Augusta, tutti gli eletti al Consiglio comunale tra cui Gulino e il neo sindaco non ha la maggioranza

Augusta. Di Mare batte Gulino con quasi il 10 per cento in più di suffragi. Ecco l’esito del ballottaggio, svoltosi domenica 18 e lunedì 19 ottobre, per la sindacatura nel quinquennio 2020-2025. Giuseppe Di Mare ha ricevuto 7.425 voti per una percentuale del 54,51%, Giuseppe Gulino ne ha ricevuti 6.195 per una percentuale del 45, 49 % . Rispetto al primo turno, quando aveva ricevuto 6.136 voti, Gulino ha mantenuto sostanzialmente la posizione, pur avendo acconsentito che le tre liste della sua coalizione stringessero un accordo, definito “apparentamento tecnico”, con due delle tre liste che sostenevano Massimo Carrubba. Peppe Di Mare, dunque, ha guadagnato oltre duemila voti, avendone ricevuti al primo turno 5.307: forte delle sue quattro liste, forte della sua convinzione – “i festeggiamenti sono rimandati di qualche giorno” (aveva detto il 5 ottobre)- è andato al ballottaggio senza apparentamenti. Al primo turno, con le sue tre liste, Carrubba aveva conquistato 3.918 voti, alla lista pentastellata ne sono andati 3.420, alla “Lega Salvini-sarà bellissima”: 740. Rispetto al primo turno si è registrato un forte calo di votanti: 13.937 augustani a fronte di 32.451 aventi diritto, pari al 42,95 per cento, con un calo di 18,84 per cento rispetto al 4 e 5 ottobre, di 13, 97 punti percentuali rispetto al ballottaggio del 2015, quando si recarono alle urne il 56,92 per cento degli elettori, pari a 18.287 augustani, da cui uscì vincitrice la lista pentastellata che conquistò il premio di maggioranza.
Premio di maggioranza che quest’anno non andrà al vincitore, il quale potrà contare su cinque consiglieri, in virtù degli “apparentamenti tecnici” stipulati per impedire la “maggiorana bulgara” dell’appena decorsa consiliatura, come hanno affermato i direttivi di “Democratici e progressisti” e di “AttivaMente”, subito dopo l’accordo con Gulino. Questi i consiglieri che dovrebbero sedere a palazzo San Biagio (il condizionale è cautelativo fino alla proclamazione ufficiale: per “Democratici e progressisti” Giancarlo Triberio e Roberto Conti; per “AttivaMente” Biagio Tribulato e Margaret Amara; per “Augusta coraggiosa” Giuseppe Tedesco e Manuel Mangano, con un’incertezza su un terzo nome; per 5S Giovanni Marco Patti, Roberta Suppo e Chiara Tringali; per “Civica Augusta” Andrea Serra e Corrado Amato; per “Augusta 2020” Marco Niciforo e Salvatore Errante; per “Cambia Augusta” Marco Stella; per “100 per Augusta” Francesco La Ferla e Paolo Trigilio; per “Destinazione futuro” Andrea Lombardo e Rosaro Sìcari; per “Nuovo Patto per Augusta” Milena Contento, Giuseppe Assenza, Mariangela Birritteri e Giuseppe Montalto.
La lista “C’è un futuro per Augusta”, che ha sostenuto Di Mare, non avrà rappresentanti in consiglio, come non ne avrà la lista “Lega Salvini”. In virtù della riforma varata dalla Regione, i consiglieri comunali sono 24, sei in meno rispetto a prima. In base alla nuova legge elettorale siciliana, il perdente al ballottaggio ha un posto in consiglio, come il perdente al ballottaggio per la presidenza della Regione ha diritto di sedere fra gli scranni dell’Assemblea Regionale Siciliana. Quindi, Gulino potrà ritornare a palazzo San Biagio dove fu consigliere comunale e poi sindaco nella prima metà degli anni Novanta, prima del suo primo mandato ammnistrativo per decisione dei cittadini.
Giorgio Càsole

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