Il Tribunale infligge due anni e 6 mesi a un lentinese per detenzione di 800 grammi di marijuana

Siracusa. Il lentinese Massimo Parcella, 57 anni, è stato assolto per alcuni capi d’imputazione, tra cui quello di avere realizzato una piantagione di canapa indiana e quello di avere “fabbricato” una pistola artigianale costruita con tubi e percussore perfettamente funzionante, ma è stato riconosciuto colpevole di detenzione di oltre ottocento grammi di marijuana, di numeroso munizionamento e di sessanta cariche detonanti di esplosivo. L’uomo è stato condannato alla pena di due anni e sei mesi di reclusione dai giudici del Tribunale del Lunedì, presidente Carla Frau. Massimo Parcella, difeso dall’avvocato Antonio Sferrazzo, è stato giudicato con rito abbreviato subordinato dall’acquisizione di una perizia sui terreni confinanti con l’abitazione dell’imputato per confutare la tesi degli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Lentini che nella relazione avevano sostenuto che attraverso un cunicolo l’imputato si recava nell’appezzamento in cui era stata realizzata la piantagione di cannabis indica. Massimo Parcella ha negato l’esistenza del cunicolo e si è protestato innocente dall’accusa di essere l’artefice della piantagione di marijuana nonché di avere costruito la pistola artigianale, rinvenuta dal poliziotti nel fondo agricolo in cui germogliavano cento piante di cannabis indica. Il lentinese ha sostenuto che in quel terreno lui non ci aveva messo piede e peraltro era aperto a chiunque come accertato pure dall’esperto cui l’avvocato Antonio Sferrazzo aveva affidato l’incarico di effettuare una perizia tecnica tesa a dimostrare se il 57enne avesse detto la verità o delle menzogne. Il Pubblico Ministero, durante l’esposizione della requisitoria, aveva chiesto la condanna di Massimo Parcella alla pena complessiva di anni due e mesi sei di reclusione ma per tutti i reati che gli venivano contestati. L’avvocato Antonio Sferrazzo ha chiesto, invece, la condanna al minimo della pena soltanto per i reati di cui si il suo assistito si era dichiarato colpevole, ossia la detenzione degli ottocento grammi di marijuana e del numeroso munizionamento, nonché delle sessanta cariche detonanti di esplosivo. E di assolverlo con formula piena dai reati di coltivazione delle cento piante di marijuana e della fabbricazione della pistola artigianale. E il Tribunale ha accolto la richiesta del giovane penalista, assolvendo Massimo Parcella per i capi d’imputazione di realizzazione di una piantagione di marijuana e di detenzione illegale della pistola artigianale, ma lo ha condannato a due anni e sei mesi di reclusione per i reati dallo stesso Parcella confessati: ovvero la detenzione illegale di poco più di ottocento grammi di “erba”, del copioso munizionamento e delle cariche esplosive. L’avvocato Antonio Sferrazzo ha, però, centrato l’obiettivo di avere fatto ottenere al suo cliente l’esclusione della circostanza aggravante della recidiva contestata al Parcella dalla Procura per una condanna riportato oltre otto anni addietro per detenzione illegale di una pistola. Il suo cliente può dirsi soddisfatto della sua assistenza legale in quanto è riuscito a fargli limitare al minimo i danni. Massimo Parcella, tuttora sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, venne arrestato nell’ottobre dello scorso anno dagli agenti del Commissariato di Lentini, nell’ambito della lotta contro la coltivazione, produzione, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli uomini del Commissariato di P.S. di Lentini diretti dal commissario Andrea Monaco, a seguito di scrupolose indagini di polizia giudiziaria, sono intervenuti in contrada Burione, comune di Lentini, ove in una campagna hanno scoperto una piantagione di marijuana con quasi cento piante con inflorescenze ed hanno sequestrato quasi un chilogrammo della stessa sostanza nascosta in vari punti del podere di proprietà di Massimo Parcella, 57 anni, oltre a materiale per l’essiccazione, il confezionamento e la pesatura.
Inoltre, nella stessa campagna grazie all’intervento di unità cinofile antiesplosivo gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato 60 cariche detonanti di esplosivo ad elevata pericolosità, numeroso munizionamento ed una pistola artigianale costruita con tubi e percussore perfettamente funzionante.
Massimo Parcella è il padre di Jonathan Parcella, autore dell’omicidio di Aldo Panarello, 35 anni, avvenuto tre anni fa in una piazza di Lentini. Massimo Parcella venne anche lui tratto in arresto dai Carabinieri e condannato dal Gip Andrea Migneco a un anno di reclusione per detenzione illegale di una pistola calibro 7,65. Era stato lo stesso Massimo Parcella ad essersi recato nella caserma dei Carabinieri per consegnare l’arma detenuta illegalmente. Di questa condanna il Tribunale non ha tenuto conto in quanto il processo non è stato concluso con sentenza irrevocabile.

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