leandro Salemi venne arrestato dai Carabinieri del Comando provinciale di Viale Tica il 27 febbraio 2018, giorno in cui fu effettuata l’operazione antidroga denominata “Tonnara”. Dopo ben ventotto mesi di ininterrotta detenzione in carcere, il trafficante di droga è stato posto ai domiciliari grazie all’accoglimento della istanza presentata dal suo difensore alla Corte d’Appello, avvocato Mario Di Marca, nonostante il parere contrario del Pubblico Ministero Antonio Nicastro. Anche su questa seconda istanza dell’avvocato Di Marca, il sostituto procuratore generale Nicastro ha espresso parere contrario, ma i giudici della Corte d’Appello di Catania hanno deciso di consentire al ventitreenne Leandro Salemi di recarsi a lavorare presso il bistrot del Lungomare Elio Vittorini, in Ortigia, e, con il salario che gli verrà corrisposto dal titolare dell’esercizio, potrà provvedere al sostentamento personale.
Il processo di secondo grado a carico degli imputati coinvolti nell’operazione antidroga denominata “Tonnara” e asseritamente nei confronti di coloro che hanno chiesto di essere giudicati con il rito abbreviato, riprenderà l’11 novembre prossimo. A conclusione del processo di primo grado, dal Giudice dell’udienza preliminare Loredana Pezzino, sono stati condannati Massimiliano D’Ignoti Parenti alla pena di dieci anni e due mesi di reclusione, difeso dagli avvocati Giambattista Rizza e Giorgio D’Angelo (il Pubblico Ministero Alessandro La Rosa aveva chiesto dodici anni di reclusione); Leandro Salemi, difeso all’epoca dall’avvocato Giorgio D’Angelo, alla pena di sette anni e otto mesi di reclusione, (il Pubblico Ministero aveva chiesto otto anni di reclusione); Angelo Albarino a tredici anni e dieci mesi di reclusione, difeso dall’avvocato Costanzo Silvestri (il Pubblico Ministero aveva chiesto quattordici anni di reclusione); Luigi Calcinella alla pena di otto anni e sei mesi di reclusione, difeso dall’avvocato Natale Perez (il Pubblico Ministero aveva chiesto otto anni di reclusione); Alessandro D’Agata alla pena di cinque anni e tre mesi di reclusione grazie al riconoscimento della dimiinuente prevista per i collaboratori di giustizia (il Pubblico Ministero aveva chiesto quattro anni di reclusione). Infine, per trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti è stato condannato a sette anni, due mesi e venti giorni di reclusione Domenico Perotti (il Pubblico Ministero aveva chiesto quattro anni e otto mesi di reclusione. La complessa attività investigativa, svolta avvalendosi sia di metodi tradizionali che di supporti tecnici, oltre che dell’apporto di collaboratori di giustizia, ha disvelato l’esistenza di un’organizzazione da tempo operante nel capoluogo aretuseo, ed in particolare nella area compresa tra la via Aldo Carratore e viale Santa Panagia, meglio conosciuta come zona della “Tonnara”, da cui ha preso il nome l’operazione dei Carabinieri. Il gruppo criminale, ben noto nell’ambiente dei consumatori di stupefacente della città, che vedevano nella “piazza di spaccio della Tonnara” un luogo ove poter acquistare nell’arco dell’intera giornata la cocaina, si era dotato di una vera e propria organizzazione, caratterizzata dalla suddivisione dei compiti tra i sodali. In particolare, sotto la direzione degli imputati Danilo Briante e Antonio Rizza, individuati come i promotori dell’associazione a delinquere, venivano predisposte le numerose dosi giornaliere di stupefacente che poi venivano distribuite agli spacciatori organizzati in veri e propri “turni di lavoro”, in modo tale da garantire le cessioni di stupefacente senza soluzione di continuità durante l’arco dell’intera giornata. Al fine di scongiurare l’intervento delle forze dell’ordine l’organizzazione si avvaleva di apposite “vedette” posizionate strategicamente e, in alcune circostanze, utilizzate per essere inviate nei pressi della caserma dei Carabinieri al fine di verificare se vi fossero le auto dei militari pronte ad intraprendere servizi anti spaccio. Le indagini hanno inoltre consentito di appurare come la sostanza stupefacente venisse acquistata attraverso due canali di approvvigionamento, uno catanese e uno messinese, per poi essere tagliata e suddivisa in dosi all’interno di un appartamento di via Aldo Carratore, casa popolare in uso al Briante e occupata da Raffaele Balocco; quest’ultimo si occupava di distribuire le dosi ai pusher, spesso lanciando loro dal balcone alcuni involucri appositamente predisposti. Nel corso dell’attività di indagine sviluppata dal Nucleo Investigativo di Siracusa durata oltre un anno dal febbraio del 2016, sono stati sequestrati oltre 3 chilogrammi di cocaina, arrestati 20 pusher in flagranza di reato e sequestrati oltre 5000 euro, somma provento dell’attività di spaccio.
I destinatari del provvedimento applicativo della custodia cautelare in carcere sono:Danilo Briante, Antonio Rizza, Alessandro Abela, Angelo Albarino, Raffaele Ballocco, Vincenzo Buccheri, Luigi Calcinella, Dario Caldarella, Alessandro D’Agata, Massimiliano D’Ignoti Parenti, Gaetano Maieli, Giuseppina Riani, Ivan Rossitto, Leandro Salemi, Massimo Salemi e Graziano Pasquale Urso.
Il processo di secondo grado riprenderà il 30 settembre con la requisitoria del sostituto procuratore generale Antonio Nicastro.
Al Tribunale di Siracusa, innanzi ai giudici del Collegio Penale del giovedì (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Antonio Dami e Federica Piccione subentrata ad Alfredo Spitaleri, trasferito al Tribunale Civile) è in corso di svolgimento il processo a carico dei trafficanti di droga giudicati con rito ordinario. Alla sbarra siedono Danilo Briante, Antonio Rizza, Alessandro Abela, Raffaele Ballocco, Vincenzo Buccheri, Dario Caldarella, Gaetano Maieli, Giuseppina Riani, Ivan Rossitto, Massimo Salemi e Graziano Pasquale Urso.

CONDIVIDI