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Sparatoria tra due famiglie di caminanti a Noto: il Gup Carrubba manda a processo 5 indagati e proscioglie il sesto

CronacaSparatoria tra due famiglie di caminanti a Noto: il Gup Carrubba manda a processo 5 indagati e proscioglie il sesto

Siracusa. Uniformandosi alle decisioni del Tribunale del Riesame di Catania il Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Siracusa, Tiziana Carrubba ha disposto il rinvio a giudizio per cinque dei sei caminanti coinvolti in una sparatoria, mentre ha prosciolto Paolo Scafiri, 57 anni, difeso dall’avvocato Sebastiano Scala. Per Paolo Scafiri già due anni fa i giudici del Tribunale del Riesame avevano annullato l’ordinanza cautelare della custodia in carcere emessa nei suoi confronti e degli altri cinque caminanti dal Giudice delle indagini preliminari Andrea Migneco. I giudici del Riesame avevano scritto nel loro provvedimento che Paolo Scafiri era assolutamente estraneo al conflitto a fuoco tra due famiglie di Noto avvenuto nel mese di settembre di due anni fa in via Rosselli, nel quartiere abitato in prevalenza da famiglie di caminanti. A quella stessa decisione è pervenuto adesso il Gup Tiziana Carrubba che ha pronunciato sentenza di non doversi procedere nei confronti del caminante Paolo Scafiri per non avere commesso il reato di tentato omicidio né gli altri reati che gli venivano contestati dal Pubblico Ministero e prima ancora dei Carabinieri della Compagnia di Noto.

Il Gup Tiziana Carrubba ha, invece, disposto il rinvio a giudizio di Umberto Scafiri, 36 anni e Paolo Scafidi, 33 anni, entrambi difesi dall’avvocato Sebastiano Scala nonché dei loro antagonisti Giuseppe Corrado Fiaschè, 53 anni, di sua moglie Concetta Rasizzi, di 51 anni e del loro figlio Francesco Fiaschè, 28 anni, tutti assistiti dall’avvocato Aldo Ganci. Il processo a carico dei cinque caminanti si svolgerà il prossimo 13 maggio dinanzi al Tribunale Penale del Venerdì composto dal presidente Salvatore Cavallaro e dai giudici Antonio Dami e Federica Piccione. I cinque  caminanti di Noto debbono rispondere di tentato omicidio e porto abusivo di armi da sparo.

Le indagini sulla sparatoria avvenuta in via Rosselli del quartiere “Caminanti” di Noto, sono state effettuate dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Noto immediatamente dopo il ricovero in ospedale di Giuseppe Corrado Faschè. Quest’ultimo, infatti, venne raggiunto da tre proiettili, uno dei quali alla nuca e i restanti due ad una gamba e a un piede. Il personale della Squadra Rilievi del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Siracusa nella zona della sparatoria ha rinvenuto numerosi bossoli, ogive e buchi di colpo di arma da fuoco, che hanno attinto alcune autovetture, portoni e muri della via Rosselli, nonché tracce ematiche distribuite per decine di metri, accreditando una dinamica violenta e protratta e recuperando, altresì, in un terreno immediatamente vicino, una pistola calibro 9 ed un’altra calibro 7,65, opportunamente repertate, in quanto ritenute alcune delle armi impiegate nella vicenda.

Secondo le risultanze investigative la sparatoria sarebbe riconducibili a una presunta relazione sentimentale intrapresa da una donna sposata il cui marito è attualmente detenuto in carcere. La donna, appartenente alla famiglia Fiaschè, sarebbe stata oggetto di maldicenze da parte della famiglia Scafidi-ScafiriI e, per tale motivo, i suoi familiari si sarebbero mossi per tutelarne l’onorabilità. Il 29 settembre di due anni fa, il padre, la madre ed il fratello della donna, tutti componenti della famiglia Fiaschè, si sarebbero portati in via Rosselli per discutere con i familiari della parte avversa, il nucleo Scafidi-Scafiri, verosimilmente accusandoli di aver alimentato pettegolezzi nei confronti della loro congiunta e dando avvio ad una discussione che sarebbe in breve degenerata in una sparatoria che, per le modalità con cui si è svolta, per come ricostruito in sede di rilievi, avrebbe visto uno scambio di colpi di arma da fuoco reciproco delle due parti, anche se il solo Giuseppe Corrado Fiaschè è stato attinto da diversi proiettili che, miracolosamente, non gli hanno provocato conseguenze letali. Visibili i danni in tutta la strada, dove i Carabinieri, tra i cristalli infranti delle autovetture parcheggiate ed i calcinacci dei muri attinti dalle pallottole, hanno repertato decine di bossoli di diverso calibro.
I racconti dei presenti, tutti appartenenti alla stessa comunità, sono stati reticenti ed elusivi, ma la rapidità con cui le indagini sono state svolte dai militari è stata decisiva per ricostruire l’accaduto, segnatamente grazie ad alcune telecamere di videosorveglianza presenti nei paraggi, che hanno smentito le dichiarazioni dei caminanti coinvolti circa il luogo in cui gli stessi si trovavano al momento dei fatti.
Nei giorni immediatamente successivi alla sparatoria, i Carabinieri della Compagnia di Noto, supportati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Sicilia, e da due unità cinofile, all’esito di un approfondito intervento in alcune case della strada teatro dell’evento, hanno eseguito numerose perquisizioni domiciliari nella via in questione, rinvenendo ulteriori armi e munizionamento poi sequestrati, poiché detenuti irregolarmente.
Nel corso dell’esecuzione dei fermi e delle perquisizioni domiciliari, i Carabinieri hanno rinvenuto 3 fucili calibro 12 comprensivi di oltre 200 cartucce legalmente detenuti e ritirati in via cautelativa ai sensi dell’art. 39 del T.U.L.P.S. nonché 4 pistole con 230 cartucce sottoposte a sequestro che verranno inviate al R.I.S. di Messina per essere sottoposte agli accertamenti tecnici che verificheranno l’eventuale utilizzo nella sparatoria.

(le foto: in alto, da sinistra: Paolo Scafiri; Umberto Scafiri e Paolo Scafidi; in basso, da sinistra: Concetta Rasizzi; Giuseppe Corrado Fiaschè e Francesco Fiaschè)