Operazione Bronx: le Difese di De Benedictis e Aimone chiedono le generiche e una mite condanna

Catania. Si è svolta questa mattina, 20 novembre, la penultima udienza riservata ai difensori degli appellanti contro le pesanti condanne a ciascuno inflitte dal Giudice dell’udienza preliminare Simona Ragazzi. Si parla del processo scaturito dall’operazione antidroga denominata Bronx. Oggi tocca agli avvocati Sebastiano Troia, Giambattista Rizza e Junio Celesti svolgere le loro arringhe in difesa il primo in di Giancarlo De Benedictis, il secondo e il terzo nell’interesse di Salvatore Aimone. I tre penalisti non hanno un compito arduo da assolvere in quanto i loro clienti sono tutti rei confessi, Sia Giancarlo De Benedictis che Salvatore hanno ammesso gli addebiti loro contestati ovvero di avere fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico degli stupefacenti, nonché di aver violato l’articolo 73 della legge sugli stupefacenti trasportando, detenendo e cedendo a terzi dosi di droga. Ai difensori, che non possono contestare la sussistenza delle fattispecie delittuose contestate ai rispettivi clienti, spetta il compito di fare comprendere ai giudici della Corte d’Appello se quest’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti sia effettivamente un’organizzazione criminale o un’ammucchiata di spacciatori che, non avendo alcuna possibilità di ottenere un posto di lavoro, per poter campare e per provvedere al fabbisogno dei rispettivi congiunti (moglie, figli, genitori), si sono visto giocoforza costretti a svolgere l’illecita attività di venditori di droga. I difensori non giustificano l’illecita condotta dei loro clienti, ma chiedono ai giudici di valutare se ci siano le condizioni per ritenere quell’associazione veramente pericolosa oppure una squadra composta da pusher che, per garantirsi un’entrata economica settimanale o mensile, svolgono l’illecita attività di spaccio tutti nella stessa zona, vendendo le dosi di cocaina agli stessi tossici-assuntori, praticando le stesse tariffe. L’avvocato Sebastiano Troia per Giancarlo De Benedicits ha chiesto ai giudici della terza sezione penale della Corte d’Appello di escludere sia l’’aggravante dell’associazione armata sia quella di essere uno degli organizzatori dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti e di concedergli la diminuente di pena prevista dal rito abbreviato e le attenuanti generiche per il comportamento processuale e di condannarlo a una pena equa, ben al di sotto di quella irrogatagli al processo di primo grado dal Gup Simona Ragazzi. L’avvocato Sebastiano Troia ha ricordato alla Corte d’Appello che, a conclusione del processo di primo grado, Giancarlo De Benedictis è stato condannato alla pena di 22 anni e quattro mesi di reclusione. Gli avvocati Junio Celesti e Giambattista Rizza hanno chiesto per Salvatore Aimone, in primo grado condannato a quattordici anni e nove mesi di reclusione, di ritenere l’associazione finalizzata al traffico degli stupefacenti una piccola banda composta da spacciatori di modesta levatura non paragonabili ai pesci grossi del traffico degli stupefacenti che immettono nelle piazze ingenti quantitativi di droga, di escludere le circostanze aggravanti che gli vengono contestate, di concedergli lo sconto di pena previsto dal rito e di riconoscergli le attenuanti generiche in considerazione della confessione resa.
Alla prossima udienza del quattro dicembre saranno svolte le ultime arringhe tra cui quell’avvocato Giorgio D’Angelo, dell’avvocato Junio Celesti che parlerà per Carmelo Bianca e i difensori dei pentiti Manuel Gallaro e Mattia Greco. La Corte d’Appello anziché ritirarsi in camera di consiglio è orientata a fissare una nuova udienza per la replica del procuratore generale che, quando ha svolto la requisitoria, ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado e delle pene irrogate al processo di primo grado dal Gup Simona Ragazzi agli imputati Francesco Capodieci (23 anni e otto mesi di reclusione); Riccardo Di Falco (23 anni e sei mesi di reclusione); Giancarlo De Benedictis (22 anni e quattro mesi di reclusione); Salvatore Aimone, Cristian Lanteri, Giuseppe Lauretta e Giulio Spicuglia (quattordici anni e dieci mesi di reclusione ciascuno); Ignazio Maltese (dieci anni e otto mesi di reclusione); Carmelo Bianca, Salvatore Grancagnolo, Gianpaolo Mazzeo e Carmelo Rendis (nove anni di reclusione ciascuno). Il magistrato della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Catania ha chiesto ha riduzione di pena gli imputati Corrado Rizza, Salvatore Aparo, Carmelo Di Natale e Simone Di Stefano, il rappresentante della pubblica accusa ha, infatti, sollecitato la Corte d’Appello a condannarli alla pena di sette anni e quattro mesi di reclusione ciascuno, anziché alla pena di nove anni di reclusione ciascuno, a tutt’e quattro inflitta al processo di primo grado. Lo sconto di pena il rappresentante della Procura Generale lo ha sollecitato in quanto i quattro siracusani risultano incensurati. Il magistrato della Procura Generale ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado per i pentiti Manuel Gallaro e Mattia Greco condannati a quattro anni di reclusione ciascuno.
L’operazione antidroga denominata “Bronx” fu eseguita dai Carabinieri all’alba di martedì 20 febbraio 2018. Intorno alle ore 4, un centinaio di Carabinieri a terra con l’appoggio di un elicottero in cielo, eseguiva l’ordinanza cautelare emessa dal Gip Pezzino su richiesta dei Pubblici Ministeri della Direzione Distrettuale Antimafia etnea Alessandro La Rosa e Alessandro Sorrentino.
Anche per questa operazione antidroga determinanti sono risultate le dichiarazioni di alcuni pentiti, ma soprattutto particolarmente devastanti per alcuni imputati le chiamate in correità del pentito Mattia Greco.
Tutti debbono rispondere di associazione finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e di associazione armata, reato questo contestato a seguito dell’attentato posto in essere contro l’ex pentito Manuel Gallaro da parte di Carmelo Bianca e di Mattia Greco, che sono stati già giudicati per i colpi di pistola esplosi contro il collaborante che era affacciato al balcone della propria abitazione e condannati rispettivamente a quattro e tre anni di reclusione dal Gup Michele Consiglio.
I trafficanti di droga coinvolti nell’operazione denominata “Bronx” vengono difesi dagli avvocatii Matilde Lipari, Giorgio D’Angelo, Giambattista Rizza, Domenico Mignosa, Sebastiano Troia, Stefano Rametta, Antonio Lo Iacono, Antonio Meduri, Junio Celesti, Carmine Aloia.

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