Truffe a 68 investitori: avvocato e commercialista chiedono dissequestro di due milioni di euro

Siracusa. Si terrà mercoledì mattina, 9 dicembre, l’udienza del Tribunale della Libertà (presidente, Giuseppina Storaci; a latere, Martina Belpasso e Giulia D’Antoni) per discutere il ricorso presentato dagli avvocati Antonello Davì e Sebastiano Grimaldi, rispettivamente difensori della commercialista Elisabetta Lo Iacono e dell’avvocato Danilo Antonicelli, ai quali il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato ha sequestrato la complessiva somma di 2.158.043 euro in quanto accusati, in concorso con l’imprenditore calabrese Antonino Delfino, di avere truffato una nutrita schiera di investitori che chiedevano di ottenere dei finanziamenti pubblici. L’imprenditore calabrese, attualmente detenuto nella Casa Circondariale di Cavadonna per le accuse che gli vengono mosse dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro nell’ambito dell’operazione denominata “Rinascita-Scott” – non ha impugnato il sequestro dei beni disposto nei suoi confronti dal Gip Carmen Scapellato. I legali della commercialista Elisabetta Lo Iacono e dell’avvocato Antonicelli, chiedono il dissequestro delle somme pignorate presso vari istituti di credito del capoluogo aretuseo. Le indagini che hanno indotto il Giudice delle indagini preliminari Carmen Scapellato a emettere le misure cautelari dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nei confronti di Antonino Delfino e di Elisabetta Lo Iacono nonché quella del sequestro dei beni disposta anche nei confronti dell’avvocato Antonicelli, sono state svolte dai militari della Guardia di Finanza di Siracusa con il coordinamento della Procura della Repubblica aretusea.
Le indagini esperite dal Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Siracusa, traggono origine da un’iniziale querela avanzata da una delle persone truffate, interessata a ottenere un finanziamento di tre milioni di euro. Sono così state avviate ed eseguite, sotto la costante direzione della Procura della Repubblica, indagini “a tutto campo”, all’esito delle quali sono state individuati 68 vittime della truffa, alcune delle quali in difficoltà ad accedere ai canali di credito istituzionali.

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