Esaminati 4 avventori del pub Humus: ci fu un alterco tra Salvatore Caruso e Andrea Pace

Siracusa. Due donne e due uomini, che si trovavano all’interno del Pub Humus di Avola la sera dell’11 giugno 2019, sono stati esaminati dal Pubblico Ministero Carlo Enea Parodi al processo che vede alla sbarra i fratelli Salvatore e Corrado Caruso, rispettivamente di 24 e 22 anni, accusati in concorso dell’omicidio di Andrea Pace, ucciso a distanza alcune ore, poco dopo la mezzanotte, quindi del 12 giugno, in Via Neghelli, ove la vittima fu crivellata di piombo mentre si accingeva ad aprire il portone di casa. I quattro testimoni sono avventori del Pub e sono stati tutti concordi nel riferire che tra Salvatore Caruso e Andrea Pace ci fu un’animata discussione per una questione di natura strettamente familiare. I testimoni dicono e non dicono anche se le loro dichiarazioni convergono nell’attribuire ad Andrea Pace l’iniziativa di avere avanzato una richiesta tesa ad ottenere dal Caruso che facesse da intermediario con il compagno di una donna. A quella richiesta il Caruso avrebbe risposto con un netto rifiuto provocando una reazione di stizza del Pace. A quel punto sarebbero volate parole pesanti e sarebbero state proferite delle reciproche minacce. Quello che è successo un’ora dopo la lite nessuno dei quattro testimoni lo poteva immaginare. Nessuno, infatti, poteva pensare che Salvatore Caruso sarebbe corso ad armarsi di una pistola e si sarebbe appostato, assieme al proprio fratello Corrado, dietro alcune macchine parcheggiate in Via Neghelli e attendere che rincasasse Andrea Pace per esplodergli contro non meno di dieci proiettili. Per quella richiesta di intermediazione respinta da chi avrebbe dovuto fare la cortesia, un ragazzo di 25 anni è morto e altri due giovani di Avola sono finiti in carcere con la prospettiva di restarci o per il resto della loro vita o per un lunghissimo periodo. L’antagonista di Andrea Pace, quel Salvatore Caruso che non volle fargli la cortesia di intercedere con un tale Vincenzo Artale, ha confessato all’udienza scorsa dicendo di avere commesso un grave errore ad avere compiuto l’attentato alla vita di Andrea Pace. E ha chiesto scusa alla sua famiglia. Sarà la Corte d’Assise (presidente, Tiziana Carrubba; a latere, Carla Frau) a stabilire quanto siano sincere quelle scuse rivolte ai genitori di Andrea Pace e se la confessione possa essere ricompensata con la concessione delle attenuanti generiche, che eviterebbero all’assassino del suo coetaneo la condanna all’ergastolo.
Per ora il processo – che è ancora nelle fasi dell’istruttoria dibattimentale – va avanti con l’escussione dei testimoni della lista del Pubblico Ministero. Il quale ha chiesto di sentire alcuni dei testimoni dell’accusa alla prossima udienza dell’11 dicembre.
I due imputati sono assistiti dall’avvocato Luca Ruaro ma contro di loro si sono costituiti parte civile i genitori, il fratello e la compagna di Andrea Pace, assistiti dagli avvocati Dario Pastore, Luigi Zimaro e Giovanni Sangregorio.
I fratelli Salvatore e Corrado Caruso debbono rispondere di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e porto abusivo di armi da fuoco. Gli imputati vennero sottoposti a ferno di indiziati di delitto in quanto ritenuti gli autori dell’agguato mortale compiuto ai danni di Andrea Pace, crivellandolo di piombo mentre stava aprendo il portone della sua abitazione, sita in Via Neghelli, ad Avola.
Ad eseguire il fermo sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto, i quali, dalla notte in cui avvenne l’omicidio di Andrea Pace hanno intrapreso le opportune indagini per risalire agli autori del gravissimo episodio criminoso. Nello specifico le investigazioni hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due fratelli e del Pace, appurando un grave quadro indiziario a carico di Salvatore e Corrado Caruso, che, secondo le risultanze investigative dei Carabinieri, a seguito di un acceso diverbio avvenuto tra Salvatore Caruso ed il Pace poco prima dell’omicidio, gli attuali imputati lo avrebbero raggiunto presso la propria abitazione ove avrebbero esploso nei suoi confronti 10 colpi di pistola, di cui 5 andati a segno, tutti alla schiena, dal momento che la vittima era intento ad infilare la chiave nella toppa per aprire il portone dell’immobile in cui sorge l’abitazione dei suoi genitori. Il giovane è riuscito a raggiungere la casa ed è poi barcollato sotto gli occhi del padre che, udite le esplosioni, si era svegliato e giunto nella stanza d’accesso alla casa si è imbattuto nel figlio che, nello stesso istante, aveva aperto la porta. Inutili sono risultati i tentativi di soccorrere il malcapitato Andrea Pace, morto una manciata di minuti dopo essere stato crivellato di piombo alla schiena. Commozione e lacrime ai funerali svoltisi in una Chiesa Madre gremitissima. Tantissimi i giovani che si sono recati a rendere l’ultimo saluto ad Andrea Pace. La salma di Andrea, in una bara bianca sommersa da corone di fiori dal color bianco e da palloncini a forma di cuore, di colore rosso e bianco, è stata portata a spalle dal papà, dal fratello, da alcuni congiunti e, a turno, dai suoi più cari amici. Per tutti i compaesani, quelli che lo avevano conosciuto, Andrea Pace era un bravo ragazzo che si faceva amare.

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