Arresti domiciliari per il rivenditore di ricambi. Innanzi al Gip ha detto: “E’ marijuana light legalizzata”

Siracusa. Il rivenditore di ricambi d’auto di Augusta, Federico Siri, 32 anni, assistito dall’avvocato Corrado Amato, accusato di detenzione illegale di due chili e settecento grammi di marijuana, ha ammesso di essere il proprietario della sostanza, del materiale idoneo per il confezionamento delle dosi e del bilancino di precisione. Però, ha subito tenuto a precisare che la sostanza rinvenuta nel suo negozio è marijuana light legalizzata, di averla acquistata in un sito on line e di averne preso un elevato quantitativo poiché non è facile reperirla nella città di Augusta. La puntualizzazione del commerciante ha piacevolmente sorpreso il Giudice delle indagini preliminari Francesco Alligo che, condividendo anche la richiesta del difensore, avvocato Corrado Amato, di non applicare al suo assistito la misura della custodia in carcere, visto che bisognerà attendere l’esito delle analisi di laboratorio che si stanno effettuando sulla marijuana rinvenuta dalle forze dell’ordine nella rivendita di Federico Siti al fine di verificare se si tratta di “erba” legalizzata con un principio attivo molto modesto o si tratta, viceversa, di “erba” che si vende nelle piazze dello spaccio, ha disposto gli arresti domiciliari per l’indagato. Pur non partecipando fisicamente all’udienza di convalida dell’arresto, Il Pubblico Ministero Gaetano Bono aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere per Federico Siri.
Il commerciante di Augusta può dirsi fortunato per essersi imbattuto in un giudice che non è un giustizialista ma un osservante del diritto. Il Gip Alligo, che pure ha cercato di mettere in difficoltà il Siri domandandogli se alla perquisizione operata nel suo negozio fosse pure presente Domenico Stelo, il pregiudicato di Augusta arrestato sabato della scorsa settimana a Messina, per furto di divise dei Carabinieri e per rapina ai danni del proprietario di un “Compro Oro”. Una provocazione quella del Gip Alligo, alla quale il commerciante di Augusta ha reagito con eccezionale pacatezza. Siri, infatti, ha risposto alla domanda del Gip affermando che Domenico Stelo è un suo collaboratore ma che con la marijuana rinvenuta nel ad Augusta non ha nulla a che vedere. “Signor giudice – ha dichiarato il Siri – quella marijuana era mia, l’ho comprata con i soldi miei e non era destinata allo spaccio. Me la sono fatta inviare soltanto per soddisfare il mio fabbisogno personale”. L’ingente quantitativo di marijuana rinvenuto dagli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato locale nonché dai Carabinieri della Compagnia di Augusta, è stato inviato al laboratorio della Polizia Scientifica per accertare il principio attivo e, quindi, per verificare se appartiene al tipo di marijuana light la cui vendita è ammessa dalle leggi italiane.
“Il comportamento processuale dell’indagato” – scrive il Gip Francesco Alligo nella ordinanza di convalida dell’arresto – stato premiato con l’applicazione misura cautelare meno afflittiva degli arresti domiciliari, anzichè con quella della custodia in carcere, come richiesto dal Pubblico Ministero Gaetano Bono. D’altra parte Federico Siri ha “agevolato” Il Gip Alligo ad adottare nei suoi confronti la benevola decisione in quanto si è autodefinito unico e solo responsabile del quantitativo di marijuana rinvenuto nel suo esercizio commerciale e pronto a pagarne le conseguenze.
Federico Siri è stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Siracusa, del Commissariato di P.S. di Augusta e dell’Arma dei Carabinieri di Augusta, per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Gli agenti, a seguito di perquisizione effettuata all’interno dei locali dell’esercizio commerciale di cui è proprietario l’arrestato, hanno rinvenuto e sequestrato circa 3 chilogrammi di marijuana, materiale per il confezionamento dello stupefacente ed un bilancino di precisione.
Nel prosieguo dell’attività investigativa, i poliziotti e i carabinieri, non paghi del risultato ottenuto, estendevano l’attività di perquisizione al domicilio di un dipendente di Federico Siri, identificato in S.D. di anni 44 e della convivente S.S. di 33 anni, che consentiva alle forze dell’ordine di rinvenire 10 grammi di cocaina e di denunciare la coppia per detenzione di droga.
Le perquisizioni sono state effettuate nell’ambito delle indagini che stanno svolgendo Squadra Mobile e Arma dei Carabinieri di Messina in seguito all’arresto di due rapinatori augustani – Domenico Stelo e Salvatore Saraceno – che, indossando le divise dei Carabinieri, rubate nella sede di Augusta dell’Associazione Carabinieri in congedo, hanno compiuto un colpo banditesco ai danni del titolare di un “Compro Oro”, sabato scorso nella città dello Stretto. Gli inquirenti peloritani hanno accertato che Domenico Stelo è socio in affari del rivenditore dei ricambi d’auto per cui hanno disposto la perquisizione dell’esercizio per trovare ulteriore materiale probatorio. E, invece, anziché trovare elementi indiziari a carico dello Stelo hanno rinvenuto circa tre chili di marijuana e hanno ammanettato Federico Siri per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. La perquisizione è stata estesa al dipendente del Siri e alla sua convivente e anche questa operazione è andata a buon fine per le forze dell’ordine perché sono stati rinvenuti dieci grammi di cocaina.
(Nella foto Federico Siri)

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